﻿<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>gassoso Archivi - Tecnoapple</title>
	<atom:link href="https://tecnoapple.it/tag/gassoso/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://tecnoapple.it/tag/gassoso/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 22 May 2026 04:53:24 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>James Webb scopre un gigante gassoso con temperature simili alla Terra</title>
		<link>https://tecnoapple.it/james-webb-scopre-un-gigante-gassoso-con-temperature-simili-alla-terra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 04:53:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[astronomia]]></category>
		<category><![CDATA[atmosfera]]></category>
		<category><![CDATA[esopianeta]]></category>
		<category><![CDATA[gassoso]]></category>
		<category><![CDATA[James Webb]]></category>
		<category><![CDATA[NASA]]></category>
		<category><![CDATA[spettroscopia]]></category>
		<category><![CDATA[temperatura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tecnoapple.it/james-webb-scopre-un-gigante-gassoso-con-temperature-simili-alla-terra/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il James Webb scopre un gigante gassoso con temperature sorprendentemente simili alla Terra Il James Webb Space Telescope continua a regalare scoperte che ridefiniscono la comprensione dell'universo. Questa volta, un team di astronomi guidato dalla Penn State e dal Jet Propulsion Laboratory della...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/james-webb-scopre-un-gigante-gassoso-con-temperature-simili-alla-terra/">James Webb scopre un gigante gassoso con temperature simili alla Terra</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il James Webb scopre un gigante gassoso con temperature sorprendentemente simili alla Terra</h2>
<p>Il <strong>James Webb Space Telescope</strong> continua a regalare scoperte che ridefiniscono la comprensione dell&#8217;universo. Questa volta, un team di astronomi guidato dalla Penn State e dal Jet Propulsion Laboratory della NASA ha individuato un pianeta davvero fuori dall&#8217;ordinario: un <strong>gigante gassoso</strong> grande quanto Saturno, ma con temperature che ricordano molto più da vicino quelle terrestri. Il pianeta si chiama <strong>TOI-199b</strong>, si trova a oltre 330 anni luce da noi, e rappresenta uno dei rarissimi casi di pianeta gigante &#8220;temperato&#8221; mai studiato nel dettaglio. Lo studio è stato pubblicato il 20 maggio 2026 sulla rivista <strong>Astronomical Journal</strong>.</p>
<p>Perché la notizia è così rilevante? Di solito i pianeti giganti si trovano agli estremi opposti dello spettro termico. Giove e Saturno, nel nostro sistema solare, sono mondi gelidi. Dall&#8217;altra parte ci sono i cosiddetti &#8220;Giove caldi&#8221;, esopianeti che orbitano vicinissimi alle loro stelle e raggiungono temperature di migliaia di gradi. TOI-199b invece sta nel mezzo. La sua temperatura si aggira intorno agli 80 gradi Celsius: calda, certo, ma enormemente più mite rispetto alla maggior parte dei giganti gassosi conosciuti. Per dare un&#8217;idea, è una temperatura che si può raggiungere dentro un&#8217;auto parcheggiata sotto il sole estivo. Una cosa del genere, su un pianeta delle dimensioni di Saturno, è praticamente inedita.</p>
<h2>Come il James Webb ha analizzato l&#8217;atmosfera di TOI-199b</h2>
<p>Per capire cosa si nasconde nell&#8217;<strong>atmosfera</strong> di TOI-199b, il team ha usato una tecnica chiamata spettroscopia di trasmissione. In pratica, quando il pianeta transita davanti alla sua stella, una parte della luce stellare attraversa l&#8217;atmosfera del pianeta. Il <strong>James Webb</strong> separa quella luce nelle diverse lunghezze d&#8217;onda, un po&#8217; come un prisma che scompone la luce bianca nei colori dell&#8217;arcobaleno. Ogni elemento chimico assorbe lunghezze d&#8217;onda specifiche, lasciando una sorta di impronta digitale nello spettro luminoso.</p>
<p>Il transito di TOI-199b è durato circa sette ore, molto più a lungo rispetto ai transiti tipici dei Giove caldi, che spesso si esauriscono in meno di un&#8217;ora. I ricercatori hanno raccolto circa venti ore continue di osservazioni per avere una linea di base affidabile, poi hanno confrontato lo spettro registrato durante il transito con quello di riferimento. Le differenze hanno rivelato quali gas erano presenti.</p>
<h2>Metano confermato e nuove prospettive per la scienza planetaria</h2>
<p>Il risultato più significativo? L&#8217;atmosfera di TOI-199b contiene <strong>metano</strong>, esattamente come i modelli teorici avevano previsto per i giganti gassosi temperati. Una conferma che le teorie sulla composizione atmosferica di questi mondi sono sulla strada giusta. Oltre al metano, le osservazioni suggeriscono anche la possibile presenza di ammoniaca e anidride carbonica, anche se serviranno ulteriori dati per confermarlo.</p>
<p>Come ha spiegato Renyu Hu, professore associato alla Penn State e responsabile del gruppo di ricerca, lo studio degli <strong>esopianeti</strong> permette di osservare tipologie di pianeti che nel nostro sistema solare semplicemente non esistono. Questo aiuta a comprendere meglio come si formano e si evolvono i sistemi planetari, compreso il nostro. Il successo di questa prima analisi dettagliata dell&#8217;atmosfera di un gigante temperato apre la strada a osservazioni future su pianeti simili, per capire se TOI-199b sia un caso unico oppure rappresenti una categoria più ampia con caratteristiche condivise.</p>
<p>Alla ricerca hanno contribuito anche scienziati della Arizona State University, della Johns Hopkins University, del Carnegie Institution for Science, del Caltech e della University of California Santa Cruz. Il finanziamento è arrivato dalla NASA attraverso lo <strong>Space Telescope Science Institute</strong>. Ogni nuova finestra che il James Webb apre su mondi lontani racconta qualcosa anche del nostro, e questa scoperta ne è la prova più fresca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/james-webb-scopre-un-gigante-gassoso-con-temperature-simili-alla-terra/">James Webb scopre un gigante gassoso con temperature simili alla Terra</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>James Webb scopre l&#8217;esopianeta &#8220;proibito&#8221; che non dovrebbe esistere</title>
		<link>https://tecnoapple.it/james-webb-scopre-lesopianeta-proibito-che-non-dovrebbe-esistere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 07:53:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[atmosfera]]></category>
		<category><![CDATA[esopianeta]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[gassoso]]></category>
		<category><![CDATA[Giove]]></category>
		<category><![CDATA[metallicità]]></category>
		<category><![CDATA[transiti]]></category>
		<category><![CDATA[Webb]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tecnoapple.it/james-webb-scopre-lesopianeta-proibito-che-non-dovrebbe-esistere/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un esopianeta "proibito" che mette in crisi tutto quello che sappiamo sulla formazione dei pianeti Il telescopio James Webb ha puntato i suoi strumenti su un mondo che, a rigor di logica, non dovrebbe nemmeno esistere. Si chiama TOI-5205 b, ed è un esopianeta grande quanto Giove ma con un'atmosfera...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/james-webb-scopre-lesopianeta-proibito-che-non-dovrebbe-esistere/">James Webb scopre l&#8217;esopianeta &#8220;proibito&#8221; che non dovrebbe esistere</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Un esopianeta &#8220;proibito&#8221; che mette in crisi tutto quello che sappiamo sulla formazione dei pianeti</h2>
<p>Il <strong>telescopio James Webb</strong> ha puntato i suoi strumenti su un mondo che, a rigor di logica, non dovrebbe nemmeno esistere. Si chiama <strong>TOI-5205 b</strong>, ed è un <strong>esopianeta</strong> grande quanto Giove ma con un&#8217;atmosfera talmente anomala da mandare in tilt i modelli teorici usati finora per spiegare come nascono i pianeti giganti. Le osservazioni, pubblicate su The Astronomical Journal nell&#8217;aprile 2026, raccontano qualcosa di davvero inatteso: l&#8217;atmosfera di questo colosso gassoso contiene meno <strong>elementi pesanti</strong> rispetto alla sua stessa stella. Un dato che, per chi studia questi sistemi, equivale a trovare un figlio più magro del genitore in una famiglia dove tutti mangiano abbondantemente.</p>
<p>TOI-5205 b orbita attorno a una piccola <strong>stella nana rossa</strong>, un astro che è circa quattro volte le dimensioni di Giove ma possiede solo il 40 percento della massa del Sole. Quando il pianeta transita davanti alla stella, ne blocca circa il sei percento della luce. Ed è proprio durante questi transiti che il team guidato da Caleb Cañas del Goddard Space Flight Center della NASA, insieme a Shubham Kanodia della Carnegie Science, ha potuto analizzare la composizione chimica dell&#8217;atmosfera. Tre transiti osservati, un risultato che nessuno si aspettava.</p>
<h2>Un&#8217;atmosfera che non dovrebbe essere così povera</h2>
<p>Il punto chiave è questo: la <strong>metallicità</strong> dell&#8217;atmosfera di TOI-5205 b risulta più bassa non solo rispetto a quella di Giove, ma persino rispetto a quella della stella che lo ospita. Nella comunità scientifica, il termine &#8220;proibito&#8221; riferito a questo esopianeta non è un vezzo giornalistico. I pianeti giganti attorno a stelle così piccole e fredde sono estremamente rari, e i modelli attuali di <strong>formazione planetaria</strong> faticano a spiegarne l&#8217;esistenza. Il fatto che la sua atmosfera sia così impoverita di metalli rende il quadro ancora più complicato.</p>
<p>I ricercatori hanno anche individuato la presenza di metano e solfuro di idrogeno nell&#8217;atmosfera, mentre i modelli elaborati da Simon Muller e Ravit Helled dell&#8217;Università di Zurigo suggeriscono che il pianeta nel suo complesso potrebbe essere circa cento volte più ricco di metalli di quanto l&#8217;atmosfera lasci intendere. Tradotto: gli elementi pesanti potrebbero essersi spostati verso l&#8217;interno durante la formazione, lasciando gli strati esterni sorprendentemente &#8220;leggeri&#8221;. Atmosfera e nucleo, insomma, non si starebbero mescolando.</p>
<h2>Il progetto GEMS e le sfide delle osservazioni future</h2>
<p>Queste scoperte rientrano nel programma <strong>GEMS Survey</strong>, il più grande progetto del Ciclo 2 del <strong>James Webb</strong> dedicato agli esopianeti, focalizzato proprio sui giganti gassosi che orbitano attorno a stelle nane rosse. Il nome completo, &#8220;Red Dwarfs and the Seven Giants&#8221;, la dice lunga sull&#8217;ambizione dell&#8217;iniziativa, coordinata da Kanodia, Cañas e Jessica Libby Roberts dell&#8217;Università di Tampa.</p>
<p>Un aspetto tecnico ma fondamentale riguarda le macchie stellari sulla superficie della stella ospite. Queste regioni scure e attive possono distorcere le osservazioni, illuminando alcune lunghezze d&#8217;onda e nascondendo parti del segnale atmosferico. Il team ha dovuto correggere questi effetti per ottenere misurazioni affidabili, e sta già affinando l&#8217;approccio in un nuovo progetto del James Webb dedicato allo stesso sistema.</p>
<p>TOI-5205 b resta, per ora, un caso unico. Un pianeta che non dovrebbe trovarsi dove si trova, con un&#8217;atmosfera che non rispecchia la composizione della sua stella e un interno che sembra raccontare una storia completamente diversa dalla superficie. Se la scienza planetaria avesse un elenco di casi irrisolti, questo esopianeta sarebbe in cima alla lista. E probabilmente ci resterà per un bel po&#8217;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/james-webb-scopre-lesopianeta-proibito-che-non-dovrebbe-esistere/">James Webb scopre l&#8217;esopianeta &#8220;proibito&#8221; che non dovrebbe esistere</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
