Il James Webb scopre un gigante gassoso con temperature sorprendentemente simili alla Terra
Il James Webb Space Telescope continua a regalare scoperte che ridefiniscono la comprensione dell’universo. Questa volta, un team di astronomi guidato dalla Penn State e dal Jet Propulsion Laboratory della NASA ha individuato un pianeta davvero fuori dall’ordinario: un gigante gassoso grande quanto Saturno, ma con temperature che ricordano molto più da vicino quelle terrestri. Il pianeta si chiama TOI-199b, si trova a oltre 330 anni luce da noi, e rappresenta uno dei rarissimi casi di pianeta gigante “temperato” mai studiato nel dettaglio. Lo studio è stato pubblicato il 20 maggio 2026 sulla rivista Astronomical Journal.
Perché la notizia è così rilevante? Di solito i pianeti giganti si trovano agli estremi opposti dello spettro termico. Giove e Saturno, nel nostro sistema solare, sono mondi gelidi. Dall’altra parte ci sono i cosiddetti “Giove caldi”, esopianeti che orbitano vicinissimi alle loro stelle e raggiungono temperature di migliaia di gradi. TOI-199b invece sta nel mezzo. La sua temperatura si aggira intorno agli 80 gradi Celsius: calda, certo, ma enormemente più mite rispetto alla maggior parte dei giganti gassosi conosciuti. Per dare un’idea, è una temperatura che si può raggiungere dentro un’auto parcheggiata sotto il sole estivo. Una cosa del genere, su un pianeta delle dimensioni di Saturno, è praticamente inedita.
Come il James Webb ha analizzato l’atmosfera di TOI-199b
Per capire cosa si nasconde nell’atmosfera di TOI-199b, il team ha usato una tecnica chiamata spettroscopia di trasmissione. In pratica, quando il pianeta transita davanti alla sua stella, una parte della luce stellare attraversa l’atmosfera del pianeta. Il James Webb separa quella luce nelle diverse lunghezze d’onda, un po’ come un prisma che scompone la luce bianca nei colori dell’arcobaleno. Ogni elemento chimico assorbe lunghezze d’onda specifiche, lasciando una sorta di impronta digitale nello spettro luminoso.
Il transito di TOI-199b è durato circa sette ore, molto più a lungo rispetto ai transiti tipici dei Giove caldi, che spesso si esauriscono in meno di un’ora. I ricercatori hanno raccolto circa venti ore continue di osservazioni per avere una linea di base affidabile, poi hanno confrontato lo spettro registrato durante il transito con quello di riferimento. Le differenze hanno rivelato quali gas erano presenti.
Metano confermato e nuove prospettive per la scienza planetaria
Il risultato più significativo? L’atmosfera di TOI-199b contiene metano, esattamente come i modelli teorici avevano previsto per i giganti gassosi temperati. Una conferma che le teorie sulla composizione atmosferica di questi mondi sono sulla strada giusta. Oltre al metano, le osservazioni suggeriscono anche la possibile presenza di ammoniaca e anidride carbonica, anche se serviranno ulteriori dati per confermarlo.
Come ha spiegato Renyu Hu, professore associato alla Penn State e responsabile del gruppo di ricerca, lo studio degli esopianeti permette di osservare tipologie di pianeti che nel nostro sistema solare semplicemente non esistono. Questo aiuta a comprendere meglio come si formano e si evolvono i sistemi planetari, compreso il nostro. Il successo di questa prima analisi dettagliata dell’atmosfera di un gigante temperato apre la strada a osservazioni future su pianeti simili, per capire se TOI-199b sia un caso unico oppure rappresenti una categoria più ampia con caratteristiche condivise.
Alla ricerca hanno contribuito anche scienziati della Arizona State University, della Johns Hopkins University, del Carnegie Institution for Science, del Caltech e della University of California Santa Cruz. Il finanziamento è arrivato dalla NASA attraverso lo Space Telescope Science Institute. Ogni nuova finestra che il James Webb apre su mondi lontani racconta qualcosa anche del nostro, e questa scoperta ne è la prova più fresca.


