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	<title>glifosato Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>Glifosato e superbatteri: il legame che nessuno aveva previsto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 23:23:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il glifosato potrebbe alimentare la diffusione dei superbatteri resistenti agli antibiotici Uno degli erbicidi più utilizzati al mondo potrebbe avere un ruolo che nessuno aveva previsto nella lotta contro i superbatteri. Un nuovo studio pubblicato su Frontiers in Microbiology ha rivelato un legame...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/glifosato-e-superbatteri-il-legame-che-nessuno-aveva-previsto/">Glifosato e superbatteri: il legame che nessuno aveva previsto</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il glifosato potrebbe alimentare la diffusione dei superbatteri resistenti agli antibiotici</h2>
<p>Uno degli erbicidi più utilizzati al mondo potrebbe avere un ruolo che nessuno aveva previsto nella lotta contro i <strong>superbatteri</strong>. Un nuovo studio pubblicato su Frontiers in Microbiology ha rivelato un legame inquietante tra il <strong>glifosato</strong>, il principio attivo presente in molti diserbanti agricoli, e la capacità dei batteri multiresistenti di sopravvivere e diffondersi ben oltre le corsie degli ospedali.</p>
<p>La <strong>resistenza antimicrobica</strong> causa ogni anno tra 1,1 e 1,4 milioni di morti nel mondo. Fino ad oggi, la colpa veniva attribuita quasi esclusivamente all&#8217;uso eccessivo e scorretto degli antibiotici. Ma questa ricerca, condotta da un team guidato dalla dottoressa Daniela Centrón dell&#8217;Istituto di Microbiologia Medica e Parassitologia di Buenos Aires, apre uno scenario diverso. I <strong>batteri resistenti</strong> isolati negli ospedali non solo sopravvivono a più classi di antibiotici, ma tollerano anche concentrazioni elevate di glifosato. E questo dettaglio cambia parecchio le carte in tavola.</p>
<h2>Dai campi agli ospedali, un percorso a doppio senso</h2>
<p>Per capire quanto fosse profondo il problema, i ricercatori hanno analizzato 102 ceppi batterici provenienti da tre ambienti completamente diversi: una riserva naturale protetta nel delta del Paraná, a nord di Buenos Aires, strutture ospedaliere locali e terreni agricoli trattati con <strong>erbicidi</strong>. Il risultato è stato piuttosto sorprendente. Tutti i 68 ceppi raccolti nella riserva, dove il glifosato non è mai stato applicato direttamente ma viene usato nelle zone agricole circostanti, mostravano almeno un certo grado di resistenza sia al glifosato sia agli <strong>erbicidi a base di glifosato</strong>.</p>
<p>Tra i ceppi ospedalieri, il quadro era ancora più preoccupante. Il 74% risultava resistente ai <strong>carbapenemi</strong>, antibiotici considerati l&#8217;ultima linea di difesa contro le infezioni più gravi. E tutti questi ceppi erano anche altamente resistenti al glifosato. Come ha spiegato la dottoressa Camila Knecht, prima autrice dello studio, se questi batteri finiscono nell&#8217;ambiente attraverso le acque reflue non trattate degli ospedali, troverebbero nelle aree agricole un terreno perfetto per prosperare, proprio grazie alla presenza del diserbante.</p>
<p>La cosa forse più significativa è emersa dall&#8217;analisi genetica. Costruendo una sorta di albero genealogico dei batteri, i ricercatori hanno scoperto che i ceppi con la maggiore resistenza al glifosato risultavano spesso imparentati tra loro, indipendentemente dal fatto che provenissero da ospedali, allevamenti o dalla riserva naturale. Questo suggerisce che la <strong>selezione</strong> operata dal glifosato e quella operata dagli antibiotici funzionano in parallelo, con il ciclo dell&#8217;acqua che fa da ponte tra i due mondi.</p>
<h2>Regolamentazioni e salute pubblica: serve un ripensamento</h2>
<p>Il glifosato è già da tempo al centro di un acceso dibattito scientifico e normativo. L&#8217;Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro lo classifica come probabile cancerogeno per l&#8217;uomo, e diversi Paesi europei ne hanno già limitato l&#8217;uso. <strong>Francia</strong>, Belgio e Paesi Bassi lo hanno vietato per uso domestico, mentre la Germania ne proibisce l&#8217;impiego negli spazi pubblici.</p>
<p>Alla luce di questi risultati, i ricercatori sostengono che le normative sui <strong>pesticidi</strong> dovrebbero includere test specifici sulla co-selezione con gli antibiotici prima di autorizzarne la commercializzazione. Le etichette dei prodotti, secondo Centrón, dovrebbero riportare un avvertimento chiaro: i geni per la resistenza agli antibiotici possono trasferirsi dai suoli contaminati dal glifosato fino agli ospedali, attraverso le acque non trattate. Non è più soltanto una questione agricola. È un problema di <strong>salute pubblica</strong> che riguarda tutti, e che meriterebbe molta più attenzione di quella che sta ricevendo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/glifosato-e-superbatteri-il-legame-che-nessuno-aveva-previsto/">Glifosato e superbatteri: il legame che nessuno aveva previsto</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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