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	<title>JPL Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>NASA Psyche usa Marte come fionda gravitazionale verso un asteroide di metallo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 06:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sonda Psyche della NASA usa Marte come fionda gravitazionale verso un mondo di metallo La sonda Psyche della NASA ha appena completato un passaggio ravvicinato su Marte, sfruttando la gravità del pianeta rosso come una gigantesca fionda per accelerare e proseguire il viaggio verso uno degli...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>La sonda Psyche della NASA usa Marte come fionda gravitazionale verso un mondo di metallo</h2>
<p>La <strong>sonda Psyche della NASA</strong> ha appena completato un passaggio ravvicinato su <strong>Marte</strong>, sfruttando la gravità del pianeta rosso come una gigantesca fionda per accelerare e proseguire il viaggio verso uno degli oggetti più enigmatici del sistema solare: l&#8217;<strong>asteroide Psyche</strong>, un corpo celeste ricchissimo di metalli che potrebbe nascondere i segreti sulla formazione dei pianeti rocciosi come la Terra.</p>
<p>Il 15 maggio 2026, la sonda è passata a circa 4.609 chilometri dalla superficie marziana. Un sorvolo calcolato al millimetro che ha regalato alla navicella un incremento di velocità di circa 1.600 km/h, il tutto senza bruciare nemmeno un grammo di carburante aggiuntivo. Gli ingegneri del <strong>Jet Propulsion Laboratory</strong> (JPL) in California hanno confermato che tutto è andato esattamente secondo i piani, verificando la traiettoria attraverso le comunicazioni radio con il <strong>Deep Space Network</strong>, la rete mondiale della NASA per le missioni nello spazio profondo.</p>
<p>Don Han, responsabile della navigazione della missione Psyche al JPL, ha spiegato che nonostante la fiducia nei calcoli, monitorare il segnale Doppler in tempo reale durante il sorvolo è stato comunque emozionante. La manovra ha anche spostato il piano orbitale della sonda di circa un grado rispetto al Sole, mettendola in rotta diretta verso la <strong>fascia degli asteroidi</strong> tra Marte e Giove.</p>
<h2>Immagini spettacolari e test strumentali su Marte</h2>
<p>Il passaggio ravvicinato non è stato solo una questione di dinamica orbitale. Il team scientifico ha colto l&#8217;occasione per testare tutti gli strumenti di bordo in vista dell&#8217;arrivo all&#8217;asteroide. Le telecamere multispettrali, i magnetometri e lo spettrometro a raggi gamma e neutroni sono stati accesi e messi alla prova. Le immagini catturate mostrano Marte come una sottile <strong>mezzaluna luminosa</strong>, con la luce solare che si diffonde attraverso l&#8217;atmosfera polverosa del pianeta creando un effetto visivo più esteso del previsto. Migliaia di scatti sono stati raccolti sia durante l&#8217;avvicinamento sia nel momento di massima prossimità, quando la sonda è passata rapidamente dal lato notturno a quello illuminato del pianeta.</p>
<p>Jim Bell, responsabile dello strumento di imaging presso l&#8217;Arizona State University, ha sottolineato come questo set di dati rappresenti un&#8217;opportunità unica per calibrare le fotocamere e testare gli strumenti di elaborazione che verranno utilizzati una volta raggiunto l&#8217;asteroide <strong>Psyche</strong>. Anche i magnetometri hanno restituito letture interessanti, con possibili rilevamenti del cosiddetto bow shock marziano, la regione dove il vento solare interagisce con l&#8217;ambiente magnetico del pianeta.</p>
<h2>Destinazione finale: il cuore metallico di un antico mondo</h2>
<p>Con Marte ormai alle spalle, la sonda Psyche riprenderà a utilizzare il proprio sistema di <strong>propulsione solare elettrica</strong> per attraversare la fascia degli asteroidi. L&#8217;arrivo è previsto per agosto 2029. L&#8217;asteroide Psyche misura circa 280 chilometri nel punto più largo e gli scienziati ritengono possa essere il nucleo parzialmente esposto di un antico <strong>planetesimo</strong>, uno di quei mattoni primordiali da cui si sono formati i pianeti nelle fasi iniziali del sistema solare. Se questa ipotesi fosse confermata, significherebbe avere accesso diretto a materiale simile a quello che si trova nelle profondità inaccessibili dei pianeti rocciosi. Una volta in orbita, la sonda mapperà la superficie a diverse altitudini raccogliendo dati scientifici senza precedenti. Come ha dichiarato Lindy Elkins Tanton, responsabile scientifica della missione, adesso si può ringraziare il pianeta rosso per aver dato alla navicella la spinta decisiva verso una delle esplorazioni più affascinanti degli ultimi decenni.</p>
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		<title>Curiosity ha strappato una roccia dal suolo di Marte: cosa è successo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 22:53:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosity]]></category>
		<category><![CDATA[JPL]]></category>
		<category><![CDATA[Marte]]></category>
		<category><![CDATA[NASA]]></category>
		<category><![CDATA[perforazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rover Curiosity ha strappato per sbaglio una roccia dal suolo di Marte Il rover Curiosity della NASA ha regalato agli ingegneri sulla Terra uno di quei momenti che nessun manuale di missione potrebbe prevedere. Durante una normale operazione di perforazione su Marte, il 25 aprile 2026, il...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il rover Curiosity ha strappato per sbaglio una roccia dal suolo di Marte</h2>
<p>Il <strong>rover Curiosity della NASA</strong> ha regalato agli ingegneri sulla Terra uno di quei momenti che nessun manuale di missione potrebbe prevedere. Durante una normale operazione di perforazione su <strong>Marte</strong>, il 25 aprile 2026, il trapano del rover ha estratto dal terreno un intero blocco di roccia, rimasto poi incastrato attorno alla punta. Una scena decisamente fuori programma, documentata dalle telecamere di bordo in una serie di immagini che la <strong>NASA</strong> ha reso pubbliche l&#8217;11 maggio 2026.</p>
<p>La roccia, soprannominata <strong>&#8220;Atacama&#8221;</strong>, non era esattamente un sassolino. Si parla di circa 45 centimetri di larghezza alla base, una quindicina di spessore e un peso stimato intorno ai 13 chilogrammi. Quando <strong>Curiosity</strong> ha ritirato il braccio robotico dopo la perforazione, il blocco si è sollevato completamente dal suolo marziano, restando agganciato al manicotto fisso che circonda la punta rotante del trapano. In anni di attività sul <strong>Pianeta Rosso</strong>, il rover aveva già incrinato o separato strati di roccia, ma non era mai successo che un pezzo intero rimanesse attaccato al sistema di perforazione.</p>
<h2>Giorni di tentativi per liberare il trapano</h2>
<p>Gli ingegneri del <strong>Jet Propulsion Laboratory</strong> (JPL) non si sono fatti prendere dal panico, ma la situazione richiedeva una certa creatività. Il primo tentativo è stato il più intuitivo: far vibrare il trapano. Nessun risultato visibile. Qualche giorno dopo, il 29 aprile, il team ha riposizionato il braccio robotico di Curiosity e attivato nuovamente la vibrazione. Le immagini mostrano della sabbia che si stacca dalla roccia &#8220;Atacama&#8221;, un segnale incoraggiante, eppure il blocco ha continuato a resistere.</p>
<p>Il primo maggio, gli ingegneri della NASA hanno provato un approccio combinato: angolazioni più ripide, rotazione del trapano, vibrazione e rotazione della punta, tutto insieme. Si aspettavano di dover ripetere la procedura più volte. E invece, al primo tentativo serio con questa strategia mista, la roccia si è staccata, frantumandosi quando ha colpito il terreno marziano. Un piccolo momento di sollievo a circa 225 milioni di chilometri dalla Terra.</p>
<h2>Curiosity continua la sua missione su Marte</h2>
<p>L&#8217;episodio, per quanto bizzarro, non ha compromesso le operazioni del <strong>rover Curiosity</strong>, che prosegue la sua esplorazione del cratere Gale. Sviluppato dal JPL e gestito dal Caltech di Pasadena, in California, il rover opera nell&#8217;ambito del <strong>Mars Exploration Program</strong> della NASA. Dopo oltre un decennio sulla superficie marziana, Curiosity continua a sorprendere, e non solo per le scoperte scientifiche. A volte basta una roccia particolarmente testarda per ricordare che esplorare Marte resta un&#8217;impresa dove l&#8217;imprevisto è sempre dietro l&#8217;angolo. E che gli ingegneri a Terra, per fortuna, sanno improvvisare piuttosto bene.</p>
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