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	<title>nuvole Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>Webb scopre il pianeta dove le nuvole di roccia scompaiono ogni sera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 14:53:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il telescopio Webb scopre un pianeta dove le nuvole di roccia scompaiono ogni sera Un gigantesco esopianeta a quasi 700 anni luce dalla Terra nasconde un segreto meteorologico che ha lasciato a bocca aperta gli astronomi: ogni mattina il cielo si riempie di nuvole minerali, e ogni sera quelle...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il telescopio Webb scopre un pianeta dove le nuvole di roccia scompaiono ogni sera</h2>
<p>Un gigantesco <strong>esopianeta</strong> a quasi 700 anni luce dalla Terra nasconde un segreto meteorologico che ha lasciato a bocca aperta gli astronomi: ogni mattina il cielo si riempie di <strong>nuvole minerali</strong>, e ogni sera quelle stesse nuvole spariscono nel nulla. La scoperta, resa possibile dal <strong>telescopio James Webb</strong>, riguarda il pianeta <strong>WASP-94A b</strong> e rappresenta una delle osservazioni più nitide mai ottenute sull&#8217;atmosfera di un mondo alieno.</p>
<p>Il pianeta si trova nella costellazione del Microscopio e appartiene alla categoria dei cosiddetti <strong>Hot Jupiter</strong>, giganti gassosi che orbitano vicinissimi alla propria stella. Talmente vicini da rendere Mercurio, al confronto, un lontano parente periferico del Sole. Ed è proprio questa prossimità estrema a generare condizioni atmosferiche che non hanno paragoni nel nostro sistema solare.</p>
<p>Lo studio, pubblicato sulla rivista <strong>Science</strong> nel maggio 2026, è stato coordinato dalla Johns Hopkins University. Il co-autore David Sing, che studia esopianeti da vent&#8217;anni, ha spiegato quanto questa scoperta cambi le carte in tavola: le nuvole sono sempre state un problema enorme per chi cerca di analizzare l&#8217;atmosfera di questi mondi, un po&#8217; come provare a guardare attraverso una finestra appannata. Ora, per la prima volta, quella finestra si è aperta.</p>
<h2>Mattine nuvolose, sere limpide: il ciclo meteorologico di WASP-94A b</h2>
<p>Per osservare <strong>WASP-94A b</strong>, il team ha sfruttato il momento in cui il pianeta transita davanti alla sua stella. Il <strong>telescopio James Webb</strong> ha potuto analizzare separatamente il bordo che precede il pianeta nel transito (il lato del &#8220;mattino&#8221;) e quello che lo segue (il lato della &#8220;sera&#8221;). La differenza tra le due facce è risultata clamorosa.</p>
<p>Il lato mattutino era saturo di <strong>nuvole</strong> composte da silicato di magnesio, un minerale che sulla Terra si trova comunemente nelle rocce. Il lato serale, invece, appariva quasi completamente sgombro. Due le ipotesi avanzate dai ricercatori: potenti venti atmosferici potrebbero trascinare le nuvole nelle profondità del pianeta sul lato diurno, oppure il calore superiore ai 1.000 gradi le farebbe letteralmente evaporare. Un po&#8217; come la nebbia mattutina che si dissolve al sole, ma portata all&#8217;estremo.</p>
<p>Sagnick Mukherjee, primo autore dello studio, ha sottolineato come con il vecchio telescopio <strong>Hubble</strong> fosse impossibile distinguere le regioni nuvolose da quelle limpide: tutto veniva mescolato in un&#8217;unica immagine media. Il Webb, invece, permette di localizzare le osservazioni e cogliere dettagli che prima sfuggivano completamente.</p>
<h2>Un pianeta più simile a Giove di quanto si pensasse</h2>
<p>I cieli serali limpidi di <strong>WASP-94A b</strong> hanno regalato agli scienziati anche un&#8217;altra sorpresa. Le misurazioni precedenti suggerivano che il pianeta contenesse centinaia di volte più ossigeno e carbonio rispetto a Giove, un dato che non quadrava con le teorie sulla formazione planetaria. I nuovi dati raccontano una storia diversa: la quantità di questi elementi è circa cinque volte quella di <strong>Giove</strong>, rendendo WASP-94A b molto più simile al gigante del nostro sistema solare.</p>
<p>Dopo questa scoperta, il team ha esaminato altri otto Hot Jupiter e ha individuato cicli nuvolosi analoghi su altri due mondi: WASP-39 b e WASP-17 b. Il prossimo passo prevede un programma osservativo più ampio con il <strong>telescopio Webb</strong>, che indagherà i cicli delle nuvole su molti altri esopianeti. Tra gli obiettivi futuri c&#8217;è anche un insolito gigante gassoso che attraversa la zona abitabile lungo un&#8217;orbita eccentrica. La stagione delle scoperte, a quanto pare, è appena cominciata.</p>
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		<title>Città USA generano più nuvole notturne: la colpa è degli edifici alti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 18:52:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[atmosfera]]></category>
		<category><![CDATA[calore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le città americane generano più nuvole notturne: lo dicono i satelliti Le nuvole notturne sopra le città degli Stati Uniti sono decisamente più abbondanti rispetto a quelle che si formano nelle campagne circostanti. Non è una sensazione, non è un'impressione legata allo smog o all'inquinamento...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Le città americane generano più nuvole notturne: lo dicono i satelliti</h2>
<p>Le <strong>nuvole notturne</strong> sopra le <strong>città degli Stati Uniti</strong> sono decisamente più abbondanti rispetto a quelle che si formano nelle campagne circostanti. Non è una sensazione, non è un&#8217;impressione legata allo smog o all&#8217;inquinamento luminoso. Sono i <strong>dati satellitari</strong> a confermarlo, con una chiarezza che lascia poco spazio alle interpretazioni. E la cosa più interessante? Il fenomeno sembra essere strettamente legato all&#8217;altezza e alla densità degli edifici presenti nelle aree urbane.</p>
<p>Chi vive in una grande metropoli probabilmente non ci ha mai fatto caso. Eppure, alzando lo sguardo di notte, le probabilità di trovare un cielo coperto sono statisticamente più alte rispetto a chi si trova a pochi chilometri di distanza, in una zona rurale. I satelliti hanno raccolto osservazioni su numerose <strong>aree urbane americane</strong>, confrontandole sistematicamente con le zone di campagna limitrofe. Il risultato è coerente: la <strong>copertura nuvolosa notturna</strong> nelle città supera quella registrata nei territori circostanti.</p>
<h2>Perché gli edifici alti favoriscono la formazione di nuvole</h2>
<p>La spiegazione ha radici piuttosto concrete, anche se il meccanismo può sembrare controintuitivo. Le città, con il loro cemento, l&#8217;asfalto e le strutture verticali, accumulano calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente dopo il tramonto. Questo fenomeno, noto come <strong>isola di calore urbana</strong>, crea delle correnti ascendenti di aria calda che favoriscono la condensazione del vapore acqueo in quota. Il risultato? Più nuvole, proprio quando il sole è già tramontato.</p>
<p>Ma non basta parlare di calore generico. Lo studio evidenzia come siano proprio l&#8217;<strong>altezza degli edifici</strong> e la loro densità a giocare un ruolo chiave. Grattacieli e palazzi ravvicinati creano una sorta di labirinto termico che amplifica il rilascio di energia verso l&#8217;alto, rendendo l&#8217;atmosfera sopra le città più instabile rispetto a quella delle aree rurali. Più una città è fitta e verticale, più questo effetto risulta pronunciato.</p>
<h2>Cosa significa tutto questo per chi vive nelle metropoli</h2>
<p>Le implicazioni non sono banali. Una maggiore <strong>copertura nuvolosa</strong> durante la notte influisce sulle temperature percepite, perché le nuvole agiscono come una coperta termica che impedisce al calore di disperdersi verso lo spazio. Questo significa notti più calde, un dato che pesa parecchio in termini di comfort abitativo, consumi energetici per il raffrescamento e, in ultima analisi, salute pubblica. Soprattutto durante le ondate di calore estive, quando le temperature notturne elevate non permettono al corpo di recuperare adeguatamente.</p>
<p>Questi dati satellitari offrono un tassello importante per capire come la forma stessa delle <strong>città</strong> modifica il clima locale. Non si tratta solo di emissioni o inquinamento atmosferico, ma della struttura fisica degli spazi urbani. Il modo in cui vengono progettati quartieri e skyline ha conseguenze meteorologiche reali, misurabili dallo spazio. Una consapevolezza che urbanisti e amministratori farebbero bene a tenere a mente, perché il cielo sopra le nostre teste racconta molto più di quanto si pensi sulla città che ci sta sotto i piedi.</p>
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