Webb scopre il pianeta dove le nuvole di roccia scompaiono ogni sera

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Il telescopio Webb scopre un pianeta dove le nuvole di roccia scompaiono ogni sera

Un gigantesco esopianeta a quasi 700 anni luce dalla Terra nasconde un segreto meteorologico che ha lasciato a bocca aperta gli astronomi: ogni mattina il cielo si riempie di nuvole minerali, e ogni sera quelle stesse nuvole spariscono nel nulla. La scoperta, resa possibile dal telescopio James Webb, riguarda il pianeta WASP-94A b e rappresenta una delle osservazioni più nitide mai ottenute sull’atmosfera di un mondo alieno.

Il pianeta si trova nella costellazione del Microscopio e appartiene alla categoria dei cosiddetti Hot Jupiter, giganti gassosi che orbitano vicinissimi alla propria stella. Talmente vicini da rendere Mercurio, al confronto, un lontano parente periferico del Sole. Ed è proprio questa prossimità estrema a generare condizioni atmosferiche che non hanno paragoni nel nostro sistema solare.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Science nel maggio 2026, è stato coordinato dalla Johns Hopkins University. Il co-autore David Sing, che studia esopianeti da vent’anni, ha spiegato quanto questa scoperta cambi le carte in tavola: le nuvole sono sempre state un problema enorme per chi cerca di analizzare l’atmosfera di questi mondi, un po’ come provare a guardare attraverso una finestra appannata. Ora, per la prima volta, quella finestra si è aperta.

Mattine nuvolose, sere limpide: il ciclo meteorologico di WASP-94A b

Per osservare WASP-94A b, il team ha sfruttato il momento in cui il pianeta transita davanti alla sua stella. Il telescopio James Webb ha potuto analizzare separatamente il bordo che precede il pianeta nel transito (il lato del “mattino”) e quello che lo segue (il lato della “sera”). La differenza tra le due facce è risultata clamorosa.

Il lato mattutino era saturo di nuvole composte da silicato di magnesio, un minerale che sulla Terra si trova comunemente nelle rocce. Il lato serale, invece, appariva quasi completamente sgombro. Due le ipotesi avanzate dai ricercatori: potenti venti atmosferici potrebbero trascinare le nuvole nelle profondità del pianeta sul lato diurno, oppure il calore superiore ai 1.000 gradi le farebbe letteralmente evaporare. Un po’ come la nebbia mattutina che si dissolve al sole, ma portata all’estremo.

Sagnick Mukherjee, primo autore dello studio, ha sottolineato come con il vecchio telescopio Hubble fosse impossibile distinguere le regioni nuvolose da quelle limpide: tutto veniva mescolato in un’unica immagine media. Il Webb, invece, permette di localizzare le osservazioni e cogliere dettagli che prima sfuggivano completamente.

Un pianeta più simile a Giove di quanto si pensasse

I cieli serali limpidi di WASP-94A b hanno regalato agli scienziati anche un’altra sorpresa. Le misurazioni precedenti suggerivano che il pianeta contenesse centinaia di volte più ossigeno e carbonio rispetto a Giove, un dato che non quadrava con le teorie sulla formazione planetaria. I nuovi dati raccontano una storia diversa: la quantità di questi elementi è circa cinque volte quella di Giove, rendendo WASP-94A b molto più simile al gigante del nostro sistema solare.

Dopo questa scoperta, il team ha esaminato altri otto Hot Jupiter e ha individuato cicli nuvolosi analoghi su altri due mondi: WASP-39 b e WASP-17 b. Il prossimo passo prevede un programma osservativo più ampio con il telescopio Webb, che indagherà i cicli delle nuvole su molti altri esopianeti. Tra gli obiettivi futuri c’è anche un insolito gigante gassoso che attraversa la zona abitabile lungo un’orbita eccentrica. La stagione delle scoperte, a quanto pare, è appena cominciata.

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