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	<title>sottomarina Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>Terremoti, scoperte barriere naturali sottomarine che li frenano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 15:53:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Freni naturali nascosti sotto l'oceano: ecco cosa impedisce ai terremoti di diventare catastrofici Una faglia sottomarina al largo dell'Ecuador produce terremoti di magnitudo 6 con una regolarità quasi inquietante, uno ogni cinque o sei anni, sempre negli stessi punti e con la stessa intensità. Per...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Freni naturali nascosti sotto l&#8217;oceano: ecco cosa impedisce ai terremoti di diventare catastrofici</h2>
<p>Una faglia sottomarina al largo dell&#8217;Ecuador produce <strong>terremoti di magnitudo 6</strong> con una regolarità quasi inquietante, uno ogni cinque o sei anni, sempre negli stessi punti e con la stessa intensità. Per decenni nessuno ha saputo spiegare come fosse possibile. Ora un gruppo di ricercatori ha scoperto che esistono delle vere e proprie <strong>zone freno naturali</strong> all&#8217;interno della faglia, capaci di bloccare le rotture sismiche prima che queste possano crescere e trasformarsi in eventi molto più distruttivi.</p>
<p>Lo studio, pubblicato sulla rivista <strong>Science</strong> il 16 maggio 2026, è stato guidato dal sismologo Jianhua Gong della <strong>Indiana University</strong> e ha coinvolto un ampio team internazionale, tra cui ricercatori del Woods Hole Oceanographic Institution, della Scripps Institution of Oceanography e dell&#8217;U.S. Geological Survey. Il lavoro si è concentrato sulla <strong>faglia di Gofar</strong>, una frattura profonda lungo la East Pacific Rise dove le placche del Pacifico e di Nazca scivolano l&#8217;una contro l&#8217;altra a circa 140 millimetri l&#8217;anno. È una delle faglie trasformi più studiate al mondo, eppure il meccanismo che teneva sotto controllo i suoi terremoti restava un mistero.</p>
<h2>Come funzionano queste barriere sismiche sottomarine</h2>
<p>Il team ha analizzato dati raccolti durante due campagne oceanografiche, una nel 2008 e l&#8217;altra tra il 2019 e il 2022. In entrambi i casi, sismometri posizionati direttamente sul <strong>fondale oceanico</strong> hanno registrato decine di migliaia di microterremoti prima e dopo i principali eventi di magnitudo 6. Quello che è emerso è uno schema sorprendentemente coerente: nelle settimane precedenti un grande terremoto, le zone barriera si riempivano di piccola attività sismica. Subito dopo la scossa principale, quelle stesse aree diventavano quasi completamente silenziose.</p>
<p>Le barriere non sono pezzi di roccia inerte. Sono aree dove la faglia si divide in più rami, con piccoli disallineamenti tra i 100 e i 400 metri che creano aperture nella struttura. In queste fratture si infiltra <strong>acqua marina</strong>, e la combinazione tra la geometria complessa e i fluidi intrappolati genera un fenomeno chiamato <strong>dilatancy strengthening</strong>: quando il terremoto provoca un calo improvviso di pressione nella roccia porosa, il materiale si blocca temporaneamente, fermando la propagazione della rottura. Come un freno a disco che si attiva nel momento giusto.</p>
<h2>Perché questa scoperta conta anche per chi vive sulla terraferma</h2>
<p>La faglia di Gofar si trova lontano dalle coste abitate, quindi i suoi terremoti non rappresentano un pericolo diretto per le persone. Però faglie trasformi simili esistono in tutti gli oceani del pianeta, e da tempo gli scienziati si chiedevano perché molti <strong>terremoti sottomarini</strong> restassero più piccoli di quanto le condizioni geologiche avrebbero permesso. Questa ricerca offre una risposta concreta: le zone barriera potrebbero essere diffuse su scala globale, funzionando come un sistema naturale e silenzioso di contenimento sismico.</p>
<p>Se confermato, questo cambierebbe parecchio il modo in cui vengono costruiti i <strong>modelli di rischio sismico</strong> per le faglie sottomarine, anche quelle vicine a grandi centri costieri. Non si tratta di poter prevedere i terremoti con precisione, quello resta un obiettivo lontano. Ma capire quali strutture fisiche limitano la dimensione delle rotture è un passo avanti enorme per stimare meglio cosa può succedere e dove. La ricerca è stata finanziata dalla National Science Foundation statunitense e dal Natural Sciences and Engineering Research Council del Canada.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/terremoti-scoperte-barriere-naturali-sottomarine-che-li-frenano/">Terremoti, scoperte barriere naturali sottomarine che li frenano</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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