Dinosauri con le ali che non sapevano volare: la scoperta che riscrive la storia del volo
Alcuni dinosauri piumati avevano le ali, eppure non erano in grado di spiccare il volo. Sembra un paradosso, e in parte lo è. Ma uno studio pubblicato sulla rivista Communications Biology, condotto da un team internazionale guidato dall’Università di Tel Aviv, ha portato alla luce prove sorprendenti: analizzando fossili rarissimi con piume ancora intatte, i ricercatori hanno scoperto che l’Anchiornis, un piccolo dinosauro vissuto circa 160 milioni di anni fa, non volava affatto. E la chiave di tutto sta in un dettaglio che nessuno si aspettava: il modo in cui queste creature perdevano e sostituivano le proprie piume.
Il dottor Yosef Kiat, ornitologo presso la School of Zoology e lo Steinhardt Museum of Natural History dell’ateneo israeliano, ha guidato la ricerca insieme a colleghi provenienti da Cina e Stati Uniti. Il punto di partenza? Nove fossili eccezionalmente conservati, rinvenuti nella Cina orientale, appartenenti proprio ad Anchiornis. Questi esemplari non hanno preservato solo la struttura ossea, ma anche le piume e, cosa ancora più rara, la loro colorazione originale. Ogni esemplare mostrava piume alari bianche con una macchia nera ben visibile sulla punta. Un regalo della natura che ha permesso ai ricercatori di studiare nel dettaglio la crescita e la sostituzione delle piume, cosa normalmente impossibile con i fossili.
Il segreto nascosto nella muta delle piume
Ed è proprio qui che la faccenda si fa interessante. Le piume crescono nell’arco di due o tre settimane, poi si staccano dai vasi sanguigni e diventano materiale morto. Con il tempo si consumano e vengono sostituite attraverso un processo chiamato muta. Negli uccelli capaci di volare, la muta avviene in modo ordinato e simmetrico tra le due ali, così da mantenere sempre la capacità di librarsi in aria. Negli animali che non volano, invece, la muta è disordinata, casuale, senza alcuna simmetria apparente.
Analizzando i fossili di Anchiornis, il team ha notato una linea continua di macchie nere lungo il bordo delle ali, ma anche piume in fase di crescita con le macchie disallineate rispetto alle altre. Un’analisi più approfondita ha confermato che il pattern di muta era irregolare. Esattamente come quello che si osserva oggi negli uccelli incapaci di volare, come struzzi e pinguini.
Un’evoluzione del volo molto più complessa del previsto
Questa scoperta ha implicazioni enormi. Significa che l’evoluzione del volo nei dinosauri e nei loro discendenti, gli uccelli moderni, non è stata una marcia lineare verso il cielo. Alcune specie potrebbero aver sviluppato capacità di volo rudimentali per poi perderle nel corso del tempo, adattandosi a nuove condizioni ambientali. Gli Anchiornis appartenevano al gruppo dei Pennaraptora, comparsi circa 175 milioni di anni fa e considerati antenati lontani degli uccelli odierni. Furono l’unico lignaggio di dinosauri a sopravvivere alla grande estinzione di massa alla fine del Mesozoico, 66 milioni di anni fa.
Come ha spiegato il dottor Kiat, la colorazione preservata delle piume ha offerto un’opportunità unica: identificare un tratto funzionale di creature antichissime, andando oltre la semplice struttura corporea che normalmente si ricava da scheletri e ossa. La muta delle piume può sembrare un dettaglio tecnico di poco conto, eppure quando la si esamina nei fossili cambia radicalmente la comprensione delle origini del volo. Anchiornis si aggiunge così alla lista dei dinosauri che, pur essendo ricoperti di piume, non hanno mai davvero solcato i cieli. Una storia evolutiva molto più tortuosa e affascinante di quanto si pensasse fino a poco tempo fa.


