Polpi giganti dominavano gli oceani 100 milioni di anni fa: la scoperta

Date:

Polpi giganti dominavano gli oceani 100 milioni di anni fa: la scoperta che riscrive la storia

Enormi polpi giganti potrebbero aver dominato i mari del Cretaceo come superpredatori, raggiungendo dimensioni fino a 20 metri. Non è la trama di un film di fantascienza, ma il risultato di una ricerca pubblicata sulla rivista Science il 23 aprile 2026, condotta dal team dell’Università di Hokkaido guidato dal professor Yasuhiro Iba. Una scoperta che ribalta completamente la visione che avevamo degli antenati dei polpi moderni: altro che creature timide e sfuggenti, erano predatori apicali capaci di competere con i grandi rettili marini dell’epoca.

Il problema con i polpi, dal punto di vista paleontologico, è sempre stato lo stesso: il corpo molle non si fossilizza quasi mai. Niente ossa, niente guscio, niente da trovare nelle rocce. Per aggirare questo ostacolo, i ricercatori si sono concentrati sulle mascelle fossili, una delle pochissime parti del corpo abbastanza resistenti da sopravvivere milioni di anni. Grazie a tecniche di tomografia ad alta risoluzione combinate con un modello di intelligenza artificiale, il team ha individuato mascelle nascoste dentro campioni di roccia risalenti al Cretaceo superiore, tra 100 e 72 milioni di anni fa. I fossili provenivano da siti in Giappone e sull’Isola di Vancouver, dove le condizioni del fondale avevano preservato dettagli sorprendenti.

Un morso che racconta una storia di violenza

Le mascelle appartenevano a un gruppo estinto di polpi con pinne noto come Cirrata. E qui viene la parte davvero affascinante: i segni di usura trovati su questi fossili raccontano molto più di quanto ci si aspetterebbe. Scheggiature, graffi, crepe e superfici levigate indicavano un morso potente, ripetuto nel tempo su prede dure e resistenti. Nei campioni adulti, fino al 10% della punta della mascella risultava consumato rispetto alla lunghezza totale. Un dato che supera quello dei cefalopodi moderni che si nutrono di prede con il guscio. Tradotto: questi polpi giganti avevano una strategia alimentare aggressiva e non si facevano problemi a triturare qualsiasi cosa trovassero.

Il professor Iba ha dichiarato che le dimensioni stimate di questi animali, fino a quasi 20 metri di lunghezza totale, potrebbero aver superato quelle dei grandi rettili marini contemporanei. Un dato che cambia la prospettiva su chi comandava davvero negli oceani del Cretaceo.

Lateralizzazione e intelligenza: segnali di un cervello complesso

Un altro elemento emerso dallo studio riguarda i pattern asimmetrici di usura sulle mascelle. Nelle due specie analizzate, un lato della superficie masticatoria mostrava più consumo dell’altro. Questo suggerisce una sorta di preferenza laterale, un comportamento chiamato lateralizzazione, che negli animali moderni è collegato a funzioni cerebrali avanzate. L’idea che anche i polpi di 100 milioni di anni fa potessero esibire comportamenti legati all’intelligenza è qualcosa che apre scenari enormi.

La scoperta estende di circa 15 milioni di anni la documentazione fossile dei polpi con pinne e sposta indietro di circa 5 milioni di anni l’intera cronologia evolutiva del gruppo. Per decenni, la comunità scientifica ha considerato gli ecosistemi marini antichi come dominati esclusivamente dai vertebrati, relegando gli invertebrati a ruoli secondari. Questa ricerca dimostra che i polpi giganti rappresentavano un’eccezione clamorosa, posizionandosi ai vertici della catena alimentare e sfidando direttamente i grandi predatori vertebrati.

Lo studio evidenzia anche il potenziale delle tecniche digitali di estrazione fossile combinate con l’intelligenza artificiale, un approccio che potrebbe portare alla luce molti altri fossili nascosti e ricostruire gli ecosistemi antichi con un livello di dettaglio finora impensabile. Quello che emerge è un quadro degli oceani preistorici molto più complesso e sfumato di quanto chiunque avesse immaginato.

Share post:

Subscribe

spot_imgspot_img

Popular

More like this
Related

Rift Valley si sta spaccando davvero: cosa succede sotto il Turkana

La Rift Valley si sta spaccando davvero: cosa succede sotto il Turkana Il rift del Turkana, nell'Africa orientale, sta attraversando una fase geologica che ha sorpreso anche i ricercatori più esperti. Uno studio recente ha rivelato che la crosta terrestre in quella zona si sta assottigliando fino a...

Batteri intestinali e depressione: la scoperta di Harvard cambia tutto

Batteri intestinali e depressione: la scoperta di Harvard che cambia le carte in tavola Un legame tra batteri intestinali e depressione era già stato ipotizzato da tempo, ma adesso un gruppo di ricercatori della Harvard Medical School ha individuato il meccanismo biologico che potrebbe spiegare...

Insetti giganti preistorici: lo studio che ribalta tutto

Gli insetti giganti della preistoria non avevano bisogno di più ossigeno: uno studio ribalta tutto Per decenni, la spiegazione sembrava solida e quasi elegante: gli insetti giganti preistorici potevano raggiungere dimensioni mostruose grazie ai livelli di ossigeno atmosferico molto più alti...

PEX11, la proteina che impedisce alle cellule vegetali di crescere senza controllo

Una piccola proteina impedisce alle cellule vegetali di crescere senza controllo Che le cellule vegetali avessero bisogno di un sistema interno per tenere a bada la propria crescita era già noto. Quello che nessuno aveva capito fino ad ora è il ruolo preciso di una minuscola proteina, chiamata...