Il telescopio Hubble scopre un disco protoplanetario gigante e caotico mai visto prima
Il telescopio spaziale Hubble della NASA ha fatto ancora una volta centro, immortalando quello che gli astronomi definiscono il più grande e turbolento disco protoplanetario mai osservato attorno a una stella giovane. Una scoperta che potrebbe cambiare radicalmente la comprensione di come nascono i pianeti. E no, non è un’esagerazione: questa struttura cosmica è talmente bizzarra che chi la studia ammette di avere, al momento, più domande che risposte.
Il sistema si chiama IRAS 23077+6707, ma il soprannome è decisamente più evocativo: “Dracula’s Chivito”. Il motivo? Uno dei ricercatori viene dalla Transilvania, un altro dall’Uruguay, dove il chivito è un panino molto popolare. Visto di taglio, il disco ricorda proprio un panino con uno strato scuro al centro e materiale luminoso che si estende sopra e sotto. Si trova a circa 1.000 anni luce dalla Terra e si estende per quasi 400 miliardi di miglia, qualcosa come 40 volte il diametro del nostro sistema solare fino alla Fascia di Kuiper. Al centro si nasconde una stella giovane, avvolta da dense nubi di polvere e gas. Potrebbe trattarsi di un’unica stella massiccia oppure di due stelle in orbita reciproca.
La ricerca, pubblicata su The Astrophysical Journal il 12 maggio 2026, porta la firma di Kristina Monsch del Center for Astrophysics di Harvard e Smithsonian, che ha commentato così: il livello di dettaglio raggiunto nelle immagini in luce visibile è raro, e dimostra che le nursery planetarie possono essere molto più attive e caotiche di quanto chiunque si aspettasse.
Filamenti misteriosi su un solo lato del disco
La cosa davvero strana è che il disco protoplanetario non è affatto simmetrico. Le immagini di Hubble mostrano enormi strutture filamentose che si innalzano da un solo lato, mentre il lato opposto appare netto, quasi tagliato con le forbici. Nessuno sa esattamente perché. Le ipotesi più accreditate parlano di materiale fresco che continua a cadere nel disco, oppure di interazioni con l’ambiente circostante. Joshua Bennett Lovell, coautore dello studio e astronomo sempre al CfA, ha detto che Hubble ha regalato un posto in prima fila per osservare processi caotici nella formazione dei pianeti che ancora non si comprendono del tutto.
E qui sta il punto cruciale: la massa stimata del sistema equivale a quella di 10 o 30 volte Giove, materiale più che sufficiente per dare vita a diversi pianeti giganti. In pratica, potrebbe essere una versione sovradimensionata di quello che era il nostro sistema solare nelle sue fasi iniziali.
Hubble continua a sorprendere dopo oltre trent’anni
Chi pensava che il telescopio Hubble avesse fatto il suo tempo si sbagliava di grosso. Dopo più di trent’anni di operatività, questo strumento continua a produrre scoperte che ridefiniscono la comprensione del cosmo. E anche se il James Webb Space Telescope ha iniziato a esplorare strutture simili in altri dischi, IRAS 23077+6707 offre una prospettiva unica proprio grazie alla luce visibile catturata da Hubble, con un dettaglio senza precedenti.
Come ha sottolineato Monsch, in teoria questo sistema potrebbe ospitare un vasto insieme planetario. La formazione planetaria in ambienti così massicci potrebbe funzionare diversamente, ma i processi di base sono probabilmente simili a quelli già conosciuti. Queste nuove immagini rappresentano un punto di partenza prezioso per capire come i pianeti prendono forma nel tempo e in contesti molto diversi tra loro. Il disco protoplanetario di Dracula’s Chivito, insomma, è appena diventato il laboratorio cosmico più affascinante a disposizione della scienza.


