Scoperti resti di almeno 37 persone in un’antica giara di pietra nel Laos nordorientale
Una scoperta che getta nuova luce su uno dei misteri archeologici più affascinanti del Sud-est asiatico. I resti di almeno 37 individui sono stati trovati all’interno di un’antica giara di pietra nella regione nordorientale del Laos, rafforzando l’ipotesi che migliaia di manufatti simili, sparsi nelle pianure circostanti, fossero utilizzati come contenitori funerari. Una scoperta che potrebbe finalmente dare una risposta concreta a un enigma che dura da quasi un secolo.
La Piana delle Giare: un enigma lungo quasi cento anni
La cosiddetta Piana delle Giare è un sito archeologico straordinario, composto da oltre duemila enormi contenitori in pietra distribuiti su centinaia di siti nel Laos settentrionale. Alcuni di questi manufatti pesano diverse tonnellate e risalgono a un periodo compreso tra l’Età del Ferro e i primi secoli dell’era comune. Per decenni, archeologi e ricercatori si sono interrogati sulla loro funzione. Qualcuno ha ipotizzato che servissero per la fermentazione del riso, altri per la raccolta dell’acqua piovana. Ma la teoria più accreditata, e oggi sempre più supportata dai dati, è quella che li collega a pratiche funerarie complesse.
Il ritrovamento dei resti umani all’interno di una singola giara di pietra non è solo un dato numerico impressionante. Trentasette individui nello stesso contenitore suggeriscono un uso prolungato nel tempo, probabilmente legato a sepolture collettive o a rituali di deposizione secondaria. In pratica, i corpi venivano lasciati decomporre altrove e poi le ossa venivano raccolte e collocate dentro la giara. È un tipo di pratica documentata in diverse culture antiche del Sud-est asiatico, ma mai con una tale concentrazione di individui in un unico manufatto.
Cosa cambia per la ricerca archeologica nel Laos
Questo ritrovamento rappresenta un tassello fondamentale. Fino a poco tempo fa, le evidenze dirette di utilizzo funerario delle giare megalitiche erano frammentarie. Le condizioni climatiche tropicali del Laos, con umidità elevata e piogge monsoniche, rendono la conservazione dei resti organici estremamente difficile. Il fatto che siano stati identificati i resti di così tante persone è quindi un risultato notevole, reso possibile anche dai progressi nelle tecniche di analisi bioarcheologica.
Gli studiosi sperano che ulteriori scavi possano rivelare informazioni sulla composizione demografica delle comunità che utilizzavano queste giare, sulla loro organizzazione sociale e sulle rotte commerciali che attraversavano la regione. La Piana delle Giare, già candidata a patrimonio UNESCO, potrebbe presto offrire risposte che la comunità scientifica attende da generazioni. E ogni nuova giara aperta, ogni frammento osseo analizzato, avvicina un po’ di più alla comprensione di chi fossero davvero le persone che, migliaia di anni fa, scelsero quei monumentali contenitori di pietra come ultima dimora.


