Dell XPS 13 a 599$: la risposta al MacBook Neo che nessuno si aspettava

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Il MacBook Neo scuote il mercato e Dell corre ai ripari con il nuovo XPS 13

Il MacBook Neo ha letteralmente rimescolato le carte nel segmento dei laptop economici. Una combinazione di prestazioni solide, design curato e prezzo aggressivo che, come ha dichiarato lo stesso Tim Cook, sta “conquistando clienti in tutto il mondo”. E mentre Apple si prende fette di mercato sempre più grosse, i produttori di PC Windows si ritrovano a dover reagire in fretta dopo anni passati a proporre prodotti mediocri a prezzi gonfiati. L’ultima a muoversi è stata Dell, che in settimana ha presentato il suo XPS 13 a 599 dollari per studenti (699 a prezzo pieno). Il laptop si presenta bene, con scocca in alluminio e un paio di caratteristiche su cui Dell insiste parecchio: tastiera retroilluminata e display OLED con refresh rate variabile, entrambe assenti sul Neo.

La cosa interessante, però, è il tono del comunicato stampa di Dell. Praticamente un’ammissione: Apple li ha costretti a fare di meglio. “Il MacBook Neo è una macchina capace, e il suo arrivo conferma che esiste un reale appetito per la qualità premium a prezzi accessibili,” scrive Dell. Tradotto: prima che Apple arrivasse a dimostrarlo, Dell evidentemente non pensava che la gente volesse qualità a un prezzo umano. O forse non aveva voglia di offrirla.

Le prestazioni sulla carta e il nodo degli 8GB di RAM

Guardando i numeri, lo XPS 13 monta il nuovo processore Intel Core Series 3 Wildcat Lake, che secondo i benchmark riportati da TweakTown offre un vantaggio multi core di circa il 22% rispetto all’A18 Pro montato nel MacBook Neo. I punteggi single core, invece, sono sostanzialmente alla pari. Questo significa che la differenza si potrebbe notare con applicazioni pesanti come editor video o audio. Ma per tutto il resto, elaboratori di testo, fogli di calcolo, browser, client email, la resa pratica sarà pressoché identica.

Poi c’è la questione della memoria RAM. Lo XPS 13 parte da 8GB, esattamente come il Neo. Vale la pena ricordare che quando Apple ha annunciato il MacBook Neo con 8GB, gli appassionati di PC si sono scatenati con le critiche, sostenendo che fosse troppo poco rispetto ai 16 o 32GB standard dei laptop Windows. Quello che queste obiezioni ignorano è che macOS è profondamente ottimizzato per gestire quantitativi ridotti di RAM. Modifiche base a video 4K in Adobe Premiere girano senza problemi sul Neo. Su Windows, invece, la stessa Microsoft definisce 8GB “adeguati per un uso basilare” e raccomanda 16GB come punto di partenza. Viene spontaneo chiedersi: dopo settimane di critiche al Neo, perché 8GB vanno improvvisamente bene su un laptop Windows? E soprattutto, quegli 8GB non rischiano di vanificare il vantaggio prestazionale del processore Intel?

Il prezzo, le scadenze e il quadro complessivo

C’è un dettaglio non trascurabile. Il prezzo di 599 dollari dello XPS 13 è riservato agli studenti solo fino al 20 novembre. Dopo quella data, il costo sale a 699 dollari per tutti. Il prezzo studenti di Apple per il MacBook Neo, al contrario, non ha scadenza: 499 dollari per la versione da 256GB, 599 con Touch ID e SSD da 512GB. Un bel vantaggio per chi non ha fretta o magari preferisce aspettare il modello di seconda generazione, che quasi certamente arriverà con processore A19 Pro e 12GB di RAM.

Dell e gli altri produttori possono finalmente alzare l’asticella sull’hardware, e questo è positivo per tutti. Ma alla fine della giornata, quei laptop girano comunque Windows. Con le sue pubblicità integrate, il bloatware preinstallato e un Copilot che, per ammissione della stessa Microsoft, è talmente pesante da penalizzare le prestazioni generali del sistema. Su quel bellissimo display OLED, le inserzioni pubblicitarie avranno sicuramente un aspetto fantastico.

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