Il cervello decide di socializzare prima ancora che il corpo si muova
Le decisioni sociali nascono nel cervello diversi secondi prima che qualsiasi azione visibile prenda forma. Sembra quasi fantascienza, eppure è esattamente quello che emerge da uno studio pubblicato su Nature Communications nel giugno 2026, condotto dal team della Hebrew University di Gerusalemme. La scoperta apre scenari affascinanti su come funziona la motivazione sociale e perché alcune persone (o animali) sono naturalmente più inclini a cercare il contatto con gli altri.
Il gruppo di ricerca, guidato dalla dottoressa Lilah Avitan insieme al dottorando Imri Lifshitz e altri colleghi del centro Edmond and Lily Safra per le Scienze del Cervello, ha lavorato con i pesci zebra, un organismo modello straordinario. Perché straordinario? Perché consente di osservare l’attività cerebrale a livello di singola cellula, in tempo reale, mentre l’animale si comporta normalmente. Il team ha messo a punto un sistema sperimentale in cui un pesce osservava e reagiva a un altro pesce che nuotava nelle vicinanze, registrando nel frattempo cosa succedeva nell’intero cervello dell’osservatore.
Un segnale che anticipa il comportamento sociale
Quello che è emerso ha qualcosa di sorprendente. Quando un pesce stava per nuotare verso un altro pesce, i cambiamenti nell’attività cerebrale cominciavano diversi secondi prima del movimento effettivo. Non si trattava di una singola area del cervello che si “accendeva”, ma di un pattern coordinato che coinvolgeva più regioni cerebrali contemporaneamente. In particolare, l’attività aumentava nel pallio, una regione cerebrale superiore associata a comportamenti complessi, mentre diminuiva in altre aree. Questa combinazione creava quello che i ricercatori hanno definito uno “stato pre decisionale” neurale, una sorta di firma che segnalava con anticipo l’imminenza di un’azione sociale.
La cosa ancora più interessante è che questo schema non era uguale per tutti i pesci. Quelli che mostravano un segnale neurale più forte tendevano a essere complessivamente più sociali. Come a dire: la firma cerebrale non predice solo la singola azione, ma riflette qualcosa di più profondo, una spinta sociale intrinseca dell’individuo. Il pallio, in questo quadro, gioca un ruolo centrale nel generare la motivazione sociale, quella spinta che porta ad avvicinarsi e interagire con gli altri.
Perché conta anche per noi
La dottoressa Avitan ha spiegato che lo studio identifica una firma neurale distribuita nell’intero cervello che emerge prima che il movimento cominci, capace di predire non solo se un’azione sarà sociale, ma anche quanto l’individuo sia socialmente motivato. Dato che strutture cerebrali simili al pallio esistono anche nei mammiferi e nell’essere umano, queste scoperte sulle decisioni sociali potrebbero aiutare a comprendere meglio perché alcune persone sono naturalmente più socievoli di altre, e cosa succede a livello cerebrale in condizioni in cui il comportamento sociale risulta alterato o compromesso. Un passo avanti piccolo, fatto su pesci lunghi pochi centimetri, ma con implicazioni che potrebbero rivelarsi enormi.


