Wordle: la strategia matematica che lo risolve nel 99% dei casi

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Risolvere Wordle nel 99% dei casi: la strategia basata sulla teoria dell’informazione

Una strategia per risolvere Wordle con una percentuale di successo del 99% è stata messa a punto da un gruppo di ricercatori della Binghamton University, nello Stato di New York. Il metodo non si basa sull’intuito o sulla fortuna, ma su un principio matematico preciso: la teoria dell’informazione di Shannon. E i risultati parlano chiaro, superando di gran lunga gli approcci più tradizionali.

Per chi non lo conoscesse, Wordle è il gioco di parole del New York Times che da cinque anni tiene incollati milioni di persone ogni giorno. Le regole sono semplici: sei tentativi per indovinare una parola segreta di cinque lettere. Dopo ogni tentativo, il gioco restituisce indizi colorati. Grigio significa che la lettera non è presente. Giallo indica che la lettera c’è, ma nella posizione sbagliata. Verde conferma sia la lettera che la posizione. Da qui in poi, è tutta questione di strategia.

Quello che il team guidato dal professor Congyu “Peter” Wu ha fatto è stato ribaltare la logica con cui la maggior parte dei giocatori affronta Wordle. Invece di puntare subito alla parola che sembra più probabile, il metodo cerca il tentativo che fornisce la maggiore quantità di informazione, eliminando il numero più alto possibile di alternative. In pratica, ogni parola inserita non mira necessariamente a essere la risposta giusta, ma a ridurre drasticamente l’incertezza.

L’entropia di Shannon applicata a un gioco da milioni di utenti

Il concetto chiave è quello di entropia di Shannon, una misura matematica dell’incertezza. Applicata a Wordle, permette di calcolare quale tentativo, tra tutti quelli possibili, taglierà via più opzioni in un colpo solo. Il risultato è un percorso di gioco dove il guadagno informativo è massimo a ogni passaggio.

Donald Stephens, dottorando alla Binghamton University, ha spiegato bene il punto: un tentativo non deve per forza essere la risposta più probabile, deve essere quello più informativo. Questo spostamento di prospettiva fa tutta la differenza. Nei test condotti al computer, la strategia basata sulla teoria dell’informazione ha risolto il 99% dei puzzle di Wordle, contro circa il 90% dell’approccio convenzionale che punta sulle lettere più frequenti come A, E, R.

Per usare questa strategia nella pratica, un giocatore dovrebbe affidarsi a un programma esterno. Dopo ogni tentativo, si inseriscono i colori ottenuti e il software suggerisce la parola successiva che massimizza il guadagno informativo. Può sembrare un approccio quasi casuale, perché le parole suggerite non sempre sono quelle che verrebbero in mente. Ma è proprio questa la forza del metodo.

Da un compito universitario a una pubblicazione scientifica

La cosa curiosa è che tutto è nato come un semplice esercizio di classe. Il professor Wu aveva chiesto agli studenti di applicare la teoria dell’informazione a un problema concreto. Quello che era partito come un compito accademico si è trasformato in uno studio scientifico pubblicato sul Northeast Journal of Complex Systems nel giugno 2026.

Il coautore Talal Aladaileh ha sottolineato come i corsi della School of Systems Science and Industrial Engineering non si limitino a insegnare concetti, ma spingano ad applicarli in modi che lasciano il segno. Wu ha aggiunto che il valore del progetto sta nell’aver trasformato una misura statica come l’entropia di Shannon in una soluzione dinamica capace di migliorare le prestazioni in un compito reale. Una dimostrazione elegante di come la matematica, quando usata con intelligenza, possa rendere chiunque un giocatore di Wordle quasi imbattibile.

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