Anemoni di mare: la proteina che combatte i virus funziona al contrario

Date:

Gli anemoni di mare e un sistema antivirale che ribalta le certezze

Un nuovo sistema di difesa antivirale scoperto negli anemoni di mare sta riscrivendo quello che si credeva di sapere sull’evoluzione dell’immunità animale. La ricerca, pubblicata su Nature Ecology and Evolution alla fine di giugno 2026, arriva dal laboratorio del professor Yehu Moran alla Hebrew University di Gerusalemme, in collaborazione con l’Università del North Carolina a Charlotte. E la cosa più sorprendente non è tanto la scoperta in sé, quanto il meccanismo che ci sta dietro: una proteina che somiglia moltissimo a una delle armi antivirali più potenti del corpo umano, ma che funziona al contrario.

Partiamo da un dato di contesto. Negli esseri umani e in tutti i vertebrati, quando un virus viene intercettato, entra in azione una proteina chiamata MAVS. Il suo compito è attivare la risposta immunitaria per bloccare l’infezione. I ricercatori volevano capire quanto fosse antico questo meccanismo, e per farlo hanno studiato gli anemoni di mare, organismi che si sono separati dalla linea evolutiva che ha poi portato ai vertebrati più di 600 milioni di anni fa. Parenti stretti di coralli e meduse, rappresentano una finestra rara sull’evoluzione dell’immunità animale.

Durante lo studio, il team ha identificato una proteina mai descritta prima, battezzata CARDIB. A prima vista sembrava una copia quasi identica di MAVS, al punto che tutti si aspettavano facesse lo stesso lavoro. Invece no. CARDIB, anziché attivare le difese antivirali, le sopprime. Un comportamento che ha lasciato perplessi anche chi lo ha scoperto.

Un freno che serve a combattere meglio

La domanda è venuta spontanea: perché un organismo dovrebbe frenare il proprio sistema immunitario? Per rispondere, i ricercatori hanno usato la tecnica CRISPR per rimuovere il gene CARDIB dagli anemoni di mare, esponendoli poi a infezioni virali. I risultati sono stati tutt’altro che scontati. Gli anemoni senza CARDIB non sono diventati più forti, anzi. I virus si sono moltiplicati con maggiore rapidità, le difese antivirali non si sono attivate correttamente e la capacità di contrastare l’infezione è crollata.

Come ha spiegato Ton Sharoni, dottorando che ha guidato gli esperimenti, il risultato è stato completamente controintuitivo. Quel freno, in condizioni normali, si rivela fondamentale per montare una risposta antivirale efficace. È un po’ come un sistema che ha bisogno di calibrarsi prima di sparare: senza quella fase di contenimento iniziale, tutto va fuori controllo.

La conferma arriva dall’ambiente naturale

Per verificare che non si trattasse di un fenomeno limitato alla provetta, gli anemoni geneticamente modificati sono stati trasferiti in vasche all’aperto alimentate con acqua marina naturale in South Carolina. In pochi giorni la differenza è diventata evidente: gli anemoni privi di CARDIB accumulavano molti più virus rispetto a quelli non modificati. Un gene immunitario che in laboratorio sembrava avere un ruolo marginale, nell’ambiente reale si è rivelato decisivo.

La portata della scoperta va ben oltre un singolo organismo marino. Lo studio suggerisce che l’evoluzione non ha prodotto un’unica strategia antivirale universale. Al contrario, gruppi diversi di animali hanno sviluppato in modo indipendente soluzioni molecolari distinte per difendersi dai virus. Esseri umani e anemoni di mare hanno entrambi bisogno di proteggersi dalle infezioni, ma lo fanno con architetture immunitarie profondamente diverse, anche quando i componenti molecolari si assomigliano.

Questa ricerca ricorda anche quanto sia importante guardare oltre i classici animali da laboratorio. Organismi antichi come gli anemoni di mare conservano innovazioni evolutive che resterebbero invisibili studiando solo topi e primati. E ogni volta che qualcuno si prende la briga di osservarli con attenzione, salta fuori qualcosa che nessuno si aspettava.

Share post:

Subscribe

spot_imgspot_img

Popular

More like this
Related

Vitamina C e cervello: lo studio su 2.000 persone rivela un legame inatteso

Vitamina C e salute del cervello: uno studio su oltre 2.000 persone rivela un legame sorprendente Che la vitamina C facesse bene al sistema immunitario lo sapevano più o meno tutti. Quello che non ci si aspettava, però, è che potesse avere un ruolo concreto anche nella salute del cervello,...

Melanoma, scoperto il segreto dell’immortalità delle cellule tumorali

Il melanoma e il segreto dell'immortalità cellulare: una scoperta che cambia le carte in tavola Come fanno le cellule del melanoma a ingannare la morte e a continuare a moltiplicarsi senza sosta? È una domanda che ha tormentato la comunità scientifica per anni. Ora, un gruppo di ricercatori...

Purgatorius, denti fossili in Colorado riscrivono la storia dei primati

Denti fossili grandi quanto la punta di un dito riscrivono la storia dei nostri antenati primati Piccoli, quasi invisibili, eppure capaci di cambiare tutto quello che sapevamo sulle origini dei primati. Alcuni minuscoli denti fossili ritrovati in Colorado stanno costringendo i paleontologi a...

Artrosi curata con una sola iniezione: la svolta dal Colorado

Una singola iniezione contro l'artrosi: la svolta che arriva dal Colorado Curare l'osteoartrosi anziché limitarsi a gestirne il dolore. Sembra una di quelle promesse che la medicina fa ogni tanto senza poi mantenere, e invece questa volta i dati preliminari raccontano qualcosa di diverso. Un gruppo...