Apple data per satisfatta nel 1997 da CNN: la profezia satisfatta che oggi fa ridere Hmm, let me redo this properly. Apple data per morta da CNN nel 1997: la profezia che invecchiò malissimo

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Quando CNN diede Apple per spacciata: la profezia sbagliata del 1997

Il 13 marzo 1997 rappresenta una data che chi segue la storia della tecnologia non può dimenticare. Quel giorno, CNN mandò in onda un servizio che oggi fa quasi sorridere, dichiarando che per Apple si stava chiudendo il coperchio della bara. Letteralmente. Una sentenza di morte televisiva per quella che, a distanza di quasi trent’anni, sarebbe diventata l’azienda con il valore di mercato più alto al mondo.

E non fu nemmeno l’unica volta. Le previsioni catastrofiche su Apple negli anni Novanta erano praticamente uno sport diffuso tra analisti, giornalisti e commentatori del settore tech. L’azienda di Cupertino stava attraversando un periodo buio, questo è innegabile. Le vendite dei Mac erano in caduta libera, la strategia di prodotto era confusa e Steve Jobs era ancora lontano dal suo clamoroso ritorno alla guida dell’azienda. In quel contesto, dare Apple per morta sembrava quasi ragionevole.

Una profezia che invecchiò malissimo

Eppure, guardando le cose col senno di poi, quella previsione di CNN è diventata uno degli esempi più citati di quanto il mondo dell’informazione possa sbagliare quando si tratta di previsioni tecnologiche. Il servizio è stato riscoperto e rilanciato dal sito Cult of Mac, che da anni raccoglie notizie, analisi e curiosità legate all’universo Apple. Ed è diventato quasi un meme tra gli appassionati.

La cosa interessante è che non si trattava di un’opinione isolata. A metà degli anni Novanta, la narrazione dominante dipingeva Apple come un’azienda destinata a scomparire, schiacciata dalla concorrenza di Microsoft e dall’incapacità di trovare una direzione chiara. Il mercato PC sembrava aver già vinto la partita, e nessuno avrebbe scommesso un centesimo su un eventuale rilancio.

Da azienda sull’orlo del fallimento a colosso globale

Poi successe qualcosa. Jobs tornò, arrivò l’iMac, poi l’iPod, poi l’iPhone. E il resto è storia nota. Ma quel servizio del 1997 resta lì, a ricordare quanto sia pericoloso fare previsioni definitive nel mondo della tecnologia. Le aziende che sembrano finite possono risorgere, e quelle che sembrano invincibili possono crollare nel giro di pochi anni.

La vicenda di Apple e della sua presunta morte annunciata è anche un monito per chi lavora nell’informazione. La tentazione di titoli sensazionalistici è forte, e la narrativa del “è finita” attira sempre più clic di un’analisi pacata. Ma la realtà ha i suoi tempi, e spesso non segue le sceneggiature scritte dagli esperti. Quel 13 marzo 1997, CNN stava semplicemente raccontando la storia sbagliata. E Apple, nel frattempo, stava per riscrivere la propria.

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