CO2 trasformata in metanolo: il catalizzatore cinese triplica la produzione

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Un nuovo catalizzatore triplica la produzione di metanolo dalla CO2

Trasformare l’anidride carbonica in carburante utile non è più fantascienza, ma la sfida vera è sempre stata un’altra: farlo in modo efficiente. Un gruppo di ricercatori cinesi ha sviluppato un nuovo catalizzatore che riesce a triplicare la produzione di metanolo dalla CO2 rispetto ai sistemi commerciali attuali. Lo studio, pubblicato sulla rivista Chem il 14 giugno 2026, arriva dal Dalian Institute of Chemical Physics dell’Accademia Cinese delle Scienze, ed è coordinato dai professori Jian Sun e Jiafeng Yu.

Il punto dolente, per chi lavora in questo campo, è sempre stato lo stesso: a basse temperature la conversione della CO2 in metanolo funziona bene dal punto di vista termodinamico, però l’anidride carbonica fa fatica ad attivarsi e la reazione procede troppo lentamente. Alzando la temperatura le cose si velocizzano, certo, ma entra in gioco una reazione concorrente (la cosiddetta reverse water gas shift) che produce sottoprodotti indesiderati, soprattutto monossido di carbonio, e riduce la selettività verso il metanolo. Un compromesso che sembrava impossibile da superare.

Come funziona il nuovo approccio

La strategia ideata dal team cinese è tanto elegante quanto concreta. Invece di cercare un materiale che faccia tutto da solo, i ricercatori hanno separato fisicamente i siti attivi all’interno del catalizzatore, sfruttando un fenomeno chiamato interazione forte metallo supporto (SMSI). In pratica, ogni fase della reazione avviene in una zona diversa del catalizzatore. La CO2 viene adsorbita e attivata sui siti di zirconia (ZrO2), dove l’idrogenazione avviene per prima, seguita poi dalla rottura del legame C=O. Nei catalizzatori tradizionali a base di rame, la sequenza è invertita: prima si rompe il legame e poi si procede con l’idrogenazione. Questo cambio di ordine nel meccanismo di reazione fa una differenza enorme.

Il risultato parla chiaro: a 300 gradi e 3 MPa di pressione, il nuovo sistema raggiunge una resa di 1,2 grammi per grammo di catalizzatore all’ora. È circa tre volte superiore rispetto ai classici catalizzatori commerciali Cu/Zn/Al, che rappresentano lo standard industriale da anni. E non si tratta solo di quantità: la formazione di monossido di carbonio come sottoprodotto cala drasticamente, mentre la capacità del rame di dissociare l’idrogeno resta intatta.

Perché questa scoperta conta davvero

Il riciclo della CO2 in combustibili e materie prime chimiche è considerato una delle strade più promettenti per ridurre le emissioni e rendere più circolare l’economia energetica. Il metanolo, in particolare, è un vettore energetico versatile: può alimentare celle a combustibile, essere usato come additivo per benzine o come materia prima nell’industria chimica. Il problema, fino a oggi, era proprio l’efficienza della conversione. Con questo nuovo catalizzatore, la produzione di metanolo dalla CO2 fa un salto in avanti che potrebbe avvicinare questa tecnologia a un impiego su scala industriale reale.

Come ha sottolineato il professor Sun, lo studio apre una strada nuova per affrontare quel vecchio dilemma tra attività catalitica e selettività che ha frenato il settore per decenni. Non è ancora il momento di festeggiare su larga scala, ma la direzione sembra quella giusta.

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