Una nuova tecnica per l’estrazione del litio potrebbe cambiare le regole del gioco
Produrre litio in modo più rapido, più pulito e soprattutto più scalabile: è questo l’obiettivo centrato da un gruppo di ricercatori della Columbia Engineering, che ha messo a punto un metodo di estrazione del litio potenzialmente rivoluzionario per il futuro delle batterie per veicoli elettrici. La tecnica, descritta sulla rivista scientifica Joule e resa nota il 23 maggio 2026, si chiama S3E, acronimo di switchable solvent selective extraction, e funziona in modo radicalmente diverso rispetto ai sistemi tradizionali.
Il punto di partenza è semplice: la domanda globale di litio sta esplodendo. Le case automobilistiche accelerano sulla produzione di veicoli elettrici, le aziende energetiche costruiscono sistemi di accumulo sempre più grandi per supportare eolico e solare. Eppure, ottenere litio resta un processo lento, costoso e tutt’altro che ecologico. La maggior parte della produzione mondiale dipende ancora da enormi vasche di evaporazione solare, piazzate in zone desertiche, che richiedono mesi o addirittura anni per funzionare, consumando nel frattempo quantità impressionanti di acqua e territorio.
Ed è proprio qui che entra in scena S3E. Il sistema utilizza un solvente sensibile alla temperatura per estrarre il litio direttamente da salamoie sotterranee salate, anche quando la concentrazione è bassa o quando sono presenti minerali difficili da separare. A temperatura ambiente, il solvente assorbe litio e acqua dalla salamoia. Una volta riscaldato, rilascia litio purificato e rigenera il solvente, che può essere riutilizzato più volte. Niente sostanze chimiche speciali, niente enormi impianti di post trattamento.
Risultati promettenti e il potenziale del Salton Sea
Durante i test, la selettività del metodo ha colpito: il sistema ha estratto litio a un tasso fino a 10 volte superiore rispetto al sodio e 12 volte superiore rispetto al potassio. Anche il magnesio, uno dei contaminanti più comuni nelle salamoie, viene rimosso attraverso un passaggio di precipitazione chimica. Parliamo di prestazioni notevoli per una tecnologia ancora in fase di proof of concept.
Per le prove, i ricercatori hanno utilizzato salamoie sintetiche che replicano le condizioni del Salton Sea, in California, una regione geotermica che secondo le stime contiene litio sufficiente per alimentare oltre 375 milioni di batterie per veicoli elettrici. Dopo quattro cicli di estrazione con lo stesso lotto di solvente, il team ha recuperato quasi il 40% del litio presente. Un risultato che lascia intravedere la possibilità di operazioni su larga scala in futuro.
Come ha spiegato Ngai Yin Yip, professore di ingegneria ambientale alla Columbia University, l’evaporazione solare da sola non potrà mai tenere il passo con la domanda futura. E ci sono giacimenti promettenti, come proprio quelli del Salton Sea, dove quel metodo non è nemmeno applicabile.
Perché serve un litio più sostenibile
Circa il 40% della fornitura mondiale di litio proviene da salamoie sotterranee situate in regioni desertiche. Il processo di evaporazione funziona solo in climi secchi, su terreni pianeggianti e con enormi estensioni di suolo disponibile. Luoghi come il deserto di Atacama in Cile o alcune zone del Nevada. Ma si tratta di aree già sotto stress idrico, e questo rende il modello attuale sempre meno sostenibile man mano che la domanda cresce.
La tecnologia S3E, invece, potrebbe essere alimentata con calore di scarto proveniente da processi industriali o da collettori solari termici. Questo la rende potenzialmente molto più versatile e adattabile a contesti diversi. Il team di ricerca ha sottolineato che il lavoro non è ancora ottimizzato per l’efficienza massima, ma le basi ci sono tutte perché diventi un’alternativa concreta sia alle vasche di evaporazione sia all’estrazione da roccia dura, che oggi dominano la produzione globale di litio nonostante il loro impatto ambientale.
Parlare di energia verde senza affrontare il problema delle catene di approvvigionamento sporche non ha molto senso. Se la transizione energetica vuole essere davvero sostenibile, servono modi più puliti per ottenere i materiali su cui si fonda. Questo metodo di estrazione del litio potrebbe essere esattamente uno di quei passi avanti necessari.


