Mini satelliti su Marte? Il motore del MIT che cambia tutto

Date:

Il motore del MIT che potrebbe portare mini satelliti fino a Marte

Un nuovo sistema di propulsione spaziale sviluppato al MIT promette di cambiare radicalmente le regole del gioco per i piccoli satelliti. E non si tratta di un’idea buttata lì in qualche paper accademico destinato a prendere polvere: la NASA ci ha già messo sopra le mani, e una missione di test in orbita è prevista per novembre 2026.

Il concetto, va detto, è elegante nella sua semplicità. Invece di caricare su un satellite due serbatoi separati con due carburanti diversi, uno per la propulsione chimica e uno per quella elettrica, gli ingegneri del MIT hanno dimostrato che un singolo propellente può alimentare entrambi i sistemi. Significa meno peso, meno complessità e, soprattutto, molta più flessibilità operativa per quei CubeSat grandi quanto una valigetta che stanno diventando sempre più centrali nell’esplorazione spaziale.

Al cuore di tutto c’è un carburante chiamato ASCENT, sviluppato originariamente dall’Aeronautica militare statunitense come alternativa più sicura all’idrazina, sostanza tossica usata da decenni nei sistemi di propulsione tradizionali. ASCENT è un liquido ionico, il che lo rende perfetto anche per alimentare i cosiddetti thruster elettrospray, motori elettrici minuscoli (grandi più o meno quanto un’unghia) che espellono ioni carichi per generare spinta. La ricercatrice Amelia Bruno, prima autrice dello studio pubblicato sul Journal of Propulsion and Power, ha spiegato che quando il team ha scoperto la natura ionica di ASCENT, la reazione è stata quasi ovvia: “Ehi, è la roba che usiamo di solito. In teoria dovrebbe funzionare. Proviamo a capire come.”

Test riusciti e una missione NASA alle porte

E funziona, appunto. I test condotti in una camera a vuoto che simula le condizioni dello spazio hanno dato risultati convincenti. Il propellente ASCENT ha alimentato con successo i thruster elettrospray, offrendo prestazioni paragonabili ai liquidi ionici convenzionali. Durante gli esperimenti, i motori hanno operato ininterrottamente per periodi fino a 100 ore, generando abbastanza spinta da far ruotare un CubeSat su una piattaforma a levitazione magnetica. Niente male per un motore grande quanto una monetina.

La vera prova del fuoco arriverà con la missione Green Propulsion Dual Mode della NASA. Si tratta di un CubeSat equipaggiato con un thruster chimico e quattro thruster elettrospray, tutti collegati a un unico serbatoio. Sarà la prima volta in assoluto che un satellite volerà con un serbatoio di propellente condiviso tra due sistemi di propulsione così diversi.

Cosa cambia davvero per l’esplorazione spaziale

Le implicazioni vanno ben oltre la dimostrazione tecnologica. Paulo Lozano, professore di Aeronautica e Astronautica al MIT e coautore dello studio, ha descritto scenari che fino a poco tempo fa sembravano fantascienza per satelliti così piccoli. Spedire CubeSat verso Marte o la fascia degli asteroidi, facendoli viaggiare lentamente con i thruster elettrospray per risparmiare carburante, e poi usare la propulsione chimica per manovre rapide una volta arrivati a destinazione. Tutta questa flessibilità, racchiusa in un oggetto delle dimensioni di una ventiquattrore.

Ma le applicazioni non riguardano solo lo spazio profondo. Lozano ha fatto un esempio molto terrestre: il monitoraggio meteorologico. Immaginare una costellazione di piccoli satelliti che può essere riposizionata rapidamente sopra una tempesta in arrivo, oppure spostata lentamente per osservazioni prolungate, diventa possibile proprio grazie alla doppia modalità di propulsione.

È il tipo di innovazione che non fa rumore ma sposta gli equilibri. Rendere accessibili missioni ambiziose a satelliti economici e compatti significa democratizzare l’accesso allo spazio in un modo che, fino a ieri, sembrava riservato solo alle grandi agenzie con budget miliardari.

Share post:

Subscribe

spot_imgspot_img

Popular

More like this
Related

Drosophila, il primo connectoma completo rivela una sorpresa sul cervello

La mappa completa del sistema nervoso di un moscerino della frutta rivela una sorpresa sul cervello Il connectoma di un moscerino della frutta è stato completato per la prima volta nella storia delle neuroscienze, e quello che ha rivelato ribalta parecchie convinzioni su come funziona il controllo...

Aterosclerosi: le cellule immunitarie invecchiano e danneggiano le arterie

Le cellule immunitarie accumulano mutazioni nel tempo e accelerano l'aterosclerosi Aterosclerosi e invecchiamento del sistema immunitario hanno un legame più profondo di quanto si pensasse fino a poco tempo fa. Nuovi dati ottenuti da esperimenti su modelli murini suggeriscono che, col passare degli...

Anchilostomi modificati geneticamente: possono diventare farmacie viventi

Vermi parassiti geneticamente modificati per la prima volta: verso le farmacie viventi Per la prima volta in assoluto, un gruppo di ricercatori è riuscito a modificare geneticamente gli anchilostomi, quei piccoli parassiti intestinali che infestano centinaia di milioni di persone nel mondo. E no,...

ChatGPT, Claude e Gemini bocciati a un test psicologico per bambini

Un classico test psicologico ha messo in ginocchio l'intelligenza artificiale Le debolezze dell'intelligenza artificiale emergono spesso dove meno ce lo si aspetta. Stavolta non si parla di compiti impossibili o ragionamenti filosofici, ma di qualcosa che qualsiasi essere umano fa ogni giorno senza...