NASA Artemis II: astronauti di nuovo intorno alla Luna dopo 50 anni

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La NASA lancia Artemis II: astronauti di nuovo intorno alla Luna dopo 50 anni

Quattro astronauti sono partiti a bordo della capsula Orion per la missione Artemis II, il primo volo con equipaggio intorno alla Luna da oltre mezzo secolo. È successo il 1° aprile 2026, alle 18:35 ora locale della Florida, quando il potente razzo SLS (Space Launch System) si è staccato dalla rampa 39B del Kennedy Space Center, dando il via a un viaggio di circa dieci giorni che riporta l’umanità oltre l’orbita terrestre bassa. Non si tratta di una semplice replica delle missioni Apollo, ma dell’inizio di qualcosa di molto più ambizioso.

A bordo ci sono gli astronauti della NASA Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch, insieme al canadese Jeremy Hansen dell’Agenzia Spaziale Canadese. Il loro compito è mettere alla prova tutti i sistemi critici della capsula Orion, che l’equipaggio ha battezzato “Integrity”, in condizioni reali di volo con persone a bordo. Ogni dato raccolto durante Artemis II servirà a preparare le missioni successive, quelle che puntano a riportare esseri umani sulla superficie lunare e, più avanti, a spingersi verso Marte.

Circa 49 minuti dopo il lancio, lo stadio superiore del razzo ha acceso i motori per inserire Orion in un’orbita ellittica terrestre. Una seconda accensione porterà la navicella fino a circa 74.000 chilometri dalla Terra, un’altitudine notevole. Dopo questa manovra, Orion si separerà dallo stadio superiore, che a sua volta rilascerà quattro piccoli satelliti CubeSat costruiti da partner internazionali tra cui Argentina, Germania, Corea del Sud e Arabia Saudita.

Il sorvolo lunare e il ritorno sulla Terra

Se tutto procede secondo i piani, il 2 aprile il modulo di servizio europeo di Orion eseguirà l’accensione per l’iniezione translunare, una manovra di circa sei minuti che metterà la navicella in rotta verso la Luna. Il sorvolo lunare è previsto per il 6 aprile: durante quelle ore, l’equipaggio di Artemis II osserverà e fotograferà la superficie, diventando i primi esseri umani a vedere direttamente alcune zone del lato nascosto. Le condizioni di illuminazione parziale dovrebbero far risaltare crateri, creste e pendii grazie alle ombre lunghe, regalando immagini di valore scientifico straordinario.

Gli astronauti parteciperanno anche a studi sulla salute umana nello spazio profondo, come il programma AVATAR, pensato per raccogliere informazioni utili alle future missioni di lunga durata. Dopo il sorvolo, Orion sfrutterà la gravità lunare per rientrare verso la Terra e ammarare nell’Oceano Pacifico.

Verso una presenza stabile sulla Luna

Artemis II non è un punto di arrivo, ma un trampolino. La NASA ha già in programma missioni sempre più complesse che puntano a costruire una base lunare permanente e a gettare le fondamenta per l’esplorazione di Marte. L’amministratore Jared Isaacman ha parlato chiaramente di un ritorno sulla Luna non per una visita, ma per restare. È una visione che richiede anni di lavoro, test e investimenti enormi, ma questo lancio dimostra che la direzione è quella giusta. Dopo decenni di attesa, l’esplorazione spaziale con equipaggio umano oltre l’orbita terrestre è tornata realtà.

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