Tracce di dinosauri di 132 milioni di anni riscrivono la storia del Sudafrica
Le tracce di dinosauri più giovani mai trovate nell’Africa meridionale stanno rimescolando le carte di quello che si credeva di sapere sulla presenza di questi animali nella regione. Parliamo di impronte risalenti a circa 132 milioni di anni fa, scoperte lungo un tratto minuscolo di costa vicino a Knysna, nella provincia del Capo Occidentale, in Sudafrica. Una scoperta che, francamente, nessuno si aspettava in quel punto preciso della mappa.
Il quadro finora era piuttosto chiaro, o almeno così sembrava. Circa 182 milioni di anni fa, enormi colate laviche avevano ricoperto buona parte del bacino del Karoo, cancellando apparentemente ogni segno dei dinosauri che lo abitavano. Da quel momento in poi, il registro fossile della zona si era fatto silenzioso in modo quasi sospetto. Eppure queste nuove tracce di dinosauri dimostrano che gli animali continuavano a camminare su quei territori molto tempo dopo la catastrofe vulcanica.
Un affioramento minuscolo, una scoperta enorme
Il sito in questione si trova nella cosiddetta Formazione di Brenton: un affioramento lungo non più di 40 metri e largo cinque, in parte sommerso dall’alta marea due volte al giorno. Un fazzoletto di roccia risalente al Cretaceo inferiore. Un team di icnologi, specialisti nello studio di impronte fossili, stava esplorando la zona nella speranza di trovare magari un dente di teropode, simile a quello rinvenuto nel 2017 da un ragazzino di 13 anni. Invece, Linda Helm, una componente del gruppo, ha notato qualcosa di decisamente più sorprendente: impronte di dinosauri. Un’analisi più attenta ne ha rivelate più di due dozzine.
Trovare così tante tracce di dinosauri in uno spazio tanto ridotto suggerisce che questi animali fossero piuttosto comuni nella regione durante il Cretaceo. Le impronte sembrano appartenere a un mix di specie diverse: teropodi (carnivori bipedi), probabili ornitopodi (erbivori bipedi) e forse anche sauropodi, quei giganti dal collo lunghissimo che camminavano su quattro zampe. Alcune tracce sono visibili su superfici rocciose piatte, altre emergono in sezione trasversale nelle pareti delle scogliere.
Perché questa scoperta conta davvero
Con una datazione stimata di 132 milioni di anni, queste sono le tracce di dinosauri più recenti conosciute nell’Africa meridionale. Parliamo di 50 milioni di anni in meno rispetto alle impronte più giovani trovate nel bacino del Karoo. Un salto temporale enorme che riempie un vuoto significativo nella documentazione fossile della regione.
L’ambiente di 132 milioni di anni fa non aveva nulla a che vedere con la costa, l’estuario e il paesaggio urbanizzato che si vedono oggi a Knysna. I dinosauri probabilmente si muovevano attraverso canali di marea e lungo barre fluviali, circondati da una vegetazione completamente diversa da quella attuale. Il fatto che il supercontinente Gondwana stesse iniziando a frammentarsi tra la fine del Giurassico e l’inizio del Cretaceo ha creato bacini più piccoli nelle aree che oggi corrispondono al Capo Occidentale e Orientale, depositando sedimenti che ora custodiscono queste preziose testimonianze.
La cosa affascinante è che altri affioramenti rocciosi del Cretaceo non marino esistono lungo la costa sudafricana. Ricerche sistematiche future in queste aree potrebbero portare alla luce ulteriori ossa, nuove tracce di dinosauri e magari anche segni di altri animali antichi. Questa piccola striscia di roccia vicino a Knysna potrebbe essere solo l’inizio di una riscrittura ben più ampia della storia preistorica dell’Africa meridionale.


