X Pro ora costa 40 dollari al mese: il cambio di rotta senza preavviso
Chi utilizzava X Pro con un abbonamento base si è ritrovato tagliato fuori da un giorno all’altro. Il social network di Elon Musk ha deciso di spostare l’accesso alla sua interfaccia multicolonna dietro il piano più costoso disponibile, il Premium+, che costa 40 dollari al mese (oppure 33 dollari al mese con pagamento annuale). E lo ha fatto senza alcun tipo di avviso agli utenti.
La cosa ha generato parecchie lamentele sulla piattaforma, com’era prevedibile. Prima del 26 marzo, bastava il piano Premium da 8 dollari al mese per accedere a X Pro. Parliamo di uno strumento che molti professionisti, social media manager e giornalisti usano quotidianamente per gestire più feed e liste contemporaneamente. Passare da 8 a 40 dollari significa un aumento di cinque volte, il che non è esattamente un ritocco trascurabile.
Da TweetDeck gratuito a funzione esclusiva
Vale la pena ricordare che X Pro non è nato come prodotto premium. Era conosciuto come TweetDeck, uno strumento completamente gratuito che esisteva da anni e che Twitter aveva acquisito nel 2011. Era diventato parte integrante del flusso di lavoro di tantissime persone. Dopo l’acquisizione di Twitter da parte di Musk, il rebranding in X Pro è stato solo il primo passo di una strategia di monetizzazione che ora ha raggiunto un nuovo livello.
Sul proprio sito, la piattaforma specifica che le funzionalità incluse nel piano Premium “sono soggette a modifiche in qualsiasi momento”. Una clausola che, di fatto, lascia mano libera per cambiare le carte in tavola quando si vuole. E il centro assistenza di X conferma chiaramente che l’accesso a X Pro è ora riservato al tier Premium+.
Cosa offrono i tre piani di abbonamento
Attualmente X propone tre livelli di sottoscrizione. Il piano Basic costa 3 dollari al mese (o 32 dollari l’anno) e include ancora la pubblicità. Il piano Premium, a 8 dollari al mese (84 dollari l’anno), dimezza il numero di annunci. Il Premium+ elimina le inserzioni pubblicitarie, fatta eccezione per i contenuti sponsorizzati, e costa appunto 40 dollari al mese o 395 dollari l’anno.
Tutti i piani a pagamento garantiscono la famosa spunta blu, quella che un tempo serviva come metodo di verifica reale dell’identità e che ora è diventata poco più di un elemento estetico acquistabile da chiunque. Tra le altre funzionalità riservate agli abbonati ci sono la maggiore visibilità dei post, la possibilità di modificare i contenuti dopo la pubblicazione, post più lunghi e upload video di durata superiore.
La decisione di rendere X Pro esclusiva del piano più caro racconta molto sulla direzione che sta prendendo la piattaforma. Funzionalità che erano gratuite vengono progressivamente rinchiuse dietro paywall sempre più alti, e chi ci lavora ogni giorno si trova costretto a fare i conti con costi che lievitano senza troppi complimenti.


