Una mano sulla roccia da quasi 68.000 anni: la più antica arte rupestre mai scoperta
La più antica arte rupestre mai datata con certezza si trova su una parete calcarea dell’isola di Sulawesi, in Indonesia. Ed è qualcosa di sorprendentemente semplice: un’impronta di mano spruzzata con pigmento, probabilmente soffiato dalla bocca. Eppure, questa semplicità racconta una storia enorme. Parliamo di un gesto compiuto almeno 67.800 anni fa, ben 15.000 anni prima di qualsiasi altra opera d’arte rupestre conosciuta nella stessa regione.
A stabilirlo è stato un team internazionale guidato dalla Griffith University, dall’agenzia nazionale indonesiana per la ricerca e l’innovazione (BRIN) e dalla Southern Cross University. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature nel marzo 2026, non si limita a riscrivere la cronologia dell’arte umana. Getta anche nuova luce su una delle questioni più dibattute dell’archeologia: quando esattamente i primi esseri umani raggiunsero l’Australia.
I ricercatori hanno utilizzato la datazione con serie dell’uranio, analizzando sottilissimi strati minerali formatisi sopra e sotto i pigmenti nella grotta di Liang Metanduno, sull’isola di Muna, nel sudest di Sulawesi. I risultati parlano chiaro. L’impronta di mano risale ad almeno 67.800 anni fa, e la produzione artistica in quella stessa grotta è proseguita per un arco di tempo impressionante: circa 35.000 anni, fino a circa 20.000 anni fa. Il professor Maxime Aubert, archeologo e geochimista della Griffith University, ha sottolineato come Sulawesi ospitasse una delle culture artistiche più ricche e durature del pianeta, con origini nella fase più antica dell’occupazione umana dell’isola.
Un’impronta modificata per sembrare un artiglio
C’è un dettaglio che rende questa scoperta ancora più affascinante. L’impronta di mano non è rimasta così com’era stata realizzata in origine. Qualcuno, a un certo punto, ha deliberatamente modificato i contorni delle dita, assottigliandoli fino a dare alla mano un aspetto simile a un artiglio. Il professor Adam Brumm, co-autore dello studio, ha ammesso che il significato preciso di questa alterazione resta incerto. Però ha avanzato un’ipotesi suggestiva: potrebbe simboleggiare un legame profondo tra esseri umani e animali, un concetto che sembra emergere già nelle prime espressioni artistiche di Sulawesi. In almeno un caso, il team ha individuato scene raffiguranti figure ibride, metà umane e metà animali. Qualcosa che fa pensare a forme di pensiero simbolico e forse a credenze spirituali già strutturate, decine di migliaia di anni prima di quanto si immaginasse.
Cosa significa per la storia della migrazione verso l’Australia
Questa impronta di mano non parla solo di arte. Parla di movimento, di popoli che attraversavano il mare. Il dottor Adhi Agus Oktaviana, specialista di arte rupestre al BRIN, ha spiegato che le persone che dipinsero nelle grotte di Sulawesi facevano quasi certamente parte della stessa popolazione che si sarebbe poi diffusa nella regione, raggiungendo infine l’Australia. Per anni, gli archeologi si sono divisi tra chi sosteneva un arrivo umano nel continente australiano intorno a 50.000 anni fa e chi lo collocava almeno a 65.000. Questa scoperta rafforza decisamente la seconda ipotesi.
Gli scienziati hanno proposto due possibili rotte migratorie verso Sahul, l’antico continente che univa Australia, Tasmania e Nuova Guinea. Una passava a nord, attraverso Sulawesi e le Isole delle Spezie verso la Nuova Guinea. L’altra puntava più a sud, via Timor. Il professor Renaud Joannes Boyau della Southern Cross University ha dichiarato che l’arte rupestre di Sulawesi rappresenta ora la prova diretta più antica della presenza di esseri umani moderni lungo il corridoio migratorio settentrionale.
Le ricerche proseguono con il sostegno dell’Australian Research Council, di Google Arts & Culture e della National Geographic Society. Perché ogni grotta, ogni parete, ogni strato minerale di queste isole potrebbe nascondere un altro pezzo della storia delle origini umane. E a quanto pare, quella storia è molto più lunga e complessa di quanto chiunque avesse immaginato fino a pochi anni fa.


