Il gruppo delle TV commerciali europee chiede regole più severe per i set-top box, e nel mirino finisce anche Apple TV
L’Apple TV è finita di nuovo al centro di una discussione che riguarda la regolamentazione europea dei mercati digitali. Stavolta non si parla di App Store o di pagamenti, ma di qualcosa di apparentemente più semplice: i set-top box e le smart TV. E il punto è che, secondo un’importante associazione di settore, questi dispositivi andrebbero trattati come veri e propri gatekeeper, esattamente come già succede per i grandi marketplace e i sistemi operativi mobili.
A sollevare la questione è stata l’ACT, ovvero l’Association of Commercial Television and Video on Demand Services in Europe. Si tratta di un organismo che rappresenta le principali emittenti televisive commerciali e i servizi di video on demand del continente. In pratica, chi produce e distribuisce contenuti televisivi e streaming su larga scala. Stando a quanto riportato da Reuters, l’ACT ha scritto direttamente a Teresa Ribera, la responsabile antitrust dell’Unione Europea, chiedendo che i set-top box e le smart TV vengano inclusi nel perimetro del Digital Markets Act (il famoso DMA).
Perché Apple TV viene tirata in ballo
Ora, la cosa curiosa è che Apple TV viene menzionata in questa vicenda nonostante non domini affatto il mercato dei set-top box in termini di quota. Il dispositivo di Apple è considerato probabilmente il miglior modo per accedere e fruire di contenuti in streaming, con una qualità costruttiva e un’integrazione software che pochi rivali possono eguagliare. Ma il prezzo è decisamente più alto rispetto alla concorrenza, e questo spinge la maggior parte dei consumatori verso alternative più economiche, come i dispositivi Amazon Fire TV o i Chromecast di Google.
Eppure, proprio per il modo in cui Apple gestisce il suo ecosistema, chiuso e fortemente controllato, il brand viene spesso raggruppato insieme ai leader di mercato. Poco importa che i numeri raccontino una storia diversa: la percezione di controllo e la capacità di influenzare il comportamento degli utenti all’interno della piattaforma bastano a giustificarne l’inclusione nel dibattito.
Cosa potrebbe cambiare con il DMA applicato ai dispositivi TV
Se la richiesta dell’ACT venisse accolta, significherebbe che i produttori di set-top box e smart TV dovrebbero rispettare obblighi molto più stringenti in termini di apertura, interoperabilità e accesso ai contenuti di terze parti. In sostanza, le stesse regole che oggi si applicano agli app store e ai browser mobili potrebbero estendersi anche al salotto di casa.
Per Apple TV, questo scenario potrebbe tradursi in nuovi vincoli su come vengono gestite le app, i pagamenti e la distribuzione dei contenuti all’interno del dispositivo. Nulla è ancora deciso, ma il segnale politico è chiaro: l’Europa vuole ampliare il raggio d’azione del DMA, e il mondo della televisione connessa è il prossimo terreno di gioco.


