Schiuma e drenaggio: la scoperta che ribalta anni di fisica delle bolle

Date:

La schiuma perde liquido prima del previsto: una scoperta che cambia tutto

Chiunque abbia spruzzato della schiuma su una superficie sa bene cosa succede dopo pochi istanti: il liquido comincia a colare, formando gocce che scivolano verso il basso. Fin qui niente di strano. Il problema è che la scienza, fino a oggi, non riusciva davvero a spiegare perché questo accadesse così in fretta. I modelli tradizionali, infatti, prevedevano che una schiuma dovesse essere alta quasi un metro prima di iniziare a perdere liquido. Nella realtà bastano poche decine di centimetri. Un gruppo di ricercatori della Tokyo Metropolitan University ha finalmente trovato la risposta, e la chiave non sta nel liquido che cerca una via d’uscita, ma nelle bolle stesse che si spostano e si riorganizzano, aprendo nuovi canali di drenaggio.

La scoperta, pubblicata sul Journal of Colloid and Interface Science nel marzo 2026, ribalta un’assunzione che ha dominato la fisica delle schiume per anni. Il vecchio modello si basava sulla cosiddetta pressione osmotica, cioè l’energia che cambia quando le bolle vengono compresse e la superficie di contatto tra liquido e gas si modifica. Secondo quel calcolo, la schiuma avrebbe dovuto reggere molto più a lungo. Ma i numeri non tornavano mai, e questo divario tra teoria e pratica ha lasciato perplessi gli scienziati per parecchio tempo.

Cosa hanno scoperto davvero gli esperimenti

Il team guidato dal professor Rei Kurita ha adottato un approccio diretto e intelligente. Ha creato schiume usando diversi tensioattivi, le ha posizionate tra lastre trasparenti in verticale e ha osservato cosa succedeva al loro interno. Ed è emerso uno schema coerente e sorprendente: l’altezza alla quale il drenaggio inizia è inversamente proporzionale al contenuto di liquido della schiuma. E questo vale indipendentemente dal tipo di tensioattivo o dalla dimensione delle bolle.

Analizzando i video registrati durante gli esperimenti, i ricercatori hanno notato che nel momento esatto in cui la schiuma comincia a perdere liquido, le bolle non restano ferme. Si muovono, si deformano, si riorganizzano. Non è il liquido a farsi strada attraverso una struttura statica. È la struttura stessa a cedere. Il fattore determinante, secondo il team, è il cosiddetto yield stress, ovvero la pressione minima necessaria per far muovere e riorganizzare le bolle. Il modello costruito su questa intuizione riesce a prevedere con precisione l’altezza alla quale il drenaggio ha inizio.

Perché questa scoperta conta nella vita quotidiana

Può sembrare una questione da laboratorio, ma la schiuma è ovunque. Nei prodotti per la pulizia, nei cosmetici, nei farmaci, persino nell’industria alimentare. Capire come e perché perde liquido non è un dettaglio accademico: è un’informazione che può guidare la progettazione di prodotti migliori, più stabili, più efficienti. Schiume che resistono più a lungo al drenaggio significano, per esempio, detergenti che aderiscono meglio alle superfici o formulazioni farmaceutiche più affidabili.

Quello che rende questa ricerca davvero interessante è il cambio di prospettiva. La schiuma non va più pensata come una struttura rigida attraverso cui scorre del liquido. Va vista come un sistema dinamico, dove tutto si muove e si adatta. E questo approccio potrebbe aprire strade nuove nello studio dei materiali soffici in generale, ben oltre il mondo delle bolle di sapone.

Share post:

Subscribe

spot_imgspot_img

Popular

More like this
Related

Apple sta abbandonando i display cinesi: cosa cambia per iPhone e Mac

Apple rivoluziona la catena di approvvigionamento OLED in vista dei nuovi dispositivi La strategia di Apple sul fronte dei display sta cambiando radicalmente, e la notizia arriva in un momento piuttosto significativo. Secondo quanto riportato da DigiTimes, l'azienda di Cupertino sta accelerando il...

Claude AI controlla il Mac anche quando non ci sei: come funziona

Claude AI ora può controllare il Mac anche quando non si è davanti allo schermo La notizia arriva da Anthropic, che ha appena aggiornato il suo assistente Claude AI con una funzionalità destinata a far discutere: gli strumenti Claude Code e Cowork possono ora prendere il controllo remoto di un Mac...

iOS 26.4: le nuove emoji in arrivo sono davvero sorprendenti

Le nuove emoji di iOS 26.4 stanno per arrivare: ballerine, bigfoot e molto altro Le nuove emoji che Apple sta per rilasciare con l'aggiornamento iOS 26.4 sono un mix davvero particolare. Ballerine di danza classica, cacciatori di bigfoot, fan dei Fleetwood Mac e persino suonatori di trombone stanno...

Insulina in pillole: la svolta che potrebbe eliminare le iniezioni

Insulina in pillole: la svolta che potrebbe mandare in pensione le iniezioni quotidiane Le pillole di insulina rappresentano da oltre un secolo il sogno proibito della medicina per il diabete. Un sogno che, fino a oggi, si è sempre scontrato con un problema piuttosto banale nella sua brutalità: lo...