I 50 anni di Apple: le 50 persone che hanno costruito il mito di Cupertino
Il primo aprile 2025, Apple ha tagliato un traguardo che pochi avrebbero immaginato mezzo secolo fa: 50 anni di storia. E per celebrare questo anniversario, Macworld ha messo insieme una classifica tanto ambiziosa quanto inevitabilmente controversa. Cinquanta persone che hanno reso Apple quella che conosciamo oggi. Alcune hanno lavorato a Cupertino per decenni, altre solo per un paio d’anni, e qualcuna non ha mai messo piede in azienda. Eppure tutte, in un modo o nell’altro, hanno lasciato un segno profondo.
La lista parte dal basso, dalla posizione numero 50, e ogni giorno vengono svelati dieci nuovi nomi. Naturalmente è una classifica soggettiva, e su questo non ci piove. È praticamente impossibile che tutti siano d’accordo con le scelte fatte. L’unica regola imposta dalla redazione è divertente nella sua severità: chi si lamenta per un’esclusione deve anche dire chi toglierebbe per fare spazio.
Dai veterani ai nomi a sorpresa: le prime posizioni della classifica
Si parte da Katie Cotton, al numero 50, leggenda delle PR di Apple che ha plasmato la famosa cultura della segretezza dell’azienda lavorando fianco a fianco con Steve Jobs per quindici anni. Subito dopo, al 49, spunta un nome inaspettato: Al Gore, ex vicepresidente degli Stati Uniti, entrato nel consiglio di amministrazione di Apple dopo la sconfitta alle presidenziali. Jobs lo accolse parlando della “incredibile ricchezza di conoscenza” acquisita guidando la più grande organizzazione al mondo.
Al numero 48 c’è Michael Spindler, CEO dal 1993 al 1996. Non esattamente un’epoca d’oro, ma sotto la sua guida vennero lanciati i primi Mac con processore PowerPC. E poi, al 47, ecco Bill Gates. Sì, proprio lui. Perché senza quei 150 milioni di dollari investiti da Microsoft nel 1997, e l’impegno a continuare a sviluppare Office per Mac, Apple probabilmente non sarebbe sopravvissuta. Un patto col diavolo, come qualcuno lo definì, che però alla fine ha funzionato per tutti.
Tra le posizioni 46 e 41 emergono storie incredibili. Bob Belleville, reclutato da Jobs con la frase memorabile “tutto quello che hai fatto nella tua vita è spazzatura, perché non vieni a lavorare per noi?”, che guidò lo sviluppo dell’hardware e del software del Macintosh. Chris Espinosa, dipendente numero 8, entrato in azienda nel 1976 a soli 14 anni e ancora oggi al suo posto: il dipendente più longevo di Apple. Ridley Scott, che con lo spot “1984” creò quello che viene ancora considerato il più grande spot televisivo mai realizzato, senza nemmeno mostrare il prodotto.
Storie umane dietro la leggenda tecnologica
E poi ci sono figure come Rod Holt, già quarantenne e piuttosto scettico quando gli fu chiesto di “dare una mano ai ragazzi”, che finì per progettare l’alimentatore dell’Apple II. Angela Ahrendts, ex CEO di Burberry, prima donna ai vertici di Apple in un’industria dominata dagli uomini, che ha ridefinito l’esperienza nei negozi Apple Store nel mondo. Infine Daniel Kottke, amico di Jobs dai tempi del college, con cui viaggiò in India cercando illuminazione spirituale, e che assemblò a mano i primi prototipi del Macintosh. Il suo nome è inciso dentro il case originale, anche se Jobs gli negò brutalmente le stock option quando Apple entrò in borsa nel 1980.
Questa è solo la prima parte di una serie in cinque puntate. I prossimi nomi, dalla posizione 40 alla 31, sono già in arrivo. E la vera domanda che tutti si pongono è ovvia: chi entrerà nella top 10 di questa celebrazione dei 50 anni di Apple?


