Le cicale che si arrampicano sugli alberi si orientano cercando il buio
Le cicale hanno un metodo sorprendente per trovare la strada verso gli alberi su cui si arrampicano: cercano le zone più scure del paesaggio. Questa strategia comportamentale ha un nome preciso, skototaxis, e rappresenta una delle scoperte più affascinanti nel campo dell’entomologia degli ultimi anni. Altro che GPS biologico o senso dell’orientamento misterioso. Questi insetti, dopo aver trascorso anni sottoterra allo stadio di ninfa, emergono dal suolo e puntano dritti verso le sagome scure che si stagliano contro il cielo notturno. In pratica, vanno verso il buio.
Come funziona la skototaxis nelle cicale
Il meccanismo è tanto semplice quanto efficace. Quando le ninfe di cicala escono dal terreno, di solito nelle ore serali o notturne, devono trovare rapidamente una superficie verticale su cui arrampicarsi. Lì avverrà la muta finale, quel processo spettacolare in cui l’insetto si libera del vecchio esoscheletro e diventa adulto, con ali funzionanti e tutto il resto. Il problema è che una ninfa appena emersa non ha molto tempo. È vulnerabile ai predatori, è lenta, e deve salire il prima possibile. Ed ecco che entra in gioco la skototaxis: le cicale si dirigono verso le macchie scure nel loro campo visivo, che nella maggior parte dei casi corrispondono ai tronchi degli alberi. Questo comportamento non richiede capacità cognitive elaborate. È una risposta visiva quasi automatica, un riflesso che si è affinato nel corso di milioni di anni di evoluzione. Le cicale non “scelgono” un albero specifico. Vanno semplicemente dove vedono scuro, e nella stragrande maggioranza dei casi quella zona scura è esattamente ciò di cui hanno bisogno.
Perché questa scoperta è importante
Capire come le cicale trovano i loro posatoi non è solo una curiosità da naturalisti. Ha implicazioni concrete per chi studia il comportamento animale e le strategie di sopravvivenza degli insetti. La skototaxis, ad esempio, è stata osservata anche in altri artropodi, ma nelle cicale assume un ruolo cruciale perché il momento della muta è letteralmente una questione di vita o di morte. Se la ninfa non trova un supporto adeguato in tempo, rischia di non completare la trasformazione o di finire preda di qualche uccello notturno. Questa ricerca apre anche riflessioni interessanti sull’impatto dell’inquinamento luminoso nelle aree urbane. Se le cicale si orientano cercando il buio, che succede quando le città illuminano a giorno ogni angolo? Potrebbero confondersi, dirigersi verso strutture artificiali inadeguate, o semplicemente vagare più a lungo del necessario, esponendosi a rischi maggiori. È un tema che chi si occupa di ecologia urbana sta cominciando a prendere molto sul serio. Le cicale, insomma, ci ricordano ancora una volta che anche i comportamenti apparentemente banali nascondono meccanismi raffinati. E che a volte, per trovare la propria strada, basta seguire l’ombra giusta.


