iPod, il giorno in cui Apple raggiunse i 100 milioni di unità vendute

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Quando l’iPod raggiunse quota 100 milioni di unità vendute

Era il 9 aprile 2007 e Apple annunciava un traguardo che, a ripensarci oggi, racconta un’epoca intera. L’iPod aveva appena tagliato la soglia dei 100 milioni di unità vendute, un numero che all’epoca sembrava quasi irreale per un dispositivo elettronico di consumo. Quel giorno segnò ufficialmente la consacrazione del lettore musicale portatile come il prodotto più popolare mai realizzato dalla casa di Cupertino. Non un computer, non un telefono. Un piccolo oggetto bianco con una rotellina che aveva cambiato per sempre il modo in cui le persone ascoltavano musica.

Il prodotto che ridefinì Apple e l’intera industria musicale

Vale la pena fermarsi un attimo a contestualizzare. Nel 2007 il mondo tech era molto diverso da quello attuale. L’iPhone era stato appena presentato, ma non ancora messo in vendita. Il vero protagonista dello scaffale era ancora lui, l’iPod, nelle sue varie incarnazioni: il Classic, il Nano, lo Shuffle. Ogni versione aveva conquistato una fetta diversa di pubblico, dai ragazzini agli audiofili più esigenti.

Steve Jobs aveva scommesso forte su quel dispositivo fin dal lancio originale nell’ottobre 2001, quando in pochi credevano che Apple potesse avere successo al di fuori del mondo dei computer. E invece l’iPod non solo funzionò, ma trascinò con sé un intero ecosistema. iTunes ridisegnò le regole della distribuzione musicale, convincendo le major discografiche che vendere singoli brani a 99 centesimi poteva essere un modello sostenibile. Senza l’iPod, probabilmente lo streaming musicale come lo conosciamo oggi avrebbe preso una strada completamente diversa.

Un traguardo che oggi racconta molto più di un numero

Raggiungere 100 milioni di iPod venduti in poco meno di sei anni dalla prima uscita sul mercato fu qualcosa di straordinario. Per dare un’idea delle proporzioni, nessun altro lettore musicale digitale si avvicinò nemmeno lontanamente a quei numeri. La concorrenza esisteva, certo. Microsoft ci provò con lo Zune, Sony con i suoi Walkman digitali. Ma nessuno riuscì a scalfire il dominio di Apple in quel segmento.

Quel 9 aprile 2007 rappresenta anche, col senno di poi, una sorta di apice. Da lì a pochi mesi l’iPhone avrebbe iniziato a cannibalizzare le vendite dell’iPod, inglobandone le funzioni in un dispositivo ancora più rivoluzionario. Ma questo non toglie nulla al significato di quel momento. L’iPod aveva dimostrato che Apple sapeva creare prodotti capaci di entrare nella vita quotidiana di milioni di persone, ben oltre la nicchia dei professionisti creativi. Fu la prova generale per tutto quello che sarebbe venuto dopo. E centomilioni di buone ragioni per non dimenticarlo.

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