Apple Vision Pro, i dirigenti di Apple rompono il silenzio sul futuro del visore

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Apple Vision Pro, i vertici di Apple rompono il silenzio sul futuro del visore

Per la prima volta in modo così esplicito, i dirigenti di Apple hanno aperto uno spiraglio sul destino di Apple Vision Pro, il visore di realtà mista che da oltre due anni divide analisti e appassionati. Greg Joswiak, vicepresidente senior del marketing mondiale, e John Ternus, considerato da molti il possibile erede di Tim Cook alla guida dell’azienda, hanno rilasciato dichiarazioni brevi ma significative in una recente intervista con Tom’s Guide. E il messaggio, pur nella sua vaghezza calcolata, è forse il segnale più chiaro arrivato finora da Cupertino.

Un prodotto che fatica a decollare

Parliamoci chiaro: il percorso di Apple Vision Pro non è stato esattamente trionfale. Diversi analisti non hanno usato mezzi termini, definendolo un raro passo falso per un’azienda abituata a trasformare in oro quasi tutto ciò che tocca. I numeri raccontano una storia ambigua. Nel trimestre natalizio del 2025, Apple ha venduto visori per circa 157 milioni di dollari. Una cifra che per qualsiasi altra azienda sarebbe notevole, ma che per gli standard di Cupertino rappresenta poco più di una nota a piè di pagina nei bilanci trimestrali.

C’è poi la questione delle demo negli Apple Store, su cui sono piovute critiche piuttosto pesanti. Secondo alcune ricostruzioni, la scelta di risparmiare sull’esperienza in negozio avrebbe compromesso la capacità di convertire la curiosità dei visitatori in acquisti reali. Chi ha provato il visore senza la giusta assistenza o il giusto contesto, insomma, non ne è rimasto abbastanza colpito da tirare fuori quasi 4.000 euro.

La vera domanda non è “se” ma “quando”

La cosa interessante delle dichiarazioni di Joswiak è proprio il tono. Non c’è alcun ripensamento sulla direzione intrapresa con il spatial computing, nessun accenno a un possibile abbandono del progetto. L’unica incertezza che il dirigente sembra ammettere riguarda la tempistica. Quando questa tecnologia raggiungerà il grande pubblico? Quando il prezzo scenderà abbastanza da renderla accessibile? Quando le applicazioni saranno sufficienti a giustificare l’investimento?

Sono domande che restano senza risposta precisa, ma il fatto stesso che Apple ne parli apertamente suggerisce che qualcosa si stia muovendo dietro le quinte. Ternus e Joswiak non sono il tipo di dirigenti che si espongono senza motivo. Se hanno scelto questo momento per parlare di Apple Vision Pro e del suo futuro, probabilmente c’è una strategia più ampia in fase di definizione.

Quello che emerge è il ritratto di un’azienda che sa di avere tra le mani una tecnologia ancora acerba per il mercato di massa, ma che non ha intenzione di mollare. Del resto, anche l’iPhone al lancio venne accolto con scetticismo da più di qualcuno. La differenza è che stavolta la posta in gioco è molto più alta, il prezzo d’ingresso molto più salato, e la pazienza degli investitori non è infinita.

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