Sonselasuchus: il rettile che da piccolo camminava a quattro zampe e poi a due

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Un antico parente dei coccodrilli che cambiava modo di camminare crescendo

Un rettile preistorico imparentato con i coccodrilli sta costringendo la comunità scientifica a rivedere parecchie certezze. Si chiama Sonselasuchus cedrus, aveva più o meno le dimensioni di un barboncino, e la cosa davvero sorprendente è questa: da piccolo camminava su quattro zampe, ma una volta adulto passava a camminare su due. Un cambiamento nel modo di muoversi che, nel registro fossile, è qualcosa di estremamente raro. La scoperta, pubblicata sul Journal of Vertebrate Paleontology, arriva da un gruppo di ricercatori dell’Università di Washington e del Burke Museum, ed è frutto di oltre dieci anni di scavi nel Petrified Forest National Park, in Arizona.

Il Sonselasuchus cedrus apparteneva agli shuvosauridi, un gruppo di rettili che durante il Triassico superiore (grossomodo tra 225 e 201 milioni di anni fa) somigliavano in maniera impressionante ai dinosauri ornitomimidi. Alto circa 65 centimetri, aveva un becco privo di denti, orbite oculari grandi e ossa cave. Caratteristiche che ricordano molto da vicino certi dinosauri teropodi, ma che in realtà si sono evolute in modo del tutto indipendente. Come spiega Elliott Armour Smith, autore principale dello studio, questa somiglianza è probabilmente il risultato del fatto che i rettili della linea dei coccodrilli e quelli della linea degli uccelli si sono evoluti negli stessi ecosistemi, finendo per occupare ruoli ecologici analoghi. Convergenza evolutiva, la chiamano. E il Sonselasuchus ne è un esempio perfetto.

Come si è scoperto il passaggio da quattro a due zampe

La chiave sta nelle proporzioni degli arti. Analizzando i fossili a disposizione, i ricercatori hanno notato che gli esemplari più giovani presentavano arti anteriori e posteriori di lunghezza abbastanza simile. Negli adulti, invece, le zampe posteriori risultavano decisamente più lunghe e robuste. Questo schema di crescita differenziale suggerisce che il Sonselasuchus nascesse quadrupede e sviluppasse gradualmente una postura bipede. Una trasformazione che Smith definisce, senza mezzi termini, “particolarmente peculiare”.

La quantità di materiale fossile disponibile è impressionante. Nel 2014, il professor Christian Sidor (coautore dello studio) faceva parte della squadra che ha rinvenuto 950 fossili di Sonselasuchus in un unico sito. Da allora, gli scavi hanno prodotto oltre 3.000 reperti ossei, rendendo questa località una delle più ricche mai scoperte per il Triassico. E non sembra volersi esaurire: Sidor stesso ha dichiarato che il giacimento continua a restituire materiale nuovo e interessante.

Foreste antiche e nomi che raccontano una storia

Il nome della specie, cedrus, fa riferimento ai cedri, conifere sempreverdi simili a quelle che popolavano le foreste del Triassico superiore. Il nome del genere, Sonselasuchus (si pronuncia più o meno “sawn-SAY-la-SOOK-us”), deriva invece dal Sonsela Member, lo strato geologico della Formazione Chinle dove sono stati trovati i resti. Oltre al Sonselasuchus, lo stesso giacimento ha restituito fossili di pesci, anfibi, dinosauri e altri rettili, coinvolgendo nel corso degli anni oltre 30 studenti e volontari dell’Università di Washington.

Quello che rende questa scoperta così affascinante non è solo la stranezza biologica di un animale che cambiava postura crescendo. È il fatto che un parente dei coccodrilli abbia sviluppato, in modo completamente autonomo, tratti che normalmente associamo ai dinosauri. Il Sonselasuchus cedrus ricorda che l’evoluzione non segue percorsi lineari, e che le sorprese, nei fossili come nella scienza, non finiscono mai.

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