Apple e Intel verso un accordo per la produzione di chip: cosa sappiamo
Un possibile accordo tra Apple e Intel per la produzione di alcuni chip sta facendo parecchio rumore nel mondo della tecnologia. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, le due aziende avrebbero raggiunto un’intesa preliminare che potrebbe cambiare gli equilibri nell’industria dei semiconduttori. La notizia arriva dopo che, nei giorni scorsi, sia il WSJ che Bloomberg avevano anticipato trattative in corso tra Apple e diversi produttori, tra cui anche Samsung, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza quasi totale da TSMC, attuale partner esclusivo per i chip più avanzati.
Il punto è chiaro: Apple vuole diversificare la propria catena di fornitura. E Intel, che per decenni è stata leader indiscussa nella produzione di chip (anche se solo per progetti propri), sta cercando di rientrare in gioco dopo anni in cui le sue capacità produttive sono rimaste indietro rispetto allo stato dell’arte. TSMC oggi è il riferimento assoluto per la produzione di chip avanzati, con clienti del calibro di AMD, Nvidia e, appunto, Apple.
La scommessa di Intel sul processo 18A
Il nuovo CEO di Intel, Lip-Bu Tan, ha messo al centro della strategia aziendale il rilancio della divisione fonderia, promettendo processi produttivi finalmente all’altezza della concorrenza. Il fiore all’occhiello si chiama 18A, un processo che corrisponde a 1,8 nanometri ed è considerato un rivale diretto della tecnologia a 2nm di TSMC. Alla conferenza Computex del prossimo mese, Intel presenterà diversi processori realizzati proprio con questa tecnologia: i Nova Lake per desktop, i Panther Lake per dispositivi mobili e portatili, e i Clearwater Forest per server.
Se il processo 18A dovesse mantenere le promesse, in teoria Apple potrebbe produrre i propri chip delle serie M e A anche attraverso Intel. Però la realtà è più complessa di così. I design dei chip sono fortemente legati al processo produttivo specifico di ogni fonderia, e non basta prendere un progetto esistente e farlo realizzare altrove come se nulla fosse.
Quali chip Apple potrebbe produrre Intel?
È ancora tutto piuttosto nebuloso. Non si sa con certezza quali chip sarebbero i primi a essere fabbricati negli stabilimenti Intel, né quando la produzione potrebbe effettivamente partire. Lo scenario più realistico, almeno nella fase iniziale, non riguarda i chip di punta. Sembra più probabile che Apple affidi a Intel la produzione di componenti meno all’avanguardia: per esempio i chip della serie S destinati all’Apple Watch, oppure i chip delle serie N o C utilizzati per il networking.
Questa scelta avrebbe senso da diversi punti di vista. Permetterebbe ad Apple di testare le capacità produttive di Intel senza rischiare troppo sui prodotti di fascia alta, costruendo fiducia reciproca prima di eventuali collaborazioni più ambiziose. E per Intel rappresenterebbe comunque un cliente di enorme prestigio, capace di dare credibilità al rilancio della sua attività di fonderia.
L’accordo tra Apple e Intel resta per ora preliminare, ma il segnale è forte. Il mercato dei semiconduttori potrebbe presto avere un nuovo equilibrio, e sarà interessante vedere come risponderà TSMC a questa mossa.


