Cometa di Halley: un monaco medievale aveva capito tutto 700 anni prima

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La cometa di Halley potrebbe portare il nome sbagliato: un monaco medievale aveva capito tutto quasi 700 anni prima

La cometa di Halley è forse il corpo celeste più famoso della storia. Tutti la conoscono, tutti ne hanno sentito parlare almeno una volta. Ma cosa succederebbe se saltasse fuori che il nome che porta da secoli non rende giustizia a chi per primo ne comprese la vera natura? Una ricerca condotta dal professor Simon Portegies Zwart dell’Università di Leida sta facendo discutere parecchio la comunità scientifica, perché suggerisce proprio questo: un monaco inglese dell’undicesimo secolo avrebbe riconosciuto la periodicità della cometa quasi 700 anni prima che Edmond Halley ci mettesse sopra il suo nome.

Il monaco in questione si chiamava Eilmer di Malmesbury, conosciuto anche come Aethelmaer. Secondo le fonti storiche raccolte dallo storico Guglielmo di Malmesbury nel dodicesimo secolo, Eilmer vide la cometa nel 989 e poi di nuovo nel 1066. E qui viene la parte interessante: pare che il monaco abbia capito che si trattava dello stesso oggetto celeste. Una consapevolezza notevole per l’epoca, quando le comete venivano considerate presagi terrificanti legati a guerre, carestie e morti di sovrani. Portegies Zwart e il ricercatore Lewis hanno pubblicato le loro conclusioni nel volume Dorestad and Everything After. Ports, townscapes and travelers in Europe, 800 1100, sostenendo che la portata di queste descrizioni medievali era stata sottovalutata fino ad ora.

Il 1066 e la cometa più famosa del Medioevo

L’apparizione della cometa di Halley nel 1066 fu un evento che scosse mezza Europa. I documenti storici cinesi registrarono la sua visibilità per oltre due mesi. Il picco di luminosità venne raggiunto il 22 aprile 1066, ma in Bretagna e nelle isole britanniche fu visibile solo dal 24 aprile. Quell’apparizione è rimasta così impressa nella memoria collettiva da finire nell’Arazzo di Bayeux, la celebre opera medievale che racconta la conquista normanna dell’Inghilterra.

La cometa attraversò i cieli durante il brevissimo regno di Re Harold Godwinson, che governò l’Inghilterra dal 6 gennaio al 14 ottobre di quell’anno. Come da tradizione, il sovrano venne avvertito che quel segno nel cielo annunciava una catastrofe imminente. E in effetti, la sua morte nella battaglia di Hastings sembrò confermare i peggiori timori.

I ricercatori hanno anche trovato riferimenti a un’altra cometa associata alla morte dell’arcivescovo Sigeric di Canterbury nel 995, anche se nessuna cronaca sopravvissuta la documenta. Potrebbe trattarsi di una sorta di fake news medievale, una storia esagerata per spaventare la gente con minacce di punizione divina.

Dovremmo cambiare nome alla cometa?

Edmond Halley conquistò la fama identificando la natura periodica della cometa, dimostrando che gli avvistamenti del 1531, 1607 e 1682 riguardavano lo stesso oggetto che tornava ogni 76 anni circa. Un risultato straordinario, nessuno lo mette in dubbio. Ma se Eilmer di Malmesbury aveva già intuito lo stesso concetto nel 1066, la questione del nome diventa legittima.

Portegies Zwart ha dichiarato che la ricerca è stata molto stimolante, pur riconoscendo le sfide del lavoro interdisciplinare con gli storici. Il team prevede ulteriori studi su questo tipo di cometa periodica. Che la cometa di Halley finisca per chiamarsi in un altro modo è improbabile, certo. Ma sapere che un monaco medievale, ormai anziano, alzò gli occhi al cielo e riconobbe una vecchia conoscenza tra le stelle resta una storia che merita di essere raccontata.

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