Fossili in Etiopia riscrivono le origini dell’umanità: non è come pensavi

Date:

Fossili in Etiopia riscrivono le origini dell’umanità: più specie insieme, altro che linea retta

Una scoperta di fossili in Etiopia sta ribaltando parecchie certezze su come la nostra specie sia arrivata fin qui. Niente marcia trionfale dalla scimmia all’essere umano moderno. La realtà, a quanto emerge dal sito di Ledi Geraru, era molto più caotica, affollata e, a dirla tutta, più affascinante di qualsiasi schema da manuale scolastico.

Un gruppo internazionale di ricercatori, guidato da scienziati della Arizona State University, ha trovato prove che i primi rappresentanti del genere Homo e una specie ancora sconosciuta di Australopithecus vivevano nella stessa area tra 2,6 e 2,8 milioni di anni fa. Tredici denti fossili, rinvenuti in sedimenti antichissimi, hanno permesso di ricostruire un momento cruciale della evoluzione umana. E quei denti raccontano qualcosa di sorprendente: non appartenevano all’Australopithecus afarensis, la celebre “Lucy”. Questo conferma che la specie di Lucy era probabilmente già scomparsa da almeno 2,95 milioni di anni fa.

Come ha spiegato la paleoecologa Kaye Reed, l’immagine mentale che molti hanno, quella sequenza ordinata dalla scimmia al Neanderthal fino a noi, semplicemente non corrisponde alla realtà. L’evoluzione non funziona così. Qui ci troviamo davanti a due specie di ominini che convivono nello stesso territorio. L’albero evolutivo non è un palo dritto, è pieno di rami, e parecchi di quei rami finiscono nel nulla.

Come i vulcani aiutano a datare i nostri antenati

Viene spontaneo chiedersi: come si fa a stabilire che dei minuscoli denti fossili hanno milioni di anni? La risposta arriva dai vulcani. La regione dell’Afar, in Etiopia, è una zona di rift attivo, segnata da eruzioni che milioni di anni fa spargevano cenere sul paesaggio. Quella cenere conteneva cristalli di feldspato, e i geologi sanno datarli con precisione. Come ha spiegato il geologo Christopher Campisano, i fossili si trovano incastrati tra strati di cenere vulcanica databili, il che permette di stabilire un intervallo temporale molto affidabile.

E quel paesaggio, tra l’altro, era completamente diverso da quello che si vede oggi. Ora Ledi Geraru è una distesa arida di calanchi e faglie. Ma quasi tre milioni di anni fa, fiumi antichi attraversavano un ambiente più verde, alimentando laghi poco profondi che si espandevano e ritiravano col tempo. Ricostruire quegli habitat è fondamentale, perché l’ambiente potrebbe spiegare come diverse linee di ominini riuscissero a sopravvivere fianco a fianco.

Un albero evolutivo più affollato del previsto

Lo studio, pubblicato su Nature nel 2025, ha documentato fossili di Homo risalenti a 2,78 e 2,59 milioni di anni fa, e di Australopithecus a 2,63 milioni di anni fa. Ma la cosa ancora più interessante è che nell’Africa orientale, tra 3 e 2,5 milioni di anni fa, potrebbero aver convissuto fino a quattro linee di ominini diverse: i primi Homo, i Paranthropus, l’Australopithecus garhi e questa nuova specie misteriosa di Ledi Geraru.

A rafforzare questo quadro è arrivata nel 2026 un’altra scoperta: un team dell’Università di Chicago ha rinvenuto una mandibola di Paranthropus di 2,6 milioni di anni, sempre nella regione dell’Afar. Un’ulteriore conferma che i nostri antichi parenti erano più diffusi e adattabili di quanto si pensasse.

Il team ora sta analizzando lo smalto dei denti per capire cosa mangiassero queste specie. La dieta potrebbe rivelare se competevano per le stesse risorse o se avevano trovato il modo di convivere sfruttando nicchie ecologiche differenti. Per ora restano più domande che risposte. Ma è proprio questa la bellezza della paleontologia: ogni fossile che emerge apre un nuovo capitolo. E la storia delle origini umane, come dimostrano questi ritrovamenti, era molto più imprevedibile e competitiva di quanto qualsiasi libro di testo abbia mai raccontato.

Share post:

Subscribe

spot_imgspot_img

Popular

More like this
Related

Apple acquisisce Color.io: cosa cambia per i creativi

Apple acquisisce Color.io: una mossa strategica nel software creativo Apple ha acquisito Color.io, e la notizia sta facendo parecchio rumore tra chi segue da vicino le mosse dell'azienda di Cupertino. Non si tratta di un semplice shopping tecnologico fine a sé stesso. Questa operazione sembra...

Colina e ansia: il nutriente nascosto che il tuo cervello potrebbe avere in meno

Un nutriente nascosto nel cervello potrebbe alimentare i disturbi d'ansia La colina è un nutriente di cui si parla troppo poco, eppure potrebbe avere un ruolo chiave nei disturbi d'ansia. Uno studio condotto dalla University of California Davis Health ha individuato un dato piuttosto eloquente: le...

Terremoti, scoperte barriere naturali sottomarine che li frenano

Freni naturali nascosti sotto l'oceano: ecco cosa impedisce ai terremoti di diventare catastrofici Una faglia sottomarina al largo dell'Ecuador produce terremoti di magnitudo 6 con una regolarità quasi inquietante, uno ogni cinque o sei anni, sempre negli stessi punti e con la stessa intensità. Per...

Rete cosmica fotografata per la prima volta: l’immagine che cambia tutto

La prima immagine diretta della rete cosmica svela le autostrade invisibili dell'Universo Per la prima volta nella storia dell'astronomia, un gruppo internazionale di scienziati è riuscito a catturare un'immagine diretta della rete cosmica, quella struttura colossale e nascosta che collega le...