La sonda Psyche della NASA usa Marte come fionda gravitazionale verso un mondo di metallo
La sonda Psyche della NASA ha appena completato un passaggio ravvicinato su Marte, sfruttando la gravità del pianeta rosso come una gigantesca fionda per accelerare e proseguire il viaggio verso uno degli oggetti più enigmatici del sistema solare: l’asteroide Psyche, un corpo celeste ricchissimo di metalli che potrebbe nascondere i segreti sulla formazione dei pianeti rocciosi come la Terra.
Il 15 maggio 2026, la sonda è passata a circa 4.609 chilometri dalla superficie marziana. Un sorvolo calcolato al millimetro che ha regalato alla navicella un incremento di velocità di circa 1.600 km/h, il tutto senza bruciare nemmeno un grammo di carburante aggiuntivo. Gli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory (JPL) in California hanno confermato che tutto è andato esattamente secondo i piani, verificando la traiettoria attraverso le comunicazioni radio con il Deep Space Network, la rete mondiale della NASA per le missioni nello spazio profondo.
Don Han, responsabile della navigazione della missione Psyche al JPL, ha spiegato che nonostante la fiducia nei calcoli, monitorare il segnale Doppler in tempo reale durante il sorvolo è stato comunque emozionante. La manovra ha anche spostato il piano orbitale della sonda di circa un grado rispetto al Sole, mettendola in rotta diretta verso la fascia degli asteroidi tra Marte e Giove.
Immagini spettacolari e test strumentali su Marte
Il passaggio ravvicinato non è stato solo una questione di dinamica orbitale. Il team scientifico ha colto l’occasione per testare tutti gli strumenti di bordo in vista dell’arrivo all’asteroide. Le telecamere multispettrali, i magnetometri e lo spettrometro a raggi gamma e neutroni sono stati accesi e messi alla prova. Le immagini catturate mostrano Marte come una sottile mezzaluna luminosa, con la luce solare che si diffonde attraverso l’atmosfera polverosa del pianeta creando un effetto visivo più esteso del previsto. Migliaia di scatti sono stati raccolti sia durante l’avvicinamento sia nel momento di massima prossimità, quando la sonda è passata rapidamente dal lato notturno a quello illuminato del pianeta.
Jim Bell, responsabile dello strumento di imaging presso l’Arizona State University, ha sottolineato come questo set di dati rappresenti un’opportunità unica per calibrare le fotocamere e testare gli strumenti di elaborazione che verranno utilizzati una volta raggiunto l’asteroide Psyche. Anche i magnetometri hanno restituito letture interessanti, con possibili rilevamenti del cosiddetto bow shock marziano, la regione dove il vento solare interagisce con l’ambiente magnetico del pianeta.
Destinazione finale: il cuore metallico di un antico mondo
Con Marte ormai alle spalle, la sonda Psyche riprenderà a utilizzare il proprio sistema di propulsione solare elettrica per attraversare la fascia degli asteroidi. L’arrivo è previsto per agosto 2029. L’asteroide Psyche misura circa 280 chilometri nel punto più largo e gli scienziati ritengono possa essere il nucleo parzialmente esposto di un antico planetesimo, uno di quei mattoni primordiali da cui si sono formati i pianeti nelle fasi iniziali del sistema solare. Se questa ipotesi fosse confermata, significherebbe avere accesso diretto a materiale simile a quello che si trova nelle profondità inaccessibili dei pianeti rocciosi. Una volta in orbita, la sonda mapperà la superficie a diverse altitudini raccogliendo dati scientifici senza precedenti. Come ha dichiarato Lindy Elkins Tanton, responsabile scientifica della missione, adesso si può ringraziare il pianeta rosso per aver dato alla navicella la spinta decisiva verso una delle esplorazioni più affascinanti degli ultimi decenni.


