Una stella morente potrebbe generare un nuovo universo al posto di un buco nero
Le gravastelle, o gravastar, sono uno di quei concetti che sembrano usciti da un romanzo di fantascienza. Eppure un nuovo studio teorico della Goethe University di Francoforte propone qualcosa di straordinario: quando una stella massiccia collassa, potrebbe non trasformarsi in un buco nero. Potrebbe invece dare vita a un minuscolo nuovo universo al proprio interno. Sì, avete letto bene. Un universo dentro una stella.
Per capire la portata di questa idea bisogna fare un passo indietro. Le stelle più grandi, quelle davvero enormi, producono luce e calore grazie alla fusione nucleare. A un certo punto però il carburante finisce. Quando succede, la pressione che teneva tutto in equilibrio non basta più a contrastare la gravità, e la stella inizia a collassare su se stessa. Secondo la teoria classica, tutta quella massa viene compressa in un punto infinitamente piccolo, la famosa singolarità. Nasce così un buco nero. Il problema è che la singolarità, per quanto accettata dalla comunità scientifica, resta un concetto pieno di contraddizioni. Come può una massa pari a miliardi di soli stare in un punto senza dimensione? Le leggi della fisica, a quel livello estremo, semplicemente smettono di funzionare in modo affidabile.
L’alternativa ai buchi neri: cosa sono le gravastar
Ed è qui che entrano in gioco le gravastar. Questi oggetti ultracompatti sarebbero densi e massicci quasi quanto i buchi neri, quindi difficilissimi da distinguere osservativamente. La differenza fondamentale? Non avrebbero né una singolarità né un orizzonte degli eventi. Sotto i loro strati esterni di materia ordinaria, sarebbero riempiti di energia oscura, quella forza misteriosa che nell’universo su larga scala spinge tutto ad espandersi. Questa energia produrrebbe una pressione verso l’esterno capace di contrastare la gravità e impedire il collasso totale. Un’idea elegante, che risolve parecchi grattacapi teorici. Ma fino a poco tempo fa nessuno era riuscito a spiegare come una gravastar potesse effettivamente formarsi.
Un mini Big Bang dentro una stella che muore
Qui arriva la svolta. I fisici teorici Daniel Jampolski e il professor Luciano Rezzolla hanno proposto quella che descrivono come la prima soluzione dinamica alle equazioni della Relatività Generale di Einstein che spiega la formazione di una gravastar. Secondo il loro lavoro, pubblicato su Physical Review D nel giugno 2026, il collasso di una stella massiccia potrebbe innescare la nascita di un universo in miniatura all’interno della materia stessa che sta collassando. Questo nuovo universo non sarebbe poi così diverso dal Big Bang che ha dato origine al nostro cosmo. L’energia oscura guiderebbe la sua espansione, spingendo verso l’esterno e opponendosi alla gravità. Il risultato sarebbe un equilibrio stabile tra la materia stellare in caduta e l’universo interno in espansione. Ecco la gravastar.
Jampolski, che ha sviluppato la soluzione durante la sua tesi magistrale, spiega che il Big Bang di questo universo emergente può verificarsi quando la stella ha già quasi raggiunto il punto di diventare un buco nero. La materia compressa a densità così estreme potrebbe dare origine a fenomeni fisici completamente nuovi. Rezzolla, dal canto suo, tiene a precisare una cosa importante: cercare alternative ai buchi neri non significa metterli in discussione. I buchi neri restano la soluzione più naturale e semplice al destino del collasso gravitazionale. Ma la scienza, per sua natura, deve esplorare anche le interpretazioni più esotiche. La storia insegna che non è raro che quelle che oggi sembrano idee bizzarre diventino domani la nuova ortodossia.


