Una galassia nascosta che produce neutrini: la scoperta che ribalta le aspettative
Cercavano un buco nero supermassiccio e invece hanno trovato una fabbrica di neutrini alimentata dalla nascita esplosiva di stelle. La storia di Shadow Blaster, una galassia lontanissima e avvolta nella polvere cosmica, sta facendo discutere la comunità astronomica internazionale perché mette in discussione alcune convinzioni consolidate sull’origine delle particelle più sfuggenti dell’universo.
Tutto è partito dall’osservazione di un evento registrato dall’IceCube Neutrino Observatory al Polo Sud, catalogato come IC 210922A. Un team internazionale di ricercatori, utilizzando il potente radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) insieme ad altri strumenti, ha risalito la catena fino a una galassia incredibilmente luminosa situata a circa 11 miliardi di anni luce dalla Terra: JCMT0402−0424. Il punto è che tutti si aspettavano di trovare al centro un buco nero vorace, come succede di solito con le galassie associate ai neutrini ad alta energia. E invece no. Nessuna traccia delle emissioni tipiche di un buco nero. Niente di niente.
Il segreto di Shadow Blaster e la lente gravitazionale
Shadow Blaster è una galassia così piena di polvere cosmica da risultare praticamente invisibile nella luce visibile. Però, nelle lunghezze d’onda submillimetriche, brilla con un’intensità pazzesca. Ed è proprio questo contrasto tra oscurità ottica e luminosità radio che ha ispirato il soprannome dato dal team.
La fortuna ha voluto che tra Shadow Blaster e la Terra ci fosse un’altra galassia posizionata in modo perfetto. La gravità di questa galassia intermedia ha curvato e amplificato le onde radio provenienti da Shadow Blaster, creando una sorta di telescopio naturale grazie al fenomeno della lente gravitazionale. ALMA ha così potuto osservare la galassia in un dettaglio altrimenti impossibile, confermando ancora una volta l’assenza di un buco nero attivo al centro. L’energia che alimenta Shadow Blaster proviene invece da una formazione stellare estremamente intensa, concentrata in un nucleo compatto di appena 1.500 anni luce di diametro. Gas e polvere stipati in uno spazio relativamente piccolo, un ambiente così estremo da essere capace di generare neutrini ad alta energia.
Perché questa scoperta cambia le carte in tavola
Fino a oggi, le galassie identificate come sorgenti di neutrini erano quasi sempre alimentate da buchi neri supermassicci. Ma quelle fonti note non bastano a spiegare la quantità totale di neutrini ad alta energia che gli osservatori rilevano. Ed è qui che Shadow Blaster entra in gioco con prepotenza.
Secondo le stime del team di ricerca, le galassie starburst compatte e ricche di polvere, quelle che attraversano fasi di formazione stellare frenetica, potrebbero contribuire fino al 20% del totale dei neutrini ad alta energia osservati nell’universo. È una percentuale significativa, che apre una finestra completamente nuova sulla comprensione di queste particelle. I neutrini attraversano lo spazio e persino la Terra quasi senza interagire con la materia, il che li rende incredibilmente difficili da studiare. Sapere che esistono altre categorie di galassie capaci di produrli significa avere nuovi posti dove cercare risposte.
Lo studio, pubblicato su Nature Astronomy il 19 giugno 2026, coinvolge ricercatori di diverse istituzioni tra cui la National Central University, la Tohoku University e l’Osservatorio Astronomico Nazionale del Giappone. Se ulteriori osservazioni confermeranno questi risultati, la mappa delle sorgenti di neutrini cosmici potrebbe dover essere ridisegnata in modo sostanziale. Shadow Blaster, con la sua natura nascosta e la sua energia stellare, potrebbe essere solo la prima di una lunga serie di sorprese.


