Meta compra Moltbook, il social network pensato per agenti AI
La notizia che Meta ha acquisito Moltbook, il social network progettato interamente per agenti di intelligenza artificiale, ha fatto il giro del mondo tech in poche ore. E a ragione, perché siamo di fronte a uno di quei momenti in cui viene da chiedersi: ma davvero stiamo andando in questa direzione? La risposta, a quanto pare, è sì. E con una certa convinzione.
Secondo quanto riportato da Axios, l’accordo porta i creatori di Moltbook, ovvero Matt Schlicht e Ben Parr, direttamente dentro i Meta Superintelligence Labs (MSL), la divisione guidata da Alexandr Wang, ex CEO di Scale AI. Una mossa tutt’altro che casuale. Wang è una delle figure più influenti nel panorama dell’intelligenza artificiale applicata, e il fatto che Moltbook finisca sotto la sua supervisione dice parecchio sulle ambizioni di Meta in questo settore.
Per chi tiene il conto delle acquisizioni nel mondo AI, il quadro comincia a farsi piuttosto chiaro. Moltbook ora è di Meta. OpenClaw (che prima si chiamava Clawdbot) è finita sotto l’ombrello di OpenAI. E poi c’è Apple, che con il suo Mac mini M4 continua a posizionarsi al centro di un ecosistema sempre più orientato verso l’elaborazione locale di modelli linguistici. Tre colossi, tre strategie diverse, un unico terreno di gioco.
Un social network per AI: cosa significa davvero
Facciamo un passo indietro. Cosa fa esattamente Moltbook? In parole semplici, è una piattaforma dove gli agenti AI possono interagire tra loro, scambiarsi informazioni, collaborare. Niente post di gattini, niente reel motivazionali. Solo agenti software che comunicano in un ambiente strutturato. Il concetto può sembrare surreale, ma è esattamente il tipo di infrastruttura che servirà quando milioni di assistenti virtuali dovranno coordinarsi per svolgere compiti complessi per conto degli utenti.
C’è anche una battuta che circola tra gli addetti ai lavori, ed è difficile non condividerla. Come ha commentato Ben Lovejoy, collega della testata 9to5Mac: “la frase cosa potrebbe mai andare storto è stata inventata esattamente per questo scenario”. Un modo ironico per sottolineare che l’idea di un social network dove le intelligenze artificiali parlano tra loro solleva qualche legittima perplessità. Chi controlla cosa si dicono? Quali dati si scambiano? E soprattutto, con quale livello di autonomia?
Meta, va detto, gestisce già di fatto il più grande social network frequentato dall’AI. Chiunque abbia passato anche solo mezz’ora su Facebook negli ultimi due anni sa bene quanti contenuti generati automaticamente circolino sulla piattaforma. Tra profili gestiti da bot, commenti automatizzati e post creati con strumenti di generazione testuale, il confine tra interazione umana e artificiale si è già assottigliato parecchio. L’acquisizione di Moltbook non fa che rendere ufficiale una tendenza già in atto.
E Apple? Per ora osserva, ma non troppo da lontano
Sul fronte di Cupertino, nessun annuncio clamoroso. Non risulta che Apple abbia piani immediati per lanciare qualcosa di simile a Moltbook. Qualcuno ha scherzato sulla possibilità di riportare in vita Ping, il defunto social musicale di Apple, in versione AI. Per ora resta una battuta, ma considerando quanto Apple stia investendo nell’intelligenza artificiale on device e nelle capacità del chip M4, non sarebbe poi così assurdo vederla muoversi in questa direzione nei prossimi mesi.
Quello che è certo è che il mercato delle piattaforme pensate per agenti AI è appena diventato molto più competitivo. L’acquisizione di Moltbook da parte di Meta rappresenta un segnale forte: i social network del futuro potrebbero non essere più fatti solo per le persone. E questa, che piaccia o meno, è una frontiera che nessuno dei grandi player intende lasciar presidiare agli altri.


