Apple contro Epic: la battaglia legale riparte su due fronti
La saga legale tra Apple ed Epic Games non accenna a placarsi, e anzi si complica ulteriormente. Dopo anni di cause, appelli e controappelli che potrebbero riempire un volume intero, la disputa sulle commissioni dell’App Store entra in una fase del tutto nuova. Apple si trova ora costretta ad affrontare contemporaneamente due tribunali: la Corte d’Appello del Nono Circuito e la Corte Suprema degli Stati Uniti. Una situazione senza precedenti che potrebbe ridefinire le regole del gioco per l’intero ecosistema delle app.
Lo stop che non ha funzionato
Facciamo un passo indietro. Apple aveva ottenuto una sospensione temporanea dell’obbligo di tornare davanti alla Corte del Nono Circuito mentre portava avanti il proprio appello alla Corte Suprema. In pratica, il colosso di Cupertino cercava di prendere tempo, evitando di dover discutere nel merito delle commissioni sui pagamenti esterni mentre la questione era ancora pendente al livello più alto della giustizia americana. Una mossa tattica comprensibile, ma che è durata pochissimo. Epic Games ha immediatamente contestato quella sospensione. E ha vinto. Il Nono Circuito ha ribaltato la propria decisione, revocando lo stay e rimettendo Apple con le spalle al muro. Il mandato prevede che Apple torni in aula e lavori insieme a Epic per stabilire quale percentuale di commissione sia equa per i pagamenti effettuati al di fuori dell’App Store. Niente più rinvii, niente più attese comode.
Due battaglie in parallelo, una posta in gioco enorme
Il fatto che Apple debba ora gestire due procedimenti in contemporanea cambia parecchio le dinamiche. Da un lato c’è la discussione concreta davanti al Circuito su come riformare il sistema delle commissioni. Dall’altro, resta aperto il ricorso alla Corte Suprema, dove Apple spera di ottenere un verdetto favorevole che potrebbe teoricamente ribaltare tutto. Ma nel frattempo, il treno della giustizia non si ferma. Epic aveva sostenuto con successo che la questione delle commissioni sui pagamenti esterni non poteva restare in sospeso all’infinito, e i giudici le hanno dato ragione. Per Apple la situazione è tutt’altro che ideale. L’azienda ha costruito un modello di business enormemente redditizio attorno alle commissioni dell’App Store, e qualsiasi intervento giudiziario che ne riduca la portata potrebbe avere ripercussioni significative. Non solo in termini economici, ma anche come precedente legale per altre piattaforme digitali. Questa vicenda, partita nel lontano 2020 con il celebre spot in stile “1984” con cui Epic dipingeva Apple come il Grande Fratello, continua a evolversi in modi che nessuno avrebbe previsto. E il capitolo finale, ammesso che ne esista uno, sembra ancora lontano.


