Un insetto di 100 milioni di anni con chele da granchio: una scoperta senza precedenti
Dentro un frammento di ambra del Myanmar vecchio di 100 milioni di anni, un team di scienziati ha trovato qualcosa che nessuno si aspettava: un insetto preistorico dotato di zampe anteriori che sembrano chele di granchio. Non una vaga somiglianza, ma strutture così simili a quelle dei crostacei da aver lasciato di stucco persino chi studia artropodi da decenni. La scoperta, pubblicata sulla rivista Insects, rappresenta appena il quarto caso noto in assoluto di strutture a chela comparse in modo indipendente nel mondo degli insetti.
L’ambra del Myanmar, proveniente dalla regione del Kachin, continua a regalare sorprese incredibili. Quel pezzo di resina fossile ha conservato per milioni di anni un ecosistema forestale dell’età dei dinosauri, pieno di creature che non esistono più e che in molti casi non erano mai state osservate prima. Il gruppo di ricerca della Ludwig Maximilian University di Monaco, insieme a colleghi delle università di Rostock e Oulu (Finlandia), ha analizzato il fossile usando la micro-tomografia computerizzata, producendo immagini 3D di una precisione impressionante. E quello che è emerso ha cambiato il quadro di ciò che sapevamo sulle zampe degli insetti antichi.
Chele che non assomigliano a nulla di già visto tra gli insetti
Le cosiddette chelae, cioè quelle appendici a pinza simili a forbici, sono rarissime tra gli insetti. Prima di questa scoperta, si conoscevano solo tre gruppi in cui queste strutture si erano evolute. Questo fossile porta il totale a quattro, come ha spiegato la zoologa Carolin Haug. Ma la cosa ancora più interessante è che le chele di questo insetto non somigliano affatto a quelle degli altri tre gruppi. Il team ha condotto un confronto morfologico massiccio, analizzando oltre 2.000 appendici prensili tra specie viventi ed estinte, e il risultato è stato chiaro: le zampe anteriori di questo animale ricordano molto più da vicino quelle di crostacei come granchi, aragoste e gamberetti, piuttosto che quelle di qualsiasi altro insetto conosciuto.
La nuova specie è stata battezzata Carcinonepa libererrantes. Il nome del genere unisce il termine greco per “granchio” con un riferimento al gruppo delle cimici acquatiche (Nepomorpha). E il nome della specie? Qui la faccenda si fa curiosa: “libererrantes” è la latinizzazione di Stray Kids, il celebre gruppo K-pop. Secondo Carolin Haug, la posa delle chele del fossile ricorda in modo sorprendente la posa simbolo della band, che è anche il gruppo preferito di una delle autrici dello studio, Fenja Haug.
Un piccolo predatore nel Cretaceo
Al di là del nome suggestivo, le implicazioni scientifiche sono notevoli. Il corpo dell’insetto preistorico mostra somiglianze con i moderni Gelastocoridae, noti anche come “cimici rospo”, predatori terrestri che vivono nei pressi dell’acqua. Questo suggerisce che anche Carcinonepa libererrantes potesse abitare in una foresta del Cretaceo, probabilmente vicino alla costa, cacciando piccoli insetti con le sue chele sovradimensionate.
Quello che colpisce di questa scoperta è il modo in cui l’evoluzione, a volte, trova soluzioni identiche in organismi completamente diversi. Un insetto che sviluppa pinze da granchio senza alcuna parentela diretta con i granchi racconta molto su come la natura risolve problemi simili in modi convergenti. E il fatto che tutto questo sia rimasto nascosto in un pezzetto di ambra del Myanmar per cento milioni di anni, in attesa che qualcuno lo guardasse con gli strumenti giusti, rende il tutto ancora più straordinario.


