Il primo iPad arrivò nei negozi il 3 aprile 2010 e cambiò tutto
Il primo iPad fece il suo debutto ufficiale sugli scaffali dei negozi il 3 aprile 2010, dopo mesi di attesa quasi febbrile. Era uno di quei momenti in cui il mondo tech tratteneva il fiato, perché Apple aveva promesso qualcosa che nessuno sapeva ancora bene come definire. Non era un telefono, non era un computer portatile. Era una via di mezzo che in molti, a dire il vero, guardavano con un certo scetticismo. Eppure quel dispositivo si rivelò un successo clamoroso, capace di ridefinire un’intera categoria di prodotti.
Un tablet che nessuno sapeva di volere
Prima del lancio del primo iPad, il concetto stesso di tablet era qualcosa di vago e poco attraente per il grande pubblico. Esistevano tentativi precedenti, certo, ma nulla che avesse davvero conquistato consumatori e sviluppatori. Quando Steve Jobs salì sul palco per presentarlo, le reazioni furono miste. Qualcuno parlò di un iPhone gigante, altri di un gadget senza una vera ragion d’essere. Poi la gente cominciò a usarlo davvero, e le cose cambiarono in fretta.
Il primo iPad offriva uno schermo da 9,7 pollici, un processore Apple A4 e un’autonomia che per l’epoca risultava più che rispettabile. Non aveva fotocamera, non supportava il multitasking nel senso moderno del termine, e il prezzo di partenza era fissato a 499 dollari. Dettagli che oggi farebbero sorridere, ma che allora rappresentavano una proposta coraggiosa. Apple vendette oltre 300.000 unità solo nel primo giorno di disponibilità, un numero che spazzò via ogni dubbio residuo.
L’eredità di quel lancio
Quello che accadde dopo il 3 aprile 2010 è ormai storia nota. Il mercato dei tablet esplose letteralmente, con ogni produttore che cercava di inseguire Apple proponendo la propria alternativa. Samsung, Google, Amazon, Microsoft: tutti provarono a replicare quella formula, con fortune alterne. Ma il primo iPad aveva già stabilito le regole del gioco, definendo cosa un tablet dovesse essere e come dovesse funzionare.
La cosa più interessante, a ripensarci oggi, è che Apple riuscì a creare domanda per un prodotto di cui nessuno sentiva il bisogno. Non rispondeva a un’esigenza esistente, la generava. Ed è forse questa la lezione più grande lasciata da quel lancio: a volte il prodotto giusto arriva prima ancora che le persone capiscano di volerlo. Una strategia che Apple ha poi replicato con altri dispositivi, ma mai con lo stesso effetto dirompente di quella prima volta.


