iPhone 9, il falso mito che non muore: ecco perché non è mai esistito

Date:

La leggenda dell’iPhone 9 che non è mai esistito

La storia dell’iPhone 9 è una di quelle curiosità del mondo tech che ciclicamente torna a galla, alimentata da chi cerca visibilità facile sui social. Facciamo chiarezza una volta per tutte: Apple non ha mai prodotto né rilasciato un iPhone 9. Il salto dalla numerazione 8 alla 10 fu una scelta deliberata, pensata per celebrare il decimo anniversario dello smartphone che ha cambiato tutto. E quel modello venne battezzato iPhone X, con la X romana a sottolineare il traguardo.

Eppure, nonostante siano passati anni, c’è ancora chi prova a cavalcare questa assenza per attirare clic e condivisioni. L’ultimo episodio risale alla fine di maggio 2025, quando un noto profilo su X (l’ex Twitter) ha pubblicato delle foto spacciandole come immagini di un presunto prototipo di iPhone 9. Il problema? Quelle stesse identiche foto circolavano già almeno dal 2023, ed erano state smontate senza troppa fatica. L’interfaccia mostrata nel dispositivo ricordava palesemente Android, il font era sbagliato e persino i documenti di accompagnamento contenevano errori grossolani. Insomma, un falso costruito con poca cura.

Le foto riciclate e la vera origine delle immagini

La cosa ancora più interessante è che una parte delle immagini usate per alimentare il mito dell’iPhone 9 ha un’origine ben documentata. La metà destra della foto più condivisa è in realtà un ritaglio di un’immagine scattata da Benjamin Geskin, pubblicata su Cult of Mac nel 2019. E c’è dell’ironia: quella foto compariva in un articolo che parlava proprio di prototipi iPhone. Geskin, già nel 2017, aveva mostrato dei cloni dell’iPhone 8 prodotti in Cina. Quelle stesse immagini continuano a essere ripescate e spacciate come prove dell’esistenza di un iPhone 9 che, vale la pena ripeterlo, non è mai stato nei piani di Apple.

Chi ha ripubblicato quelle foto non ha fatto altro che recuperarle da vecchi post, sperando che nessuno se ne accorgesse. Una strategia che funziona più spesso di quanto si vorrebbe ammettere.

Perché i falsi leak su Apple funzionano ancora

Questa vicenda dell’iPhone 9 è un promemoria utile su come funziona l’ecosistema delle indiscrezioni Apple. I leak legati al mondo della Mela sono un vero e proprio business. Esistono fonti affidabili che condividono informazioni verificate, certo. Ma il numero di account che pubblicano contenuti inventati o riciclati è enormemente superiore. L’obiettivo non è informare, è generare attenzione, visualizzazioni e condivisioni.

Il consiglio più sensato resta quello di mantenere sempre un sano scetticismo di fronte a notizie non verificate, soprattutto quando arrivano da profili sconosciuti o privi di uno storico credibile. Chiedersi chi sta diffondendo una certa informazione e perché lo sta facendo è già un ottimo filtro. Nel caso dell’iPhone 9, bastava una ricerca inversa delle immagini per smontare tutto in pochi secondi.

Share post:

Subscribe

spot_imgspot_img

Popular

More like this
Related

Meta AI su WhatsApp potrà analizzare PDF e fogli di calcolo su iPhone

Meta AI su WhatsApp: presto potrà analizzare PDF, note e fogli di calcolo su iPhone Una novità che potrebbe cambiare parecchio il modo di usare WhatsApp sta emergendo proprio in queste ore. Meta AI, l'assistente basato sull'intelligenza artificiale integrato nella celebre app di messaggistica,...

App Creator Studio su Mac: come riconoscere le app in abbonamento

App Creator Studio su Mac: come riconoscere le app in abbonamento secondo Apple Le **app Creator Studio** stanno attirando l'attenzione degli utenti Mac, e Apple ha deciso di intervenire con un documento di supporto dedicato. La questione è piuttosto semplice, ma merita attenzione: alcune...

Caffeina e sonno: può davvero riparare i danni al cervello?

La caffeina può invertire i danni della privazione del sonno sulla memoria sociale Che la caffeina faccia sentire più svegli non è certo una novità. Ma che possa addirittura riparare i danni cerebrali causati dalla privazione del sonno, agendo con precisione chirurgica su un circuito neurale ben...

Chip quantistico a temperatura ambiente: la svolta arriva da Stanford

Un chip quantistico che funziona a temperatura ambiente grazie alla luce "attorcigliata" Il quantum computing potrebbe aver trovato la sua svolta più concreta. Un gruppo di ricercatori della Stanford University ha sviluppato un dispositivo nanometrico che riesce a collegare le proprietà...