Mars: un robot a quattro zampe potrebbe trovare vita aliena 3 volte prima

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Un robot a quattro zampe potrebbe rivoluzionare la ricerca della vita su Marte

Esplorare la superficie di Marte è sempre stata un’impresa lentissima, quasi esasperante. Ma un nuovo robot semi-autonomo potrebbe cambiare radicalmente le cose, accelerando fino a tre volte i tempi di analisi geologica rispetto ai metodi tradizionali. E no, non si tratta del solito rover su ruote che avanza di pochi metri al giorno.

Il problema, per chi segue le missioni planetarie, è noto: i segnali tra la Terra e Marte impiegano dai quattro ai ventidue minuti per fare il viaggio di andata. A questo si aggiunge una capacità di trasmissione dati piuttosto limitata. Il risultato? Ogni singola mossa di un rover va pianificata con estrema cautela, e la velocità di esplorazione ne risente in modo drammatico. La maggior parte dei rover percorre appena qualche centinaio di metri al giorno, il che rende difficile raccogliere dati geologici su aree vaste.

Un gruppo di ricercatori ha deciso di provare un approccio diverso. Hanno messo alla prova ANYmal, un robot quadrupede dotato di un braccio robotico con due strumenti: un microscopio chiamato MICRO e uno spettrometro Raman portatile, sviluppato per la sfida ESA ESRIC sulle risorse spaziali. Il progetto ha coinvolto il Robotic Systems Lab dell’ETH di Zurigo, l’Università di Zurigo e l’Università di Berna, con test condotti nel Marslabor dell’Università di Basilea, un ambiente che simula le condizioni della superficie marziana usando rocce analoghe, polvere simile al regolite e illuminazione calibrata.

Tre volte più veloce, senza perdere precisione scientifica

Il confronto tra i due metodi ha dato risultati piuttosto eloquenti. Con l’approccio tradizionale, in cui gli scienziati guidano il robot verso un singolo obiettivo, una missione tipo richiedeva circa 41 minuti. Con il metodo semi-autonomo, dove il robot si sposta da un bersaglio all’altro analizzandoli in sequenza senza aspettare istruzioni, i tempi sono scesi a un intervallo tra 12 e 23 minuti. In uno dei test, il robot ha identificato correttamente ogni singolo target selezionato.

Questo significa che le future missioni su Marte potrebbero coprire aree enormemente più ampie nello stesso tempo, raccogliendo dati su biosignature (tracce di vita) e risorse utili con un’efficienza che oggi sembra quasi fantascienza. Il robot ha dimostrato di saper riconoscere gesso, carbonati, basalti, dunite e anortosite, materiali fondamentali sia per l’astrobiologia che per lo sfruttamento futuro delle risorse lunari e marziane.

Verso le prossime missioni su Luna e Marte

La cosa davvero interessante è che non servono strumenti giganteschi o costosissimi per ottenere risultati scientifici significativi. Lo studio dimostra che anche dotazioni compatte, abbinate a un sistema robotico autonomo, bastano per raggiungere obiettivi chiave nell’esplorazione spaziale. È un cambio di paradigma: invece di dipendere da apparecchiature pesanti e complesse, le agenzie spaziali potrebbero schierare robot agili, capaci di muoversi su terreni accidentati, scansionare rapidamente le rocce e segnalare agli scienziati sulla Terra quali siti meritano un’indagine più approfondita.

Con le nuove missioni verso la Luna e Marte già in fase di pianificazione, robot come ANYmal potrebbero diventare strumenti fondamentali. Più terreno coperto, meno tempo sprecato, e soprattutto maggiori probabilità di trovare quello che tutti cercano: tracce di vita passata o presente, nascoste tra le rocce di un altro mondo.

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