MobileMe: il raro passo falso di Steve Jobs che Apple vuole dimenticare

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Quando Apple chiuse MobileMe per sempre: il raro passo falso di Steve Jobs

Il 1° luglio 2012 segna una data che molti utenti Apple preferirebbero dimenticare. Quel giorno, Cupertino spense definitivamente MobileMe, il suo servizio web che avrebbe dovuto rivoluzionare il modo di sincronizzare dati, email e calendari tra dispositivi. Non andò esattamente così.

MobileMe rappresenta uno dei rari fallimenti nella storia di Apple, e soprattutto uno dei pochi scivoloni attribuibili direttamente alla visione di Steve Jobs. Un dettaglio non da poco, considerando che si parla di un uomo il cui fiuto per i prodotti è diventato leggendario. Eppure, anche i migliori ogni tanto sbagliano. E MobileMe fu esattamente questo: un’idea potenzialmente giusta, eseguita nel modo sbagliato e al momento sbagliato.

Un servizio nato male e mai davvero migliorato

Lanciato nel 2008 come evoluzione del precedente .Mac, MobileMe prometteva sincronizzazione fluida tra Mac, iPhone e il web. Posta elettronica, contatti, calendari, persino una galleria fotografica online. Sulla carta sembrava perfetto. Nella pratica, il lancio fu un disastro. I server andarono in tilt quasi subito, le email sparivano nel nulla, la sincronizzazione funzionava a singhiozzo. E tutto questo per un servizio a pagamento, 99 dollari all’anno, che rendeva la pillola ancora più amara da mandare giù.

Lo stesso Jobs, secondo quanto raccontato internamente, convocò il team di MobileMe e chiese loro di spiegare a cosa servisse il prodotto. Dopo aver ascoltato la risposta, pare abbia detto qualcosa come: “Allora perché non funziona?”. La frustrazione era palpabile anche ai piani alti.

La transizione verso iCloud e la lezione appresa

Apple non buttò via tutto, però. Da quel fallimento nacque la spinta per costruire qualcosa di meglio. iCloud, presentato nel 2011 e reso disponibile gratuitamente, prese il posto di MobileMe raccogliendo le ceneri di quell’esperimento riuscito male. La chiusura definitiva del servizio il 1° luglio 2012 segnò il passaggio ufficiale: chi ancora usava MobileMe venne invitato a migrare su iCloud, punto e basta.

La differenza fondamentale? iCloud era gratuito nella sua versione base, molto più stabile e integrato profondamente in iOS e macOS. Non perfetto nemmeno quello, va detto, ma anni luce avanti rispetto al predecessore.

Questa vicenda resta un promemoria interessante. Anche una azienda come Apple, con risorse praticamente illimitate e un leader visionario come Steve Jobs, può lanciare un prodotto che semplicemente non funziona. MobileMe è il tipo di errore che in pochi ricordano, ma che ha contribuito in modo significativo a plasmare i servizi cloud che oggi vengono dati per scontati. A volte servono i fallimenti giusti per arrivare alle soluzioni che contano davvero.

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