Un oceano perduto dietro le montagne dell’era dei dinosauri
L’oceano di Tetide, scomparso milioni di anni fa, potrebbe aver avuto un ruolo decisivo nella formazione delle catene montuose dell’Asia Centrale durante l’era dei dinosauri. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications Earth and Environment, condotto da un team di ricercatori della Adelaide University. Una scoperta che ribalta parecchie convinzioni consolidate su come nascono le montagne e su quali forze geologiche le modellano davvero.
Fino a oggi, la comunità scientifica attribuiva il paesaggio montuoso dell’Asia Centrale a un mix di fattori: attività tettonica, cambiamenti climatici e processi legati al mantello terrestre, distribuiti lungo un arco di circa 250 milioni di anni. Il nuovo studio racconta una storia diversa. Attraverso l’analisi di centinaia di modelli di storia termica raccolti in oltre trent’anni di ricerche geologiche nella regione, gli scienziati hanno scoperto che clima e dinamiche del mantello hanno inciso molto poco. Il vero motore della formazione delle montagne in Asia Centrale sembra essere stato proprio l’oceano di Tetide, nonostante si trovasse a enorme distanza.
Come un oceano lontano ha plasmato il paesaggio
L’oceano di Tetide si estendeva su un’area vastissima del pianeta prima di sparire gradualmente nel corso del periodo Meso Cenozoico. Oggi il Mar Mediterraneo è considerato il suo ultimo frammento. Ma quando quell’oceano era ancora attivo, le sue dinamiche tettoniche generavano effetti a catena impressionanti. Secondo i ricercatori, l’estensione provocata dal ritiro delle placche oceaniche in subduzione riattivava antiche zone di sutura, trasformandole in una serie di dorsali parallele nell’Asia Centrale, anche a migliaia di chilometri dalla zona di collisione himalayana.
Il dottor Sam Boone, ricercatore post dottorale presso la Adelaide University al momento dello studio, ha spiegato che le dinamiche dell’oceano di Tetide possono essere correlate direttamente con brevi periodi di sollevamento montuoso nella regione. In pratica, i dinosauri che vagavano per l’Asia Centrale nel Cretaceo avrebbero visto un paesaggio montuoso non troppo diverso dall’attuale provincia del Basin and Range negli Stati Uniti occidentali.
Un metodo applicabile a misteri geologici globali
Il cuore della ricerca si basa sui modelli di storia termica, strumenti che permettono di ricostruire come le rocce si siano raffreddate man mano che venivano portate verso la superficie terrestre durante fasi di sollevamento ed erosione. Il team ha incrociato questi dati con modelli di tettonica delle placche, precipitazioni nel tempo profondo e convezione del mantello, riuscendo a ricostruire capitoli nascosti della storia geologica del pianeta.
La cosa più interessante è che questo approccio non vale solo per l’Asia Centrale. Il professor associato Stijn Glorie ha sottolineato come lo stesso metodo possa essere applicato ad altri enigmi geologici ancora irrisolti. Un esempio su tutti: la separazione tra Australia e Antartide, avvenuta circa 80 milioni di anni fa, che stranamente non ha lasciato impronte evidenti nei registri termici dei margini di entrambe le placche. Il team sta già lavorando per applicare lo stesso tipo di analisi anche a quel caso, con la speranza di svelare nuovi dettagli su uno dei grandi misteri della geologia moderna.


