Thunderbolt 5, Thunderbolt 4 e USB4: cosa cambia davvero per chi usa un Mac
Apple ha deciso di fare sul serio con la connettività dei suoi Mac, passando dallo standard Thunderbolt 4 al ben più potente Thunderbolt 5. I modelli equipaggiati con chip M4/M5 Pro, M4/M5 Max o M3 Ultra ora dispongono di almeno tre porte Thunderbolt 5, mentre i Mac con processori M4/M5 base restano ancorati al Thunderbolt 4. E poi c’è USB4, che aggiunge un ulteriore livello di complessità a un panorama già parecchio confuso. Proviamo a fare ordine.
Il punto è che tutte queste tecnologie condividono lo stesso connettore fisico, il famoso Type C, ma sotto la scocca le differenze sono enormi. Si va dai 5Gbps ai 120Gbps di velocità, con funzionalità che cambiano radicalmente a seconda dello standard supportato. Per chi usa un Mac quotidianamente, capire queste distinzioni può fare la differenza tra un acquisto azzeccato e uno inutilmente costoso.
Cosa porta di nuovo Thunderbolt 5 rispetto a Thunderbolt 4
Qui le cose si fanno interessanti davvero. Thunderbolt 5 non è un aggiornamento cosmetico come lo era stato il passaggio da Thunderbolt 3 a Thunderbolt 4 (che per gli utenti Mac, onestamente, aveva cambiato poco). Stavolta il salto è concreto.
La larghezza di banda raddoppia: si passa da 40Gbps a 80Gbps, e per le connessioni display si arriva fino a 120Gbps grazie alla tecnologia Bandwidth Boost. In pratica, fino a tre volte più banda rispetto alle soluzioni precedenti. La potenza di ricarica sale a 240W (contro i 100W del Thunderbolt 4), il che significa che un MacBook Pro da 16 pollici può ricaricarsi velocemente sia tramite MagSafe 3 che attraverso le porte Thunderbolt 5.
C’è poi il supporto a DisplayPort 2.1, che porta la risoluzione massima a 10K su singolo display. E a seconda del processore, Thunderbolt 5 consente di collegare fino a quattro monitor esterni. I Mac con M5 Pro ne gestiscono tre, quelli con M5 Max arrivano a quattro. Prima anche il chip M4 Max era bloccato a due schermi. Anche la lunghezza massima dei cavi passivi migliora leggermente, passando da circa un metro a 1,2 metri.
Detto questo, chi ha davvero bisogno di Thunderbolt 5? Onestamente, i professionisti da studio che lavorano con storage SSD esterni velocissimi e monitor ad altissima risoluzione. Per la maggior parte degli utenti Mac, non è qualcosa per cui correre ad aggiornare, ma resta un bel vantaggio quando arriva il momento di cambiare computer.
USB4, Thunderbolt 4 e il caos delle nomenclature
La relazione tra USB4 e Thunderbolt 4 è più stretta di quanto si pensi. Thunderbolt 4 è essenzialmente USB4 con tutte le funzionalità al massimo. Entrambi usano lo stesso connettore Type C, e tutti i dispositivi Thunderbolt 4 supportano USB4. La differenza? USB4 parte da 20Gbps e può arrivare a 40Gbps, ma non è obbligato a farlo. Thunderbolt 4 garantisce sempre i 40Gbps pieni.
Un’altra distinzione importante riguarda i display esterni: una porta USB4 supporta un solo monitor, mentre Thunderbolt 4 ne gestisce due in 4K. I dispositivi Thunderbolt sono certificati e rispettano standard qualitativi rigorosi, mentre quelli USB4 no, il che significa che sul mercato si troveranno prodotti di qualità molto variabile.
Vale la pena ricordare anche il concetto di Thunderbolt hubbing, introdotto con Thunderbolt 4: permette di collegare dispositivi tramite hub dedicati senza i rischi del daisy chaining tradizionale, dove scollegare un elemento della catena mandava in tilt tutti gli altri. Un miglioramento pratico che molti sottovalutano, ma che nella vita reale fa una differenza enorme.
Quanto alla proprietà della tecnologia, Intel è ufficialmente il proprietario di Thunderbolt, nonostante la collaborazione con Apple risalga al 2010 e il primo MacBook Thunderbolt sia uscito nel 2011. Apple aveva persino registrato il marchio, per poi cederlo a Intel in cambio dell’uso illimitato della tecnologia. Una di quelle storie che raccontano bene come funziona davvero la Silicon Valley.


