Una torsione magnetica nascosta nella Via Lattea: la scoperta che potrebbe cambiare tutto
Il campo magnetico della Via Lattea nasconde un segreto che nessuno si aspettava. Un gruppo di astronomi dell’Università di Calgary ha individuato una strana inversione magnetica diagonale all’interno del Braccio del Sagittario, una delle strutture principali della nostra galassia. E no, non si tratta di un dettaglio minore. Questa scoperta potrebbe costringere la comunità scientifica a ripensare i modelli con cui viene descritta l’architettura magnetica galattica e, soprattutto, la sua evoluzione futura.
Il lavoro, pubblicato a maggio 2026 su The Astrophysical Journal e sulla relativa Supplement Series, si basa su osservazioni raccolte con un nuovo radiotelescopio presso il Dominion Radio Astrophysical Observatory, in Columbia Britannica. Lo strumento ha permesso di mappare il cielo settentrionale su un ampio spettro di frequenze radio, offrendo una visione del campo magnetico della Via Lattea con un livello di dettaglio mai raggiunto prima.
Come ha spiegato la professoressa Jo Anne Brown, del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’ateneo canadese, senza il campo magnetico la galassia collasserebbe su se stessa per effetto della gravità. Capire come è fatto oggi significa poter costruire modelli più affidabili per prevedere come cambierà nel tempo.
Come si mappa qualcosa di invisibile
Il trucco sta in un fenomeno chiamato rotazione di Faraday. Quando le onde radio attraversano regioni dello spazio ricche di elettroni e campi magnetici, subiscono una sorta di “torsione” misurabile. Rebecca Booth, dottoranda e autrice principale del secondo studio, lo ha paragonato alla rifrazione: come una cannuccia in un bicchiere d’acqua sembra piegata, così le onde radio vengono alterate dal mezzo che attraversano. Analizzando queste variazioni, il team ha potuto tracciare strutture magnetiche altrimenti del tutto invisibili.
I dati raccolti confluiscono nel Global Magneto Ionic Medium Survey (GMIMS), un progetto internazionale che punta a costruire la mappa più completa mai realizzata del campo magnetico galattico. La dottoressa Anna Ordog, prima autrice dello studio iniziale, ha sottolineato come l’ampia copertura in frequenza del nuovo telescopio permetta di cogliere sfumature strutturali che prima sfuggivano completamente.
L’inversione diagonale nel Braccio del Sagittario
Ed è proprio qui che arriva il colpo di scena. Guardando la Via Lattea dall’alto, il campo magnetico complessivo ruota in senso orario. Ma nel Braccio del Sagittario la direzione si inverte, diventando antioraria. Questa anomalia era nota da tempo, ma nessuno aveva capito come avvenisse la transizione tra le due zone. Poi, un giorno, Ordog ha mostrato dei dati a Brown e la reazione è stata immediata: l’inversione non è netta, è diagonale. Taglia lo spazio di traverso, come una cicatrice nascosta nel tessuto magnetico della galassia.
Booth ha poi sviluppato un modello tridimensionale di questa inversione, dimostrando che ciò che dalla Terra appare come una diagonale è in realtà una struttura spaziale complessa, molto più articolata di quanto ipotizzato fino a quel momento.
Quello che rende questa scoperta così rilevante non è solo la sua stranezza. È il fatto che offre un indizio concreto su come le galassie si organizzano e si trasformano nel corso di miliardi di anni. Il campo magnetico della Via Lattea non è un dettaglio di contorno: è una forza strutturale fondamentale. E adesso sappiamo che al suo interno si nasconde una geometria che nessuno aveva previsto.


