WhatsApp lancia gli account per preadolescenti: ecco come funzionano

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WhatsApp lancia gli account per preadolescenti gestiti dai genitori

Gli account WhatsApp per preadolescenti sono finalmente realtà. La piattaforma di messaggistica più usata al mondo ha appena annunciato una novità che molte famiglie aspettavano da tempo: la possibilità di creare profili dedicati ai più piccoli, con un sistema di controllo parentale integrato direttamente nell’app. Una mossa che arriva in un momento in cui il dibattito sulla sicurezza digitale dei minori è più acceso che mai.

Il funzionamento è piuttosto semplice, almeno sulla carta. Il genitore o il tutore legale deve avere il proprio dispositivo accanto al telefono destinato al figlio. I due account vengono collegati, e da quel momento è l’adulto a decidere le regole del gioco. Chi può contattare il minore, a quali gruppi WhatsApp può unirsi, come vengono gestite le richieste di messaggi da parte di contatti sconosciuti. Tutto passa attraverso un PIN parentale impostato sul dispositivo del ragazzo, che impedisce modifiche non autorizzate alle impostazioni di privacy.

Ed è proprio qui che la cosa si fa interessante. Perché WhatsApp ha voluto chiarire un punto che stava a cuore a molti: nonostante i genitori abbiano il controllo su chi può scrivere al proprio figlio, il contenuto delle conversazioni resta privato. La crittografia end-to-end non viene toccata, il che significa che nessuno, nemmeno WhatsApp stessa, può leggere o ascoltare i messaggi scambiati. Un equilibrio delicato tra protezione e rispetto della privacy, che non era affatto scontato.

Una risposta concreta alla questione dei minori online

Questa funzionalità rappresenta un cambio di passo per WhatsApp, che fino a oggi non offriva strumenti specifici per gestire l’uso della piattaforma da parte dei più giovani. Gli account per preadolescenti arrivano in un periodo in cui diverse autorità europee, comprese quelle italiane, stanno alzando la pressione sulle big tech affinché facciano di più per tutelare i minori sui social e sulle app di messaggistica.

Va detto che il sistema non è perfetto. Funziona bene finché il genitore è effettivamente coinvolto nella gestione quotidiana, e richiede una certa familiarità con le impostazioni dell’app. Ma rispetto al nulla che esisteva prima, è un passo avanti significativo. Tra le altre novità recenti di WhatsApp ci sono anche la cronologia dei messaggi nei gruppi, le chiamate vocali e video via web e una modalità anti spyware, tutti segnali che la piattaforma sta investendo parecchio su sicurezza e funzionalità avanzate.

Per chi volesse approfondire, sul sito di supporto ufficiale di WhatsApp sono disponibili guide dettagliate su come configurare e gestire questi nuovi account. La sensazione è che questa sia solo la prima versione di uno strumento destinato a evolversi, magari integrando filtri più granulari o report periodici per i genitori. Per ora, però, il messaggio è chiaro: WhatsApp vuole che anche le famiglie con figli piccoli possano usare la piattaforma senza dover scegliere tra comodità e tranquillità.

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