Il nuovo MacBook Air M5 convince quasi tutti, ma c’è un “ma”
Le prime recensioni del MacBook Air M5 stanno arrivando da ogni angolo del mondo tech, e il quadro che ne esce è piuttosto chiaro: prestazioni in netto miglioramento, velocità dell’SSD finalmente all’altezza, ma un prezzo che fa storcere il naso a più di qualcuno. Apple ha presentato il suo nuovo portatile ultrasottile il 3 marzo, equipaggiandolo con il chip M5, e la domanda che tutti si pongono è sempre la stessa: vale davvero la pena spendere 100 dollari in più rispetto al modello precedente?
Partiamo da quello che funziona, perché in effetti funziona parecchio bene. Il processore M5 porta con sé un salto prestazionale che si nota soprattutto nei carichi di lavoro più pesanti. Chi lavora con editing fotografico, compilazione di codice o semplicemente tiene aperte trenta schede di Safari mentre esporta un video, troverà nel MacBook Air M5 un compagno decisamente più reattivo. Non si parla di una rivoluzione epocale, sia chiaro, ma di quel tipo di miglioramento che nella vita reale si percepisce. E questo conta.
SSD più veloce e connettività aggiornata: cosa cambia davvero
Uno degli aspetti che ha raccolto più consensi nelle recensioni è la velocità dell’SSD. Apple ha finalmente risolto una delle critiche più ricorrenti dei modelli passati, dove le configurazioni base soffrivano di velocità di lettura e scrittura piuttosto modeste. Stavolta lo storage di partenza sale a 512 GB, il che elimina anche il problema di ritrovarsi con un disco quasi pieno dopo pochi mesi di utilizzo. Un cambiamento che sembra piccolo sulla carta, ma che nella pratica quotidiana fa una differenza enorme.
Poi ci sono le novità lato connettività. Il supporto a Wi-Fi 7 e Bluetooth 6 porta il MacBook Air M5 al passo con gli standard più recenti. Per chi ha già un router compatibile, le velocità di trasferimento dati wireless saranno notevolmente superiori. Per tutti gli altri, è comunque un investimento sul futuro, perché queste tecnologie diventeranno lo standard nel giro di pochissimo tempo.
Il prezzo più alto è giustificato?
Ed eccolo, il punto dolente. Il prezzo del MacBook Air M5 è salito di circa 100 dollari rispetto alla generazione precedente. Può sembrare poco, soprattutto considerando che Apple ha aumentato lo storage base e migliorato praticamente ogni componente interno. Ma in un mercato dove la concorrenza offre alternative sempre più agguerrite, ogni aumento di prezzo va giustificato con attenzione.
La maggior parte dei recensori concorda su un punto: chi possiede un MacBook Air M3 o M4 probabilmente non troverà ragioni sufficienti per fare l’upgrade. Il salto generazionale non è così drastico da giustificare la spesa, a meno che non si abbia bisogno specifico delle nuove funzionalità di connettività o dello storage ampliato. Discorso completamente diverso per chi arriva da un modello più vecchio, magari un Air con chip Intel o un M1 dei primi tempi. In quel caso il MacBook Air M5 rappresenta un aggiornamento che si sente in ogni singola operazione, dall’accensione alla gestione multitasking.
Il design, va detto, resta sostanzialmente identico. Apple non ha toccato lo chassis, il display o la tastiera. Ed è una scelta comprensibile, visto che il form factor attuale del MacBook Air è considerato tra i migliori nella categoria dei portatili sottili. Non tutto deve cambiare per forza ogni anno.
Quello che emerge dalle prime analisi approfondite è un prodotto solido, maturo, che migliora dove serviva migliorare senza stravolgere una formula già vincente. Il MacBook Air M5 resta probabilmente il portatile più equilibrato nel catalogo Apple, capace di soddisfare la stragrande maggioranza degli utenti senza mai farsi sentire troppo. Resta da capire se quei 100 dollari in più peseranno sulle vendite o se, come spesso accade con Apple, il pubblico deciderà che il valore complessivo giustifica ampiamente la cifra.


