Liquid Glass non si tocca: Apple va avanti nonostante l’esodo dei designer
Il nuovo design Liquid Glass di Apple sta facendo discutere parecchio, e la situazione si è complicata ulteriormente dopo che Alan Dye, il designer che ha guidato questa rivoluzione estetica, ha lasciato l’azienda portandosi dietro diversi colleghi. Un nuovo report pubblicato domenica scorsa racconta che Dye non se ne è andato da solo: insieme a lui hanno fatto le valigie anche altri membri del team che hanno materialmente costruito Liquid Glass. Destinazione? Meta, nientemeno.
La notizia arriva dalla newsletter “Power On” di Mark Gurman su Bloomberg, una delle fonti più affidabili quando si parla di dinamiche interne a Cupertino. E il quadro che ne esce è quantomeno interessante, per non dire contraddittorio.
Una carta vincente o una distrazione?
Secondo il report, Apple avrebbe tirato fuori Liquid Glass quasi come un asso nella manica per spostare l’attenzione dai risultati poco brillanti di Apple Intelligence, la piattaforma di intelligenza artificiale su cui l’azienda ha puntato tanto ma che non ha ancora convinto del tutto. Una mossa strategica, insomma, per dare ai media e agli utenti qualcos’altro di cui parlare.
Il punto però è che lo stesso report afferma anche che Liquid Glass era in lavorazione da anni. E qui le cose non tornano perfettamente. Se il progetto era in cantiere da tempo, parlare di “carta a sorpresa” suona un po’ forzato. Più probabilmente, Apple ha semplicemente scelto il momento giusto per svelare un lavoro che andava avanti da parecchio, approfittando della necessità di rilanciare la narrazione attorno ai propri prodotti.
Il redesign resta, che piaccia o no
Quello che è certo è che Liquid Glass non verrà accantonato. Nonostante le reazioni della community siano state piuttosto divisive, con una parte di utenti entusiasta e un’altra decisamente critica, Apple non ha intenzione di fare marcia indietro. Il nuovo linguaggio visivo coinvolge tutti i sistemi operativi dell’ecosistema, dall’iPhone al Mac, ed è pensato per rappresentare il futuro estetico dell’intera piattaforma.
La partenza di Alan Dye e del suo gruppo verso Meta potrebbe creare qualche turbolenza interna nel breve periodo, questo sì. Perdere le persone che hanno ideato e sviluppato un progetto così ambizioso non è mai indolore per nessuna azienda, nemmeno per una come Apple. Ma il redesign Liquid Glass è ormai troppo avanti nel suo percorso per essere messo in discussione. Le fondamenta ci sono, la direzione è tracciata.
Resta da capire come evolverà il progetto senza i suoi creatori originali e se il team rimasto saprà portare avanti la visione con la stessa coerenza. Per ora, una cosa è chiara: Liquid Glass è qui per restare.


