Kepler-51d, il pianeta che nemmeno il James Webb riesce a penetrare

Date:

Kepler-51d, il pianeta “super-puff” che nemmeno il telescopio Webb riesce a penetrare

Nemmeno il più potente telescopio spaziale mai costruito riesce a vedere cosa si nasconde sotto la foschia di Kepler-51d. Questo esopianeta, che orbita attorno a una stella nella costellazione del Cigno a circa 2.615 anni luce dalla Terra, è avvolto in uno strato di foschia talmente denso da risultare praticamente impenetrabile. Le osservazioni condotte con il James Webb Space Telescope (JWST), pubblicate il 16 marzo 2026 sull’Astronomical Journal, hanno confermato che questa barriera potrebbe essere una delle più estese mai rilevate su un pianeta, con dimensioni paragonabili al raggio terrestre.

Kepler-51d appartiene a una categoria rarissima di mondi chiamati super-puff, pianeti dalle dimensioni simili a Saturno ma con una massa appena poche volte superiore a quella della Terra. Tradotto in parole semplici: sono enormi ma incredibilmente leggeri, con una densità che ricorda quella dello zucchero filato. Il sistema di Kepler-51 ne ospita addirittura tre, il che rende tutto ancora più bizzarro. Come ha spiegato Jessica Libby-Roberts, ricercatrice della Penn State e prima autrice dello studio, spiegare la formazione di uno solo di questi pianeti è già complicato. Averne tre nello stesso sistema è qualcosa che sfida ogni modello conosciuto di formazione planetaria.

Perché Kepler-51d non dovrebbe esistere (almeno secondo le teorie attuali)

La regola generale dice che i giganti gassosi si formano lontano dalla propria stella, dove le condizioni favoriscono l’accumulo di gas attorno a un nucleo denso. Kepler-51d fa esattamente il contrario. Sembra privo di un nucleo massiccio e orbita a una distanza dalla sua stella paragonabile a quella di Venere rispetto al Sole. In più, la stella Kepler-51 è piuttosto attiva, e i suoi venti stellari dovrebbero soffiare via i gas leggeri dell’atmosfera del pianeta. Eppure il pianeta è ancora lì, gonfio e inspiegabile.

Per cercare di capire la composizione atmosferica di Kepler-51d, il team ha sfruttato la tecnica del transito: quando il pianeta passa davanti alla sua stella, la luce stellare attraversa la sua atmosfera e porta con sé le impronte chimiche dei gas presenti. Il JWST, con il suo spettrografo nel vicino infrarosso, avrebbe dovuto fornire dati molto più dettagliati rispetto a Hubble. E invece niente. Nessun segnale distinguibile. La foschia è così spessa da assorbire tutte le lunghezze d’onda analizzate, impedendo qualsiasi lettura utile. Come ha sottolineato Suvrath Mahadevan, coautore dello studio, la situazione ricorda quella di Titano, la luna di Saturno avvolta da idrocarburi, ma su una scala enormemente più grande.

Anelli, foschia o qualcosa di completamente diverso?

Il gruppo di ricerca ha valutato anche ipotesi alternative. Una delle più intriganti riguarda la possibile presenza di anelli attorno al pianeta, che potrebbero bloccare la luce stellare e far apparire Kepler-51d più grande e meno denso di quanto sia realmente. Tuttavia i dati non combaciano del tutto con questo scenario: la quantità di luce bloccata aumenta in modo lineare con le lunghezze d’onda più lunghe, un comportamento che si spiega meglio con una foschia estremamente densa. Gli anelli, per funzionare come spiegazione, dovrebbero essere composti di materiali molto specifici e inclinati con un’angolazione perfetta. Possibile, ma piuttosto improbabile.

Le prossime mosse prevedono l’analisi dei dati JWST relativi a un altro pianeta dello stesso sistema, Kepler-51b, per capire se tutti i super-puff condividono atmosfere così opache o se Kepler-51d rappresenta un caso isolato. Ogni nuovo pezzo del puzzle aiuta a comprendere meglio non solo questi mondi alieni, ma anche il posto che il nostro sistema solare occupa nel quadro più ampio dell’universo. E a quanto pare, quel quadro è molto più strano di quanto chiunque avesse immaginato.

Share post:

Subscribe

spot_imgspot_img

Popular

More like this
Related

ChatGPT Codex su Mac si potenzia: cosa cambia davvero

ChatGPT Codex su Mac diventa molto più potente: ecco cosa cambia La nuova versione di ChatGPT Codex per Mac sta per fare un salto di qualità notevole. OpenAI ha deciso di potenziare in modo significativo la sua app dedicata alla programmazione e all'automazione, aggiungendo funzionalità che fino a...

Apple Vision Pro: un pilota morto durante le riprese di un video immersivo

Un pilota morto durante le riprese di un video immersivo Apple per Vision Pro La notizia è di quelle che lasciano il segno. Un pilota è deceduto nel corso delle riprese di un Apple Immersive Video destinato al visore Vision Pro, e la cosa più inquietante è che prima dell'incidente erano già state...

Apple raggiunge un record nell’uso di materiali riciclati nei suoi prodotti

Apple raggiunge un nuovo record nell'uso di materiali riciclati Il nuovo Environmental Progress Report di Apple racconta una storia che vale la pena leggere con attenzione. L'azienda di Cupertino ha raggiunto un record nell'utilizzo di materiali riciclati nei propri prodotti, eliminato quasi del...

Apple, la trappola dolce da cui nessuno vuole uscire davvero

L'ecosistema Apple e quella trappola dolce da cui nessuno vuole uscire Non è un singolo prodotto a rendere l'ecosistema Apple così difficile da abbandonare. Non è l'iPhone, non è il Mac, non è nemmeno l'Apple Watch preso singolarmente. La forza di Cupertino sta in qualcosa di molto più sottile,...